Gambero di fiume a rischio in Friuli Venezia Giulia, il progetto PALLIPES fa il punto

Presentati ad Ariis i primi risultati del progetto italo-sloveno: dati su popolazioni, habitat e specie invasive

24 maggio 2026 10:21
Gambero di fiume a rischio in Friuli Venezia Giulia, il progetto PALLIPES fa il punto -
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Rivignano - Il gambero di fiume resta una specie fragile in Friuli Venezia Giulia e nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia. Per aggiornare il quadro sulle popolazioni presenti e intervenire contro le specie non autoctone, in particolare il gambero rosso della Louisiana, è in corso il progetto PALLIPES, finanziato dal Programma Operativo Interreg Italia-Slovenia 2021-2027 e dedicato alla tutela del gambero di fiume e del suo habitat.

L’ultimo appuntamento di presentazione del progetto si è svolto pochi giorni fa all’Acquario di Ariis di Rivignano, struttura gestita dall’Ente Tutela Patrimonio Ittico del Friuli Venezia Giulia. All’incontro hanno preso parte i partner e gli stakeholder regionali. È stata anche l’occasione per illustrare i risultati del monitoraggio affidato dal Servizio caccia e risorse ittiche della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione, partner del progetto, alle società Prisma srl e ForNature Srl di Udine.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati sia gli esiti del monitoraggio delle popolazioni di gambero di fiume sia le attività di cattura e contenimento del gambero rosso della Louisiana nel bacino del canale Brancolo, in provincia di Gorizia.

La specie e le minacce

Il gambero di fiume, Austropotamobius pallipes, è particolarmente sensibile all’inquinamento e ai cambiamenti idrologici. Attualmente è classificato come specie in pericolo di estinzione nella lista rossa IUCN, la International Union for the Conservation of Nature. A pesare sono soprattutto il degrado degli habitat e la diffusione di specie alloctone di gamberi, a partire dal Procambarus clarkii, il gambero rosso della Louisiana.

Il progetto ha permesso di raccogliere dati demografici, sanitari e genetici sul piccolo crostaceo d’acqua dolce. I risultati serviranno anche a impostare linee guida per i lavori in alveo nei corsi d’acqua dove vive il gambero di fiume, attività che rientra tra i compiti istituzionali di ETPI. Tutti gli elementi raccolti confluiranno inoltre in un contributo al Piano d’azione quinquennale per la gestione e la conservazione del gambero di fiume nell’area transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

Dove la specie è più presente

Secondo quanto emerso dal monitoraggio svolto negli ultimi mesi, i corsi d’acqua della fascia orientale del Friuli Venezia Giulia, lungo il confine tra Italia e Slovenia, rappresentano un’area particolarmente favorevole per la specie. Un rilievo speciale è stato attribuito alle valli del Torre e del Natisone, dove in alcune stazioni di campionamento sono stati censiti più di 100 esemplari.

Accanto a questi dati, il monitoraggio ha evidenziato anche elementi di criticità. La distribuzione della specie appare infatti discontinua: in alcune stazioni il gambero di fiume è abbondante, mentre in altre risulta raro o assente. Un altro aspetto segnalato riguarda i tratti fluviali più importanti per la specie, che non risultano interessati da alcun livello di tutela, nemmeno attraverso la Rete Natura 2000.

Il contenimento del gambero rosso della Louisiana

Tra le misure considerate per proteggere il gambero di fiume dagli effetti delle specie aliene invasive, il progetto ha registrato un intervento rilevante nel bacino del Brancolo. In quest’area sono stati catturati e rimossi più di 3.200 gamberi rossi della Louisiana.

Un contributo tecnico-scientifico è arrivato dalla Facoltà di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che ha lavorato al monitoraggio dei gamberi autoctoni e invasivi attraverso la metodologia del DNA ambientale, o e-DNA. L’Ente Tutela Patrimonio Ittico ha invece indicato le migliori pratiche gestionali per l’allevamento dei gamberi.

Le prossime tappe

La conferenza finale del progetto è stata fissata per novembre 2026 e si terrà nella sede del Parco delle Grotte di San Canziano, in Slovenia, lead partner del progetto.

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