Garante dei diritti, Celotti: più tutele in Friuli Venezia Giulia ma servono risorse
In V Commissione passa il progetto di legge che amplia le funzioni del Garante regionale.
TRIESTE - L’ampliamento delle funzioni del Garante regionale dei diritti della persona incassa il via libera della V Commissione, ma dal Partito democratico arriva una richiesta precisa: alle nuove competenze devono corrispondere risorse adeguate e una struttura in grado di reggere il maggiore carico di lavoro. A sollevare il tema è la consigliera regionale Manuela Celotti, intervenuta dopo l’approvazione del progetto di legge 43 che modifica la legge regionale 9/2014.
Secondo Celotti, l’estensione delle tutele a disabili e anziani vulnerabili è un passaggio positivo, ma non può fermarsi al piano formale. La consigliera, che sarà relatrice di minoranza nella discussione in Aula, sottolinea che l’ampliamento dei compiti del Garante deve essere accompagnato da una dotazione organica sufficiente a svolgere in modo efficace le nuove funzioni.
Cosa cambia con il progetto di legge
Il provvedimento approvato in Commissione interviene sulla normativa regionale del 2014 e amplia il perimetro d’azione del Garante regionale dei diritti della persona. Tra i soggetti coinvolti rientrano in modo più esplicito disabili e anziani vulnerabili, indicati da Celotti come una parte consistente della popolazione del Friuli Venezia Giulia.
Per la consigliera dem, proprio questa platea rende necessario fare in modo che le nuove competenze non restino sulla carta, ma si traducano in una tutela concreta e accessibile. Nel corso dell’audizione in Commissione, osserva Celotti, è emersa anche la necessità di rafforzare la struttura e definire con chiarezza le risorse da mettere a disposizione.
Il nodo dell’organico
Il punto centrale posto dalla consigliera riguarda il personale. L’estensione delle funzioni del Garante, sostiene, comporta inevitabilmente un aumento del lavoro e richiede quindi una macchina organizzativa capace di assorbirlo. Da qui la richiesta di accompagnare la riforma con più personale e con garanzie operative che rendano effettive le nuove tutele.
Celotti parla di “astensione costruttiva” sul testo approvato in Commissione, spiegando che il giudizio definitivo dipenderà dagli sviluppi del passaggio in Aula.
La questione del difensore civico nei Comuni
Accanto al tema del Garante, Celotti ha riportato l’attenzione anche sul difensore civico, oggi operativo soltanto nei Comuni convenzionati. Per la consigliera, se l’obiettivo è rafforzare davvero le garanzie e la tutela dei diritti, le stesse condizioni devono valere per tutti i cittadini, senza differenze legate al Comune di residenza.
Il progetto di legge 43 proseguirà ora il suo percorso in Consiglio regionale, dove Celotti interverrà come relatrice di minoranza nella discussione in Aula.