Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti

La consegna a Villa Carnera durante il Trofeo Primo Carnera. Il riconoscimento è stato ritirato da Loredana Macchietti Minà

A cura di Web Team Web Team
11 luglio 2026 01:26
Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti -
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SEQUALS - Il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti è stato assegnato a Gianni Minà a Sequals, dove il riconoscimento ha debuttato a Villa Carnera all'interno del Trofeo Primo Carnera, arrivato alla 39esima edizione. A ritirarlo è stata Loredana Macchietti Minà, moglie del giornalista scomparso nel 2023 e presidente della Fondazione Gianni Minà, premiata da Nathalie Bertorello, figlia di Nino Benvenuti e Nadì Bertorello.

Il nuovo premio è voluto dal Comune di Sequals, con l'autorizzazione della famiglia Benvenuti e il sostegno della Federazione pugilistica italiana. L'appuntamento si è inserito nel terzo momento del Trofeo Carnera, quello culturale, dopo il peso dei pugili impegnati l'11 luglio e l'omaggio a Primo Carnera alla cappella di famiglia.

Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti
Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti

Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco di Alba Franco Lai e l'assessore regionale Stefano Zannier, che ha ricordato come Nino Benvenuti e Primo Carnera abbiano raggiunto i loro risultati con molto impegno e poche parole.

Il premio dentro il Trofeo Carnera

A spiegare il senso della nuova iniziativa è stato Ivan Malfatto, giornalista del Gazzettino e autore di libri sulla boxe, che ha moderato l'incontro. Il Trofeo Carnera, ha ricordato, si articola in tre passaggi: la riunione di pugilato, l'omaggio al campione e l'appuntamento culturale. Da quest'anno a questi si aggiunge il Premio di giornalismo Nino Benvenuti.

Secondo Malfatto, Carnera e Benvenuti restano i due pugili italiani più popolari, entrambi capaci di vincere negli Stati Uniti. Proprio al ritorno dall'America, Benvenuti arrivò a Sequals e condivise un momento con Carnera, in quello che è stato ricordato come un ideale passaggio di testimone. Malfatto ha richiamato anche il legame tra boxe e racconto giornalistico, definendo il pugilato uno sport dalla forte vocazione letteraria.

Il libro postumo e il documentario su Benvenuti

La scelta di premiare Minà è legata anche al suo lavoro sul pugilato e su Nino Benvenuti. A marzo 2026 è uscito il libro postumo “Facce piene di pugni, storie non solo di ring” (Edizioni Minerva, 456 pagine), che raccoglie interviste realizzate da Minà in America negli anni Settanta e recupera anche una trasmissione cult degli anni Ottanta. Il volume ha la prefazione di Isabella Rossellini.

Nel libro trovano spazio figure come Cassius Clay-Muhammad Ali, Jack Johnson, Primo Carnera, Rocky Graziano, Duilio Loi e Nino Benvenuti, raccontati anche attraverso le persone che hanno condiviso le loro vite. Il lavoro intreccia inoltre i grandi incontri di pugilato con pagine della storia americana, dal riscatto degli afroamericani alle battaglie per i diritti civili legate ai nomi di Malcolm X e Martin Luther King.

Loredana Macchietti Minà ha ricordato che il volume nasce nel segno del rigore e dell'attenzione alle fonti. Ha spiegato di aver verificato ogni notizia, scegliendo anche di conservare nei nomi gli errori presenti nei documenti originali, per restituire fedelmente le tracce lasciate da chi quelle storie le aveva firmate.

Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti
Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti

Il legame tra Benvenuti, la famiglia Carnera e Sequals

Per la prima volta Nathalie Bertorello è arrivata a Sequals, località che per la sua famiglia aveva un significato particolare. Nino Benvenuti e sua moglie, è stato ricordato durante l'incontro, erano di casa qui e avevano un rapporto fraterno con la famiglia Carnera.

Rispondendo a una domanda su cosa il padre le raccontasse di Sequals, Bertorello ha detto di portare con sé l'affetto di Nino Benvenuti per la famiglia Carnera e soprattutto l'emozione che il luogo suscitava in sua madre. Ha aggiunto che proprio a Sequals sua madre, pur molto riservata, si sentiva a casa.

Sul palco è intervenuta anche Anita Madaluni, per quasi vent'anni portavoce di Benvenuti, che ha ricordato Nadì Bertorello come una presenza discreta ma centrale. Al ritorno da Sequals, ha raccontato, sapeva descrivere ogni sfumatura del luogo e delle persone. Madaluni ha anche sottolineato come il rapporto con la famiglia Carnera avesse lasciato un segno profondo nel cuore di Nino Benvenuti.

Gli altri riconoscimenti e il mosaico della Scuola di Spilimbergo

Il sindaco di Sequals Enrico Odorico ha spiegato che il nuovo premio nasce dall'idea di valorizzare il contributo dato da Benvenuti a questa terra e di affiancare i riconoscimenti già collegati al Trofeo Carnera. Oltre al trofeo destinato al vincitore del match clou, il programma prevede infatti il premio Severino Fabris per il miglior pugile dilettante e il premio Daniele Redaelli per il miglior professionista, dedicato allo storico giornalista della Gazzetta dello Sport e amico della famiglia Carnera.

Il Premio Nino Benvenuti consiste in un quadro in mosaico realizzato dalla Scuola mosaicisti di Spilimbergo e raffigura una comunicazione che si irradia. A Nathalie Bertorello è stato consegnato anche un mosaico che riproduce un cuore.

Durante l'incontro Loredana Macchietti Minà ha parlato anche del lavoro d'archivio dietro al libro, ricordando il ritrovamento, segnalato dall'editore Mugavero di Edizioni Minerva, di una busta con fotografie di boxe e immagini di una giovane Isabella Rossellini interprete per Gianni Minà.

Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti
Gianni Minà vince a Sequals il primo Premio giornalistico Nino Benvenuti

A chiudere il pomeriggio è stato Emilio Del Bel Belluz con la presentazione del volume “Carnera - Primo per sempre”. L'autore ha ricordato di aver conosciuto molti pugili e di aver già presentato a Sequals un libro di Nino Benvenuti; in questa occasione ha scelto di raccontare Carnera anche attraverso la figura di Enzo Tortora, che glielo fece conoscere con le pagine di Intrepido e con le sue cronache, compresa quella della morte del campione.

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