Friuli Venezia Giulia, verso il ritorno delle Province dal 1° gennaio 2027

Illustrato in II Commissione il disegno di legge che supera gli Edr e riporta sul territorio funzioni e rappresentanza

04 giugno 2026 13:46
Friuli Venezia Giulia, verso il ritorno delle Province dal 1° gennaio 2027 -
Condividi

TRIESTE - Le Province tornano nell’ordinamento del Friuli Venezia Giulia con un percorso che, se il disegno di legge sarà approvato, porterà i nuovi enti a essere operativi dal 1° gennaio 2027. La riforma è stata illustrata questa mattina in II Commissione consiliare dall’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e punta a sostituire gli Enti di decentramento regionale, riportando sul territorio una parte delle funzioni oggi esercitate direttamente dalla Regione.

Al centro del provvedimento c’è il disegno di legge 86, intitolato “Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale di cui alla legge regionale 21/2019”. L’obiettivo indicato dalla Giunta è ricostruire un livello di governo territoriale più vicino ai cittadini, con rappresentanti individuati democraticamente dalle comunità locali.

Cosa cambia con la riforma

Secondo quanto spiegato dall’assessore, il testo nasce da un confronto con enti locali e portatori di interesse e viene presentato come il completamento del percorso già avviato nella scorsa legislatura. Gli Edr, ha ricordato Roberti, erano stati pensati fin dall’inizio come una struttura transitoria destinata a evolvere in nuovi enti di area vasta.

Nel periodo che precederà l’entrata in vigore effettiva della riforma, la Regione prevede di garantire la continuità amministrativa e un passaggio ordinato di personale, risorse e funzioni. Il ddl prevede infatti anche la soppressione degli Edr, con il trasferimento delle attività alle future Province.

Le funzioni assegnate alle nuove Province

L’impostazione scelta dalla Regione è quella di attribuire subito alle Province le competenze che oggi vengono già svolte dagli Edr. Tra queste ci sono l’edilizia scolastica superiore e la viabilità ex provinciale. A queste si aggiunge una nuova funzione, indicata nel testo come Casa dei Comuni.

Ulteriori competenze potranno essere trasferite in un secondo momento, con successivi provvedimenti di settore, valutando tempi, risorse e impatto sui servizi ai cittadini.

Roberti ha anche sottolineato un altro obiettivo della riforma: rafforzare la rappresentanza dei territori. In quest’ottica, con il ritorno delle Province la Regione auspica che i nuovi enti possano avere una presenza all’interno degli organi di amministrazione delle società pubbliche che operano nei rispettivi territori e gestiscono servizi o funzioni riconducibili alle competenze provinciali.

Personale e costi

Uno dei punti affrontati durante l’illustrazione del ddl riguarda il personale. L’assessore ha chiarito che, secondo l’impianto della riforma, non ci sarà alcun drenaggio di dipendenti dagli enti locali, perché insieme alle funzioni sarà trasferito alle nuove Province anche il personale oggi assegnato agli uffici che già svolgono quelle attività.

Sul piano economico, la Regione stima che il costo complessivo delle nuove Province sarà di circa 105 milioni di euro all’anno. Si tratta, è stato precisato, di spese che l’amministrazione regionale sostiene già oggi direttamente per l’esercizio delle stesse funzioni, per cui il riassetto non comporterebbe nuovi oneri per i cittadini ma una diversa organizzazione amministrativa.

Quanto agli organi politici, la loro composizione sarà definita dalla futura legge elettorale. L’incidenza economica, secondo la stima illustrata in Commissione, resterà contenuta: il costo massimo previsto è di 1,3 milioni di euro annui, meno dell’uno per cento del costo complessivo del sistema provinciale.

Nel corso dell’intervento in Consiglio regionale, Roberti ha sostenuto che questo dato, pur calcolato in eccesso, conferma che la riforma punta soprattutto a rafforzare rappresentanza democratica, prossimità amministrativa ed efficacia nell’erogazione dei servizi.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail