Friuli Venezia Giulia prima in Italia per alberi monumentali: 572 schede e 1.695 esemplari

Con il nuovo aggiornamento regionale entrano 39 nuove schede di alberi monumentali e 42 di alberi notevoli.

27 settembre 2026 10:28
Friuli Venezia Giulia prima in Italia per alberi monumentali: 572 schede e 1.695 esemplari -
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TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia resta la regione italiana con il maggior numero di schede dedicate agli alberi monumentali: con l’aggiornamento in via di conclusione gli elenchi regionali arrivano a 572 schede per un totale di 1.695 esemplari tutelati, grazie all’ingresso di 39 nuove schede.

L’aggiornamento riguarda anche gli alberi notevoli, categoria introdotta per prima proprio dal Friuli Venezia Giulia per individuare e proteggere gli esemplari che in futuro potrebbero diventare monumentali. In questo caso le schede censite salgono a 305, con 42 nuovi inserimenti, per un patrimonio complessivo di 1.010 esemplari.

L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante. L’iter amministrativo è nelle battute finali: è infatti in fase di firma la nota di trasmissione del Decreto del Presidente della Regione per l’aggiornamento degli elenchi, già concordato con il ministero competente e approvato dalla Soprintendenza.

Dove si trovano gli alberi tutelati in regione

Uno degli elementi più rilevanti del nuovo quadro regionale è la distribuzione sul territorio. Quasi il 75 per cento dei Comuni del Friuli Venezia Giulia ospita almeno un albero tutelato. Il dato indica una presenza diffusa, non limitata a poche aree di pregio, ma estesa dalla montagna alla pianura fino ai contesti urbani.

Secondo la Regione, il risultato arriva da una strategia costruita negli anni, che ha affiancato al censimento anche strumenti per la conservazione, il monitoraggio e il sostegno agli enti locali chiamati a gestire questi esemplari.

Cura, contributi e programmazione triennale

Nel 2024 l’amministrazione regionale ha aggiornato il sistema dei contributi per la cura e la conservazione degli alberi monumentali, estendendo la programmazione degli interventi su base triennale. Nella gestione sono stati inclusi anche gli alberi notevoli e quelli di pregio.

L’obiettivo dichiarato è andare oltre il semplice inserimento in elenco: il censimento, nelle intenzioni della Regione, comporta anche la responsabilità della conservazione, con monitoraggi specialistici e interventi programmati nel lungo periodo.

Il progetto scientifico sul patrimonio genetico

A questo percorso si è aggiunto nel 2025 l’avvio di un progetto scientifico dedicato alla conservazione del patrimonio genetico degli alberi monumentali. La collaborazione coinvolge gli Orti botanici di Trieste e Udine, quelli di Palermo e Padova, altri istituti di ricerca anche internazionali, la Direzione regionale competente in materia forestale e il Vivaio regionale di Tarcento.

Il lavoro punta a studiare e preservare il patrimonio genetico degli esemplari più longevi e resilienti, con l’obiettivo di arrivare a un piano di riproduzione capace di conservarne il genoma anche per le generazioni future.

Il caso simbolo: l’abete bianco La Dane di Paularo

Tra gli alberi più rappresentativi del patrimonio regionale c’è l’abete bianco “La Dane” di Paularo, alto 53,34 metri, con una circonferenza di 3,32 metri e un’età stimata superiore ai due secoli. In base alle misurazioni dei tecnici regionali, è stato riconosciuto come l’albero autoctono più alto d’Italia e il terzo albero più alto in assoluto nel Paese.

Per la Regione, “La Dane” è il simbolo più immediato di un patrimonio che unisce valore ambientale, paesaggistico e culturale, ma dietro ogni scheda ci sono anche storie locali e il legame tra più generazioni e i luoghi in cui questi alberi crescono.

Entro la fine del 2026 è inoltre attesa una nuova pubblicazione regionale dedicata ai “Giganti” del Friuli Venezia Giulia, con storie, caratteristiche, record e peculiarità di alcuni degli esemplari più significativi presenti sul territorio.

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