Friuli Venezia Giulia, parte da Villa Manin il piano sul welfare culturale

La Regione avvia con Fondazione Aquileia un percorso per usare cultura, arti e patrimonio come leva di salute pubblica e coesione sociale.

01 luglio 2026 13:20
Friuli Venezia Giulia, parte da Villa Manin il piano sul welfare culturale -
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VILLA MANIN - La Regione Friuli Venezia Giulia avvia da Villa Manin un percorso sul welfare culturale con l’obiettivo di trasformare cultura, arti e patrimonio in uno strumento stabile di salute pubblica e coesione sociale. Il progetto, illustrato nel convegno “Per una nuova azione sul welfare culturale in Fvg”, punta ora alla mappatura delle esperienze già attive sul territorio e alla definizione di linee guida regionali condivise.

L’iniziativa è promossa dalla Regione assieme a Fondazione Aquileia, con il supporto scientifico e organizzativo di Fondazione Promo Pa e in collaborazione con Cultural Welfare Center ETS, Coon-Centro e Legacoop Fvg. Al convegno sono intervenuti il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Riccardo Riccardi, per Salute e Politiche sociali, e Alessia Rosolen, per Istruzione e Formazione.

Cosa prevede il progetto regionale

Il punto operativo emerso dall’incontro è la costruzione di un modello che metta in rete soggetti pubblici e privati, integrando le attività artistiche con i servizi sanitari e sociali. L’obiettivo dichiarato è superare la frammentazione degli interventi e arrivare a un sistema capace di incidere sul benessere delle persone in modo multidimensionale, in una cornice che - è stato ricordato - trova riscontro anche nelle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il percorso annunciato prevede una governance partecipata e un lavoro di ascolto del territorio. In concreto, i prossimi passaggi saranno la ricognizione delle realtà già esistenti, il coinvolgimento diretto degli stakeholder e la successiva elaborazione di nuove linee guida regionali.

Anzil ha definito il progetto una scelta strategica, collegandolo agli investimenti regionali in ambito culturale e alla necessità di far dialogare settori diversi. Per il vicegovernatore, la cultura non va considerata soltanto come patrimonio di conoscenze, ma come esperienza capace di produrre effetti concreti anche sul piano del benessere e della qualità della vita.

Il collegamento con salute, istruzione e comunità

Nel suo intervento, Riccardi ha insistito sulla necessità di affiancare alla medicina tradizionale strumenti nuovi, in grado di rispondere a problemi come invecchiamento demografico e solitudine. Secondo l’assessore, medicina e chirurgia restano centrali, ma da sole non bastano più a rispondere ai bisogni dei cittadini. Da qui la richiesta di spostare il baricentro delle cure verso assistenza domiciliare e supporto sociale, riconoscendo alla cultura un ruolo di supporto nel benessere collettivo.

Rosolen ha invece inquadrato il welfare culturale come parte dell’innovazione sociale e dell’educazione permanente, sottolineando la necessità di reti coordinate tra istruzione, cultura, salute e sport. Un’impostazione che nel Friuli Venezia Giulia torna anche in altri percorsi legati al territorio, come quello dell’equitazione Fvg, richiamato come esempio di dialogo tra attività sportive, comunità e spazi culturali.

Perché il tema interessa il territorio

La linea indicata dalla Regione è quella di usare la cultura non come ambito separato, ma come leva da inserire nelle politiche pubbliche rivolte ai cittadini. Questo significa lavorare su accessibilità, partecipazione e servizi di prossimità, con ricadute che riguardano non solo il settore culturale, ma anche sociale, educativo e sanitario.

Nel dibattito è emersa anche la necessità di valorizzare le esperienze già presenti in Friuli Venezia Giulia, creando connessioni tra pratiche differenti: attività artistiche, patrimonio storico, percorsi educativi, iniziative di comunità e proposte all’aria aperta, come accade in alcune formule di escursioni guidate in bicicletta che uniscono movimento, territorio e partecipazione.

Il progetto, come spiegato durante il convegno, entrerà ora nella fase di ascolto e mappatura delle realtà attive, passaggio considerato necessario per arrivare alla stesura di linee guida regionali condivise tra istituzioni, operatori culturali, servizi sociali e sistema sanitario.

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