Comuni montani, la Regione FVG rassicura i sindaci: “Nessun taglio ai sostegni”

Nuova classificazione dei Comuni montani, la Regione FVG rassicura sindaci e amministratori: sostegni e agevolazioni restano invariati.

11 marzo 2026 08:21
Comuni montani, la Regione FVG rassicura i sindaci: “Nessun taglio ai sostegni” -
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UDINE – La nuova classificazione nazionale dei Comuni montani non comporterà cambiamenti sostanziali per i territori del Friuli Venezia Giulia. È il messaggio emerso dall’incontro che si è svolto nella sede della Regione a Udine tra l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier e i rappresentanti dei Comuni e delle comunità locali coinvolte dalla nuova perimetrazione prevista dalla Legge 12 settembre 2025 n.131.

All’appuntamento hanno partecipato anche gli assessori regionali Pierpaolo Roberti, Alessia Rosolen e Barbara Zilli, che hanno illustrato gli effetti della nuova classificazione nei rispettivi ambiti di competenza amministrativa.

Durante l’incontro, l’assessore Zannier ha spiegato che la normativa nazionale introduce nuovi criteri per individuare i territori montani, ma non modifica i principali strumenti di sostegno destinati alle comunità locali. Secondo quanto emerso dall’analisi dei provvedimenti collegati alla legge, infatti, i vantaggi e le misure attualmente in vigore rimarranno sostanzialmente invariati.

l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier
l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier

In particolare, molte delle politiche pubbliche rivolte alle aree montane non sono legate esclusivamente alla classificazione formale dei Comuni, ma alla condizione di svantaggio socio-economico dei territori, elemento che resta il principale parametro per l’assegnazione dei sostegni.

Un approfondimento specifico è stato dedicato anche al settore agricolo, tema centrale per le zone montane della regione. Zannier ha chiarito che la nuova classificazione nazionale non incide sulle misure previste dalla Politica agricola comune (Pac) né sulla definizione delle aree agricole svantaggiate. Queste restano infatti stabilite dai regolamenti europei e dalla normativa nazionale di settore. Di conseguenza, per le imprese agricole e per le attività economiche che operano nei territori montani non cambieranno i livelli di sostegno attualmente previsti. Un quadro che si collega anche alle recenti politiche regionali dedicate all’innovazione agricola e alla gestione dei fondi europei, come nel caso dell’accordo strategico tra Agea e Regione FVG per l’agricoltura.

L’assessore ha inoltre ricordato che i criteri della nuova classificazione sono stabiliti da una legge statale, senza margini di modifica da parte delle Regioni. Tuttavia, la specialità autonoma del Friuli Venezia Giulia consente all’amministrazione regionale di mantenere tutte le linee di sostegno costruite negli anni per i territori montani. Questi interventi, infatti, sono basati su indicatori di svantaggio socio-economico e territoriale, e non soltanto su parametri geografici come quota e pendenza.

Per questo motivo la Regione ha deciso di convocare un confronto diretto con i sindaci e gli amministratori locali, con l’obiettivo di fornire chiarimenti e rassicurare le comunità interessate sugli effetti concreti della normativa.

Sul fronte degli enti locali è intervenuto anche l’assessore Pierpaolo Roberti, che ha spiegato come in Friuli Venezia Giulia l’ordinamento degli enti locali e la finanza comunale restino invariati. Strumenti come il Fondo di solidarietà comunale, infatti, non si applicano nella regione proprio grazie allo statuto di autonomia speciale e alla competenza regionale in materia di finanza locale. Roberti ha inoltre ricordato che le Comunità di montagna, istituite con legge regionale, continueranno a operare con le risorse e le funzioni già previste.

Per quanto riguarda l’eventuale esenzione IMU sui terreni agricoli, l’assessore ha precisato che, qualora lo Stato dovesse modificare la normativa per i Comuni non più classificati come montani, la Regione potrà valutare interventi normativi specifici per mantenere le tutele già esistenti.

Anche l’assessore Alessia Rosolen ha evidenziato come molte politiche regionali dedicate alla montagna siano già costruite utilizzando criteri diversi dalla classificazione formale dei Comuni montani. Tra questi figurano parametri come le aree interne e la presenza delle minoranze linguistiche, strumenti che permettono di continuare a garantire sostegni e deroghe soprattutto nel settore educativo e scolastico.

Questo approccio riguarda, ad esempio, misure come i cantieri di lavoro, le sezioni primavera e alcune deroghe nella formazione delle classi, ambiti nei quali la normativa regionale consente di mantenere particolare attenzione verso le specificità delle comunità montane.

Infine l’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione regionale è ridurre gli squilibri socio-economici tra i territori montani e il resto della regione. Molte delle politiche fiscali e finanziarie regionali, tra cui alcune agevolazioni IRAP per imprese e professionisti, sono infatti costruite sulla classificazione delle aree montane in zone omogenee di svantaggio socio-economico.

Questo sistema, ha sottolineato Zilli, permette alla Regione di continuare a sostenere concretamente le comunità montane, anche attraverso la programmazione dei fondi europei, che fanno riferimento principalmente alla definizione delle aree interne.

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