Gemona ospita il Raduno triveneto degli Alpini: tre giorni di festa e memoria
Cerimonia inaugurale sotto la loggia del Municipio. Al centro il legame tra Gemona, gli Alpini e il terremoto del 1976
GEMONA DEL FRIULI - È iniziato venerdì 19 giugno 2026 a Gemona del Friuli il Raduno triveneto degli Alpini, appuntamento che porta in città tre giornate dedicate alle Penne nere tra momenti pubblici, accoglienza dei partecipanti e memoria del legame che unisce il territorio friulano agli alpini fin dai giorni del terremoto del 1976.
L'apertura si è tenuta sotto la loggia del Municipio, alla presenza dell'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, del sindaco Roberto Revelant, del presidente della sezione Ana di Gemona Ivo Del Negro e del presidente nazionale dell'Associazione nazionale alpini Sebastiano Favero.
La scelta di Gemona come sede del raduno richiama direttamente uno dei luoghi simbolo del sisma in Friuli. Nel corso della cerimonia è stato ribadito il ruolo avuto dagli Alpini nelle prime ore successive al terremoto, quando portarono soccorso, assistenza e sostegno alle comunità colpite.
Il legame con il terremoto del 1976
Nel suo intervento, Zilli ha definito il raduno non solo una festa popolare, ma anche il riconoscimento di un rapporto profondo tra il Friuli e le Penne nere. L'assessore ha ricordato che, nei momenti più drammatici dopo il sisma, gli Alpini furono tra i primi a intervenire, contribuendo alla fase dei soccorsi e accompagnando poi la ricostruzione.
Un richiamo che a Gemona resta particolarmente forte anche per la memoria dei militari di leva morti nella caserma Goi-Pantanali durante il terremoto. Su quella ferita della città si inserisce anche il ricordo custodito da Gemona ricorda i 29 Alpini morti, vicenda che continua a segnare la memoria collettiva del territorio.
Zilli ha sottolineato come, a cinquant'anni da quei fatti, il ricordo dei giovani che persero la vita resti vivo sia nella comunità friulana sia nell'Esercito italiano.
Tre giorni in città per il raduno
Il Raduno triveneto porta a Gemona alpini e partecipanti provenienti da tutto il Triveneto. Nella serata inaugurale è stato rivolto un ringraziamento alla sezione Ana locale per l'organizzazione e ai volontari che stanno seguendo l'accoglienza in città.
Un passaggio è stato dedicato anche ai cittadini che hanno messo a disposizione case e spazi per ospitare gli arrivi, contribuendo alla gestione di un appuntamento che per tre giorni coinvolge Gemona e il suo centro storico.
Nel corso della cerimonia l'assessore regionale ha richiamato i valori che l'Ana continua a rappresentare: senso del dovere, solidarietà, amicizia, disponibilità al servizio e legame con il territorio. Aspetti che, nelle parole pronunciate all'apertura del raduno, vengono letti come parte della stessa identità friulana.
La città simbolo della ricostruzione
Gemona torna così al centro di una pagina di memoria pubblica che intreccia il presente con la storia del sisma e della rinascita del Friuli. Proprio su questo rapporto tra nuove generazioni, ricordo e terremoto si inserisce anche l'iniziativa terremoto del Friuli e giovani, dedicata al modo in cui quella vicenda viene raccontata oggi.
Nella chiusura del suo intervento, Zilli ha richiamato l'immagine della torre del Castello di Gemona con il grande Tricolore, indicandola come simbolo di appartenenza, amicizia e memoria collettiva, e ha rivolto un augurio agli Alpini e agli ospiti arrivati in città per vivere queste giornate di incontro e condivisione.