«Il femminicidio non esiste», Gino Cecchettin risponde a Vannacci: «Bisogna studiare di più»

Gino Cecchettin interviene sul femminicidio: le sue parole dopo il caso della figlia Giulia e il dibattito con il generale Vannacci.

05 luglio 2026 10:40
«Il femminicidio non esiste», Gino Cecchettin risponde a Vannacci: «Bisogna studiare di più» -
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PADOVA – Il tema del femminicidio torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le dichiarazioni di Gino Cecchettin, che interviene nel dibattito rispondendo a chi, come il generale Vannacci, mette in discussione l’esistenza stessa di questa forma di violenza.

Il padre di Giulia Cecchettin, la giovane uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta l’11 novembre 2023 richiama l’attenzione sull’importanza di affrontare il fenomeno con consapevolezza, evitando polemiche che, a suo dire, rischiano di distogliere l’attenzione dalle vittime.

Il richiamo contro le polemiche

"Ogni volta che instauriamo una polemica, perdiamo tempo. E il tempo viene sottratto alle vittime".

Con queste parole, Cecchettin sottolinea come il confronto pubblico debba restare concentrato sulla comprensione del fenomeno e sul sostegno a chi subisce violenza, evitando contrapposizioni che rischiano di alimentare ulteriori divisioni.

Il significato del femminicidio secondo Cecchettin

Nel suo intervento, il padre di Giulia ha voluto chiarire anche il significato del termine e la necessità di approfondirne la comprensione sociale e culturale.

"Bisogna studiare un po' di più, cercare di capire cosa significa il femminicidio. Non è l'omicidio di una donna, ma il motivo per cui una donna è stata uccisa".

Una distinzione che, nelle sue parole, assume un valore centrale per comprendere la natura specifica di questo tipo di violenza e per evitare semplificazioni che rischiano di ridurne la portata.

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