Fvg, la Giunta rivede le indennità al personale non dirigente: cosa cambia

Mandato alla delegazione trattante per chiarire l’accordo 2019-2021 dopo le criticità emerse nei primi mesi di applicazione.

07 settembre 2026 15:32
Fvg, la Giunta rivede le indennità al personale non dirigente: cosa cambia -
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TRIESTE - La Giunta del Friuli Venezia Giulia ha dato mandato alla delegazione trattante di rivedere e chiarire l’applicazione delle indennità per condizioni di lavoro destinate al personale regionale non dirigente. Il provvedimento arriva dopo le criticità emerse nella prima fase di attuazione dell’accordo e punta a definire criteri più uniformi, con modifiche, integrazioni e interpretazioni autentiche del testo già firmato.

Al centro dell’intervento c’è l’Accordo stralcio relativo al Contratto collettivo decentrato integrativo del personale non dirigente per il triennio 2019-2021, sottoscritto il 22 dicembre 2025 dopo l’autorizzazione della Giunta del 19 dicembre dello stesso anno. Secondo quanto spiegato dall’assessore regionale alla Funzione pubblica Pierpaolo Roberti, l’obiettivo è superare le incertezze applicative emerse nei primi mesi, rendendo più chiari i casi in cui le indennità spettano e i criteri con cui devono essere riconosciute.

La delibera approvata dall’esecutivo non introduce direttamente un nuovo sistema, ma fissa le direttive per il confronto con le parti. Il passaggio successivo sarà quindi la definizione di un accordo integrativo e di interpretazione autentica, pensato per intervenire sui punti che hanno mostrato la necessità di una lettura più puntuale o di una revisione.

I punti su cui la Regione vuole intervenire

Le indicazioni date alla delegazione trattante riguardano diversi aspetti concreti dell’applicazione delle indennità. Tra i temi segnalati ci sono le attività di sportello, la presenza in servizio, i profili e i ruoli contabili ed economali, oltre alla revisione complessiva del testo.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una disciplina più aderente alla realtà operativa degli uffici regionali, riducendo i margini di dubbio che si sono manifestati nella fase iniziale di applicazione dell’accordo. In questo quadro rientrano anche l’aggiornamento e la rimodulazione delle fattispecie previste e dei relativi valori economici.

La Giunta chiede quindi di intervenire non solo con chiarimenti interpretativi, ma anche con modifiche e integrazioni che rendano il meccanismo più omogeneo nei diversi contesti di lavoro.

A cosa servono le indennità per condizioni di lavoro

L’indennità prevista dal contratto è destinata a remunerare attività svolte in condizioni disagiate, esposte a rischi e quindi potenzialmente pericolose o dannose per la salute. Rientrano inoltre le attività connesse al maneggio di valori.

La fonte regionale ricorda anche che la disciplina contrattuale successiva ha incrementato il valore massimo dell’indennità. Anche questo elemento ha contribuito alla necessità di rivedere l’impianto applicativo, per coordinare le regole già sottoscritte con le situazioni concrete registrate negli uffici e con i nuovi margini economici previsti dalla contrattazione.

Il mandato alla delegazione trattante

Con la delibera, l’esecutivo regionale affida alla delegazione trattante il compito di definire un accordo che chiarisca i casi dubbi e corregga le criticità emerse nella pratica. Il lavoro dovrà quindi tradursi in una disciplina più puntuale, con criteri applicativi ritenuti più chiari e uniformi.

Roberti ha spiegato che il confronto con le parti dovrà servire ad affinare uno strumento pensato per riconoscere in modo corretto le condizioni in cui opera il personale non dirigente. La linea indicata dalla Giunta è quella di rendere il sistema più aderente all’organizzazione reale degli uffici, con una minore incertezza nell’applicazione dell’accordo e una definizione più precisa delle fattispecie indennizzabili.

In sintesi, il provvedimento approvato a TRIESTE apre una nuova fase tecnica e negoziale su un tema che riguarda il trattamento accessorio del personale regionale: non un nuovo contratto, ma una revisione dei criteri con cui le indennità vengono interpretate e applicate.

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