GECO, a Conegliano il confronto su abitare ed energia per lo sviluppo dei territori

La Giornata dell’Economia Cooperativa rilancia il dialogo con la Regione Veneto e proseguirà il 25 ottobre a Pordenone con Coop Live.

17 ottobre 2026 09:48
GECO, a Conegliano il confronto su abitare ed energia per lo sviluppo dei territori -
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Conegliano, 17 ottobre 2026. Come può la cooperazione contribuire allo sviluppo dei territori, generando valore economico e sociale? E come mettere le competenze delle imprese cooperative in relazione con le politiche pubbliche per rispondere alle grandi sfide del presente, a partire dall’abitare e dalla transizione energetica? Sono le questioni al centro della terza edizione di GECO – Giornata dell’Economia Cooperativa, promossa da Confcooperative Belluno e Treviso in collaborazione con la Scuola di Economia Civile, che si è svolta giovedì 15 ottobre, al Campus San Francesco di Conegliano. Il confronto tra imprese, esperti e istituzioni ha messo in evidenza il potenziale della cooperazione come risorsa per lo sviluppo locale, capace di coniugare attività economica, qualità del lavoro e benessere delle comunità.

«Una cooperativa è un’impresa in cui uomini e donne si uniscono per creare redditività e generare remunerazione. La sua forza sta nella capacità di produrre ricchezza e redistribuirla nei territori: non è il singolo ad arricchirsi, ma un insieme di persone che condivide il valore prodotto», sottolinea Lorenzo Brugnera, presidente di Confcooperative Belluno e Treviso. «Questo vale per le imprese agricole come per quelle sociali, che garantiscono servizi fondamentali e devono poter contare su risorse adeguate così da assicurare un giusto reddito a chi vi lavora. La politica deve comprenderlo: le cooperative sociali sono un patrimonio da difendere e sostenere».

Abitare ed energia: le sfide su cui costruire nuove alleanze

Dalla capacità della cooperazione di generare valore condiviso, il confronto si è spostato sulle opportunità di collaborazione con le istituzioni. Al centro, il contributo che le imprese cooperative possono offrire alle politiche sociali e abitative, anche alla luce della riorganizzazione dei servizi attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). «La cooperazione è fondamentale in questa fase di cambiamento, in cui la gestione del sociale è attuata attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali», ha dichiarato Paola Roma, assessore regionale ai Servizi sociali, Famiglia e Politiche abitative. «La coprogrammazione e la coprogettazione rappresentano un’opportunità per lavorare insieme al mondo della cooperazione e costruire risposte puntuali ai bisogni delle persone, anche attraverso la definizione di "progetti di vita". La collaborazione vede come opportunità anche il tema dell’abitare, che riguarda non soltanto i cittadini in condizioni di fragilità, ma anche i lavoratori, compresi quelli della cooperazione. È importante cogliere le opportunità offerte dai bandi regionali e dalle misure nazionali in ambito sociale e dell'abitare. La cooperazione, grazie alla propria esperienza, può aiutare i territori a intercettarne i bisogni e trasformare le opportunità in risposte concrete».

È proprio nell’incontro tra bisogni delle comunità, competenze delle cooperative e strumenti delle istituzioni che si aprono nuovi spazi di intervento. Un tema approfondito da Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, che ha richiamato il potenziale del Terzo settore nell’affrontare due sfide decisive: l’accesso alla casa e la transizione energetica. «Di fronte ai grandi problemi sociali e ambientali del nostro tempo, comprese le difficoltà delle aree interne, la cooperazione può creare valore economico e generare un impatto positivo sulle comunità. Sul fronte abitativo, a fronte di un ampio patrimonio di case sfitte e delle difficoltà di giovani, coppie, lavoratori e persone senza dimora, c’è bisogno di intermediari capaci di avvicinare chi dispone di un’abitazione e chi cerca una casa. Servono garanzie, accompagnamento, tutoraggio e relazioni di fiducia. Il Terzo settore ha un vantaggio importante nella capacità di attivare risorse, solidarietà e volontariato, oltre che di costruire relazioni: competenze preziose per affrontare questa sfida», spiega Becchetti.

«Un’altra grande opportunità riguarda l’energia. Nel percorso verso l’indipendenza energetica e un sistema basato sempre più sulle fonti rinnovabili, le comunità energetiche rinnovabili svolgono un ruolo straordinario. Sono una realtà in crescita in tutta Italia e rappresentano un’importante possibilità di sviluppo anche per il Terzo settore e per la cooperazione». Abitare ed energia diventano così due ambiti concreti nei quali rafforzare il dialogo tra Regione Veneto, amministrazioni locali e imprese cooperative.

GECO, a Conegliano il confronto su abitare ed energia per lo sviluppo dei territori

Dalle esperienze locali alle politiche di sviluppo

La riflessione avviata a Conegliano si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’economia sociale nelle politiche di sviluppo. Il confronto ha richiamato anche l’esperienza dell’Emilia-Romagna, con il suo documento strategico dedicato all’economia sociale, come spunto per approfondire strumenti e percorsi applicabili al contesto veneto. Per i territori di Belluno e Treviso, la sfida è costruire un dialogo sempre più strutturato tra istituzioni, imprese e organizzazioni dell’economia sociale, valorizzando le competenze delle cooperative nella risposta ai bisogni, nel rafforzamento dei servizi e nella crescita delle economie locali. GECO 2026 segna inoltre la prima tappa del percorso per amministratori di impresa cooperativa dell’Accademia di Cooperazione Valerio Cescon, collegando lo sviluppo delle competenze manageriali alle trasformazioni del sistema cooperativo.

Il confronto proseguirà domenica 25 ottobre a Villa Cattaneo, a Pordenone, con Coop Live, l’appuntamento promosso da Confcooperative Pordenone. Un’ulteriore occasione per approfondire il contributo della cooperazione all’economia civile, alla coesione territoriale e alla crescita umana e professionale delle persone. GECO è promossa da Confcooperative Belluno e Treviso in collaborazione con la Scuola di Economia Civile e con la collaborazione di Confcooperative Pordenone. L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Banca della Marca, Banca delle Terre Venete – Credito Cooperativo, Banca Prealpi SanBiagio, BCC Pordenonese e Monsile e CORTINABANCA, e con il patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Città di Conegliano, Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti, Istituto Diocesano Beato Toniolo e Rai Veneto.

Profilo di Confcooperative Belluno e Treviso

*Confcooperative Belluno e Treviso: l’Associazione rappresenta 130 imprese cooperative con 34.594 soci e 9.223 addetti e un fatturato di 1 miliardo e 730 milioni di euro nel 2024. Il settore agroalimentare, nello specifico, riunisce 33 cooperative a Treviso e 7 a Belluno e da solo genera un fatturato che raggiunge il miliardo e 350 milioni di euro: mentre a Belluno il settore prevalente è quello lattiero-caseario, nella provincia di Treviso le cooperative svolgono molteplici attività e tra queste prevale quella del comparto vitivinicolo. I prodotti delle cooperative bellunesi e trevigiane sono presenti sui più importanti mercati mondiali e partecipano con quote significative all’export del Veneto. Il settore sociale rappresenta 64 cooperative, di cui 11 a Belluno e 53 a Treviso, tocca i 253 milioni di fatturato e dà lavoro al oltre 10 mila persone.

Le tipologie sono: cooperative di tipo A – servizi sociosanitari, ricreativi, educativi e ludico culturali (33 in tutto), di tipo B – inserimento lavorativo di persone svantaggiate (13) e plurime (18).

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