Gioco pubblico, EGP-FIPE: in Veneto distanziometri e limiti orari non fermano il rischio

L’associazione di categoria chiede un riordino nazionale: sistema fermo tra proroghe delle concessioni e regole locali disomogenee

09 giugno 2026 18:16
Gioco pubblico, EGP-FIPE: in Veneto distanziometri e limiti orari non fermano il rischio -
Condividi

VENEZIA - Le restrizioni introdotte in Veneto sul gioco pubblico legale, tra distanziometri e limiti agli orari, non avrebbero ridotto il gioco problematico ma ne avrebbero spostato una parte verso canali meno controllati. È la posizione portata da EGP-FIPE in audizione davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, con un richiamo diretto agli effetti delle norme locali sul territorio.

Al centro dell’intervento dell’associazione nazionale di categoria della Federazione italiana pubblici esercizi di Confcommercio c’è soprattutto il nodo regolatorio: secondo EGP-FIPE il comparto del gioco pubblico legale si trova in una fase di stallo, segnata da proroghe successive delle concessioni, interventi territoriali non coordinati e dall’assenza di un riordino organico a livello nazionale.

Per l’associazione questo quadro rischia di produrre due conseguenze: indebolire l’efficacia delle politiche di prevenzione e mettere sotto pressione la rete legale del settore. In Veneto, in particolare, le misure restrittive adottate sul gioco pubblico vengono indicate come un esempio di regolazione che, pur intervenendo sull’offerta, non avrebbe inciso sulla riduzione del fenomeno problematico.

Il passaggio in Senato

La presa di posizione è arrivata nel corso dell’audizione di EGP-FIPE presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica italiana. L’associazione ha ribadito la necessità di una regia nazionale capace di superare il mosaico di regole locali che oggi, secondo quanto sostenuto, rende il sistema disomogeneo e poco efficace.

Il presidente Emmanuele Cangianelli ha sintetizzato così la linea espressa davanti alla Commissione: «Senza una pianificazione condivisa, si sommano interventi parziali che non risolvono il problema e indeboliscono il sistema concessorio».

Le richieste dell’associazione

Per EGP-FIPE la priorità è costruire una governance nazionale del settore, affiancata da strumenti di prevenzione fondati su tecnologie di monitoraggio e sistemi di autoesclusione. L’obiettivo indicato dall’associazione è quello di intervenire in modo più mirato sui comportamenti a rischio, evitando che restrizioni non coordinate finiscano per alterare la distribuzione del gioco senza incidere davvero sulle situazioni problematiche.

Nell’audizione al Senato, l’associazione ha quindi richiamato la necessità di uscire da un sistema definito bloccato, in cui convivono proroghe delle concessioni, regolazioni territoriali diverse tra loro e assenza di un riordino nazionale complessivo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail