Giornate FAI di Primavera 2026 in Friuli: palazzi storici, ville, arte e itinerari da non perdere

Giornate FAI di Primavera 2026 in Friuli Venezia Giulia: palazzi, ville, tessiture e visite speciali tra Udine, Carnia e Cividale.

14 marzo 2026 13:12
Giornate FAI di Primavera 2026 in Friuli: palazzi storici, ville, arte e itinerari da non perdere -
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Torna anche quest’anno l’appuntamento con la 34° edizione delle Giornate FAI di Primavera. Durante il primo fine settimana di primavera centinaia di luoghi aperti in tutta Italia che da nord a sud hanno per protagoniste centinaia di meraviglie lungo tutto lo stivale.

Per l’occasione la Delegazione FAI di Udine collaborerà con il neonato gruppo FAI Giovani Udine. A supportare le due realtà ci saranno gli Apprendisti Ciceroni delle scuole secondarie di secondo grado della città e gli studenti dell’Università degli Studi di Udine che porteranno i visitatori a scoprire alcuni dei luoghi cardine della città che celano bellezze nascoste, ma anche un luogo recentemente riaperto. Cinque le aperture a cui si aggiungono due eventi speciali, rispettivamente programmati per venerdì 20 e sabato 21 marzo. Al centro dell’ex capoluogo di provincia alcune chicche da scoprire come il Palazzo Antonini Stringher, sede di Fondazione Friuli, il Palazzo Antonini Maseri, ex Banca d’Italia ed attuale sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Udine, la Prefettura, un tempo ospedale militare e Palazzo Antonini Mangilli del Torso, sede del CISM. In Carnia, a Villa Santina, sarà aperta al pubblico la Carnica Arte Tessile, recentemente riaperta dopo la ricostruzione a seguito dell'incendio del 2020. A Torviscosa il Gruppo FAI di Palmanova ospiterà le visite alla centrale termoelettrica Edison.

Infine, il Gruppo FAI di Cividale del Friuli con i propri volontari e con gli Apprendisti Ciceroni dell'Istituto tecnico economico e tecnico agrario “Paolino d’Aquileia” si sposterà sulle dolci colline di Ipplis di Premariacco dove sorge la cinquecentesca villa-castello Rocca Bernarda, luogo iconico del Friuli orientale per la bellezza straordinaria del paesaggio, l’originalità dell’architettura perfettamente integra e la storia plurisecolare delle sue vigne. Per sabato 21 un evento speciale: “C’era una volta… arte, versi e sapori nelle “Terre del Cavalieri”: da Shakespeare a Fiore dei Liberi”.

Di seguito le aperture nel dettaglio:

DELEGAZIONE FAI DI UDINE

PALAZZO ANTONINI STRINGHER (SEDE DI FONDAZIONE FRIULI) VIA GEMONA, 1 – UDINE

Nel cuore di Udine, tra piazza Primo Maggio, il colle del Castello e via Gemona, la Fondazione Friuli ha fatto rinascere un palazzo che generazioni di udinesi hanno sempre identificato come la tesoreria e gli uffici amministrativi della filiale locale di Banca d'Italia.


Le origini risalgono al tardo XVI secolo, periodo nel quale il Friuli apparteneva alla Serenissima Repubblica di Venezia. L'edificio costituiva un ampliamento della vicina residenza nobiliare, progettata dall’architetto veneto Andrea Palladio per la famiglia Antonini, originaria di Amaro, in Carnia. L'istituto di credito, che sarebbe diventato la Banca centrale del Regno d’Italia ha acquisito l'intero complesso, comprensivo del vicino Palazzo palladiano nel 1899 e dal 1923 ha attuato una serie di trasformazioni interne, adibendo parte degli spazi anche ad alloggio del direttore. La Banca d'Italia lo ha utilizzato per 110 anni. Nel febbraio del 2007 l'intero complesso edilizio della Banca d'Italia venne dichiarato di interesse culturale, ma appena due anni dopo, nel 2009, l'istituto ha chiuso i propri uffici e messo in vendita l'immobile. Gli austeri portoni rimasero chiusi per molti anni, fin quando l'Università degli Studi di Udine acquisì l'edificio cedendolo prima in comodato e poi in proprietà alla Fondazione Friuli.

Durante le giornate FAI sarà possibile scoprire gli interni restaurati e le opere d'arte in esso contenute. Fondazione Friuli ha acquisito nel 2006 le oltre 600 opere d’arte che formavano il patrimonio della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Ad esse si sono aggiunte alcune opere giunte attraverso donazioni o frutto di acquisti mirati sul mercato privato. Tra gli artisti presenti nella collezione si possono citare Pomponio Amalteo, Nicola Grassi e Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, Afro e Mirko Basaldella, Giuseppe Zigaina.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo: dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16).

Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze circa ogni 20 minuti.

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico Statale Jacopo Stellini e del Liceo Artistico Giovanni Sello. Contributo libero a partire da 3€. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.

EVENTO SPECIALE A PALAZZO ANTONINI STRINGHER (SEDE DI FONDAZIONE FRIULI) VIA GEMONA, 1 – UDINE

Le giornate FAI di primavera inizieranno in anticipo a Udine: venerdì 20 marzo un evento speciale nella sede di Fondazione Friuli inaugura il fine settimana dedicato alle aperture.

Dalle 15 alle 16 circa Palazzo Antonini Stringher accoglierà una “Passeggiata d’autore” con le autrici Elena Commessatti e Liliana Cargnelutti, curatrici del libro "/dén·tro/ Palazzo Antonini Stringher", volume che racconta la storia della sede di Fondazione Friuli e vuole essere un viaggio all'interno del Palazzo. Due straordinarie interpreti della storia e della cultura udinese da sempre accanto alla Delegazione FAI di Udine nella narrazione e valorizzazione della nostra città accompagneranno i visitatori in una esperienza unica all'interno del Palazzo.

ORARI E INDICAZIONI

Le iscrizioni avverranno esclusivamente online al portale dedicato, accedendo al seguente link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-stringher-63884

Ingresso su prenotazione con contributo libero a partire da 10€ per gli iscritti FAI e 15€ per i non iscritti.

PALAZZO ANTONINI MASERI (SEDE DEL RETTORATO DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE)

VIA GEMONA, 1/5 – UDINE / Apertura riservata agli iscritti FAI su prenotazione online

Palazzo Antonini Maseri sorge nel centro storico di Udine, in un contesto urbano è fatto di strade strette, piazze porticate e palazzi nobiliari.

Fu progettato da Andrea Palladio per Floriano Antonini nella metà del XVI secolo: i lavori iniziarono nel 1556 e proseguirono per anni. Nel tempo la struttura e la distribuzione interna subirono modifiche tra Sei e Settecento,


adattando spazi e decorazioni alle esigenze dei proprietari e allo stile del periodo. Nel XIX-XX secolo fu sede della Banca d'Italia, con adeguamenti funzionali. Nel 2018 l'edificio e il parco vennero acquisiti e donati all'Università di Udine, offrendo un nuovo ruolo culturale. L'edificio presenta una facciata sobria e compatta, intonacata, scandita da finestre regolari e da un portale centrale che introduce a un impianto organizzato attorno a un atrio tetrastilo. Qui quattro colonne sostengono una trabeazione classica, creando uno spazio di forte impronta monumentale, ispirato alla domus romana e ai modelli vitruviani reinterpretati in chiave rinascimentale. L'atrio distribuisce gli ambienti laterali e conduce allo scalone e al salone principale, fulcro della rappresentanza nobiliare. Gli spazi interni sono caratterizzati da proporzioni armoniche, rapporti modulari e da un rigoroso ordine architettonico. Il prospetto sul giardino dialoga con il parco retrostante, integrando architettura e paesaggio. Nel tempo l'edificio ha subito modifiche e adattamenti, ma conserva l'impianto palladiano, riconoscibile nella chiarezza distributiva e nell'equilibrio tra funzione e decoro.

Il Rettorato dell'Università degli Studi di Udine sarà accessibile da via Gemona esclusivamente agli scritti FAI su prenotazione al seguente link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-maseri-60214.

Sarà possibile visitare i locali del piano terra e del piano primo. A causa dei lavori di manutenzione e restauro del palazzo non sarà possibile accedere al giardino esterno e/o utilizzare l’ascensore per la salita e discesa.

 

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo: dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.30). Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze ogni 30 minuti.

Visite a cura del Gruppo FAI Giovani Udine e degli studenti della Scuola Superiore e dell’Università degli Studi di Udine.

Ingresso su prenotazione al link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-maseri-60214 con contributo libero a partire da 3€. Apertura riservata agli iscritti FAI fino a capienza consentita. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.

PREFETTURA DI UDINE (EX OSPEDALE MILITARE) VIA PRACCHIUSO, 16 - UDINE

Il Palazzo della Prefettura si trova in borgo Pracchiuso. Le carte custodite nel convento dei padri Serviti, intitolato alla Beata Vergine delle Grazie, raccontano la storia di un borgo, le vicende di una piccola comunità al tempo stesso compresa ed esclusa da un organismo più grande: la città di Udine. I documenti si fanno portavoce del legame e delle molteplici storie dei fedeli del borgo, gente semplice, artigiani e braccianti, nobili e cittadini, notai, medici e religiosi, persone umili e devote che animarono le vie e le chiese del "prato clauso", ai piedi del Castello. Il complesso architettonico che oggi ospita la Prefettura di Udine fu costruito nella seconda metà del Seicento per ospitare il Terzo Ordine femminile dei Servi di Maria. Il monastero esisteva già nel 1689. In quell’anno le Terziarie Servite - anche dette monache della vergine dei Sette Dolori - riuscirono ad allargare il lato nord del monastero e ad unificarsi all'attigua chiesa di San Valentino. Dall'anno seguente poterono seguire le funzioni religiose della chiesa da una posizione riservata e interna al monastero, attraverso finestre comunicanti. Nel 1744 fecero costruire il chiostro e una chiesa poi demolita.

In seguito all'emanazione del decreto napoleonico dell'8 giugno 1805 "sull'organizzazione del Clero secolare, regolare, e delle monache", molti ordini religiosi furono soppressi ed aggregati e stessa sorte subì il monastero delle monache della Beata Vergine dei Sette Dolori. Nel 1806 venne assegnato al demanio per essere destinato a casermaggio. Gli austriaci destinarono parte del monastero a caserma di cavalleria e parte a ospedale militare (1828). Dopo il definitivo trasferimento delle truppe e delle scuderie austro-ungariche nell'ex monastero di Sant'Agostino la struttura fu adibita a ricovero dei soldati. Nel 1866 quando il Friuli fu annesso al Regno d'Italia divenne proprietà del governo italiano che continuò ad utilizzarla a tale scopo. Nel 1915 fu denominato Ospedale


Militare Principale di Via Pracchiuso. Solo nel 2006 l'Ospedale Militare di Udine cessò definitivamente la sua attività fino al trasferimento del comprensorio al demanio civile, oggi Prefettura di Udine.

Sarà possibile ripercorrere la storia dell'ex complesso monastico e militare fino alle attuali fasi di restauro che hanno riportato alla città di Udine un importante brano della sua storia architettonica ed urbanistica.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo: dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.30). Turni di visita composti da massimo 20 persone con partenze ogni 30 minuti.

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto Tecnico Antonio Zanon, dei Licei Bertoni e del Liceo Scientifico Paritario Don Milani.

Contributo libero a partire da 3€. Precedenza agli iscritti FAI fino a capienza consentita. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.

Questa apertura è resa possibile nell’ambito della collaborazione con ANFACI - Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno.

EVENTO SPECIALE NELLA CHIESA DI SAN VALENTINO VIA PRACCHIUSO – UDINE

La Chiesa di San Valentino si trova in borgo Pracchiuso, vicino all'ex Ospedale militare di Udine, ora sede della Prefettura. Incastonata in un tessuto di piccole vie e case storiche, la chiesa rappresenta un punto di riferimento religioso e sociale nel contesto urbano, teatro ogni anno della tradizionale festa di San Valentino con bancarelle e celebrazioni popolari. È parte integrante del centro storico cittadino e testimonia lo sviluppo storico oltre le mura medievali.

La Chiesa ha origini che risalgono al 1355, quando la famiglia dei conti Valentinis la fece costruire come oratorio dedicato al santo invocato per proteggere la città dalla peste nera che aveva colpito Udine. Nel 1513 nacque la Confraternita di San Valentino, che raccolse fondi e fece erigere un edificio più ampio, completato nel 1574 ed elevato a parrocchia nel 1581. La chiesa divenne il cuore spirituale di una delle feste più antiche della città: dal 1689 ogni 14 febbraio si celebra la tradizionale festa di San Valentino, con benedizione del pane a forma di “8” e delle “chiavette”, simboli di protezione e devozione popolare. Le reliquie di un martire attribuito a San Valentino furono portate a Udine nel 1664.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 marzo dalle 14.30 alle 17 sarà possibile visitare la Chiesa. L’accesso avverrà dall'ingresso principale su Via                          Pracchiuso.                   L'evento                   è                    su                   prenotazione                   al                    link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/chiesa-di-san-valentino-udine-63566 con ingressi ogni 40 minuti ed un massimo di 20 persone a turno.

Contributo libero a partire da 5€ per gli iscritti FAI e 8€ per i non iscritti. Precedenza agli iscritti FAI fino a capienza consentita. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.

CISM A PALAZZO ANTONINI MANGILLI DEL TORSO PIAZZA GARIBALDI - UDINE

Il Centro Internazionale di Scienze Meccaniche (CISM) è la più importante istituzione scientifica non universitaria del Friuli e ha sede nel prestigioso Palazzo Antonini Mangilli del Torso in Piazza Garibaldi. Attivo oggi sia in ambito internazionale sia locale, fu fondato nel 1968 per volontà di Luigi Sobrero, professore di Meccanica Razionale a Trieste che ebbe l'idea di costituire a Udine un centro internazionale di studi avanzati dedicato alle Scienze Meccaniche e alle discipline a esse collegate. Il progetto raccolse da subito un forte consenso nella comunità scientifica internazionale e diversi scienziati di grande fama accettarono di farsene promotori diretti.


L'itinerario di visita partirà dall'androne su Piazza Garibaldi e seguirà il percorso interno dell'edificio con una prima tappa nel cortile interno al palazzo. La visita continuerà internamente. Si procederà attraverso le diverse sale quasi interamente affrescate. Di particolare rilevanza il corridoio di collegamento tra le due ali dell'edificio, interamente decorato a parete e soffitto nel 1786 con affreschi attribuiti ad Andrea Urbani, a Francesco Chiarottini e a Giuseppe Morelli. Spettacolare è la sala dei divani, ex sala da ballo nella quale l'ultimo grande avvenimento mondano si svolse nel 1935: un ballo organizzato dal conte Enrico del Torso in onore del Principe di Piemonte in visita alla città di Udine. Saranno accessibili tutte le sale più importanti dell'edificio che si affaccia su Piazza Garibaldi che ospita l'omonima statua.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 16). Turni di visita composti da massimo 20 persone con partenze ogni 20 minuti.

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Scientifico Statale Niccolò Copernico e dell’Educandato Statale Collegio Uccellis.

Ingresso senza prenotazione con contributo libero a partire da 3€. Precedenza agli iscritti FAI fino a capienza consentita. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.

CARNICA ARTE TESSILE

VIA NAZIONALE, 14 – BORGO S. ANTONIO, VILLA SANTINA

"L'arte del tessere" in Carnia ha origini molto antiche, ma si è particolarmente radicata nel periodo che va dai primi del 1700 alla fine del 1800 quando, in ogni casa, c'era in funzione almeno un telaio. Il grande impulso a questa attività si deve alla capacità imprenditoriale di Jacopo Linussio (1691 – 1748) che creò un complesso manifatturiero che occupava oltre 30.000 addetti. La tessitura di Linussio era ritenuta la più grande d'Europa e, sostenuta dalla Repubblica Serenissima di Venezia, esportava i suoi manufatti in Asia e nelle Americhe. Negli anni 50 il sen. Michele Gortani sostenne l'avvio di corsi di formazione all'arte del tessere e ne affidò la conduzione a Tomasina Da Ponte Tonon che diede origine nel 1964 alla Tessitura Carnica, oggi Carnica Arte Tessile.

Al suo esordio la nuova iniziativa aveva sede nei locali di una vecchia falegnameria a Invillino di Villa Santina. Nel 1970 l'ampliamento dell'attività rese necessario il trasferimento dell'azienda nell'attuale sede di Villa Santina. Nei suoi sessant’anni di attività, l'azienda, ha acquisito un posizionamento di prestigio fra i produttori di biancheria fine per la casa ed i suoi prodotti sono oggi apprezzati in Italia ed all'estero. L'attività è ora tramandata ai familiari ed eredi di Tomasina da Ponte, sotto la direzione del figlio Bepi. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2020 un incendio devastante ha distrutto completamente lo stabilimento della Carnica Arte Tessile. Dal fuoco si sono salvati il vecchio telaio di Tomasina, alcune rocche di filo verde e la voglia di rinascere. Il 15 dicembre 2025, la Carnica arte tessile è risorta dalle sue ceneri più forte e importante di prima.

Durante le giornate FAI sarà possibile scoprire la nuova sede del laboratorio di Carnica Arte Tessile. Attraverso l'esperienza dei titolari si apprenderà la storia, le curiosità, la grande esperienza artigiana dei nuovi e vecchi telai che con sapienza ancora oggi producono filati pregiati conosciuti in tutto il mondo.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo: dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Turni di visita composti da massimo 10 persone con partenze ogni 60 minuti. Visite a cura della Carnica Arte Tessile.

Ingresso senza prenotazione con contributo libero a partire da 3€. Precedenza agli iscritti FAI fino a capienza consentita. In loco possibilità di rinnovo della tessera e di iscriversi al FAI per la prima volta.


GRUPPO FAI DI PALMANOVA CENTRALE TERMOELETTRICA EDISON STRADA ZUINO SUD - TORVISCOSA

L’impianto è una centrale a ciclo combinato a gas naturale (CCGT) da 856 MW, che ha sostituito la centrale a carbone destinata in precedenza ad alimentare lo stabilimento della Caffaro, azienda che ha segnato la storia industriale di Torviscosa. La centrale contribuisce alla nuova fase dello sviluppo produttivo del territorio. L'impianto, gestito da Edison, è costituito da due turbine a gas e una turbina a vapore, configurazione che consente una produzione continua di energia con elevata efficienza. La centrale è dotata di sistemi di raffreddamento a torri evaporative e opera in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale. Dopo l’introduzione dei Volontari FAI sulla storia della vicina cittadella industriale di Torviscosa i visitatori potranno approfondire il funzionamento di un impianto a ciclo combinato attraverso un percorso guidato che attraversa diversi ambienti significativi: la sala controllo, la sottostazione elettrica, la sala macchine dove sono installati i gruppi di produzione e l’impianto esterno con i vari componenti di servizio al ciclo combinato.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Solo sabato 21 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17.

Visite ogni 30 minuti per gruppi di massimo 20 persone a cura del Gruppo FAI di Palmanova. Per informazioni: [email protected].

GRUPPO FAI DI CIVIDALE DEL FRIULI

ROCCA BERNARDA: INTRECCI DI-VINI, ARTE E POESIA PREMARIACCO

La visita interna alla Rocca Bernarda sarà un percorso immersivo tra storia, arte, poesia e cultura del vino. Gli ambienti della villa racconteranno secoli di vita aristocratica e letteraria: la Camera Rossa con il lampadario di Boemia e la Sala delle Poesie con il fogolar, le grottesche dell’Orangerie e i mobili austriaci, la chiesetta di San Bernardo e la barricaia storica, fino alla vista sul giardino all’italiana con il suo glicine secolare. Grandissima attenzione alle grottesche dell’Orangerie, attribuite alla scuola di Giovanni da Udine e agli stemmi nobiliari dei proprietari della Rocca Bernarda voluti dalla contessa Perusini. Un luogo con il soffitto color cielo che darà l'impressione di trovarsi all'aperto. Una piccola esposizione di fotografie storiche poi, tra cui le carrozze conservate a Villa Manin, completeranno il racconto visivo.

Il percorso farà conoscere tutte le sale e le particolarità del luogo, tra cui la torre del tea, passando poi per cui la barricaia con soffitti a volta originali e scalpellature emerse sotto l'intonaco dall'ultimo restauro, traccia di una storia non ancora completamente svelata. Figuranti in costume nobiliare, in collaborazione con l’Associazione del Palio di Cividale del Friuli, e momenti di lettura di versi poetici restituiranno l’atmosfera di un autentico salotto letterario.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 12.30 e alle 17.30). Turni di visita composti da massimo 25 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell'Istituto tecnico economico e tecnico agrario “Paolino d’Aquileia”. Contributo consigliato a partire da € 5.


ROCCA BERNARDA: I PAESAGGI POETICI DI CARLO V PREMARIACCO

Una passeggiata che condurrà i visitatori tra vigneti, oliveti, boschi e il parco storico, con il cipresso monumentale secolare e scorci che raccontano la storia della villa e dei suoi abitanti. Rocca Bernarda rappresenta il presidio di Terre dei Cavalieri sui Colli Orientali del Friuli, una delle denominazioni vinicole più prestigiose d'Italia che si estende su circa 200 ettari. In epoca romana la collina era nota come Colle di Azzano, dal nome di Anzio, un ex legionario che aveva fondato un'azienda agricola alla base dell'attuale complesso. Nel corso dei secoli degli scavi hanno portato alla luce importanti reperti archeologici che sottolineano la storicità del sito. Si narra anche che Carlo V abbia assaggiato i vini della Rocca Bernarda, confermando la tradizione vinicola secolare che si racchiude nel vigneto storico di Picolit, uno dei prodotti simbolo dell'azienda.

Particolare attenzione è data al vigneto storico di Picolit, uno dei prodotti simbolo dell'azienda, testimoniato dalla presenza di una bottiglia del vino risalente alla vendemmia del 1880 e dal volume-trattato scritto da Giacomo Perusini. Sabato mattina è prevista un’iniziativa speciale con la presenza dello scultore Giorgio Benedetti che illustrerà il rapporto tra le sue opere e Madre Natura creando un dialogo tra arte contemporanea e contesto storico.

ORARI E INDICAZIONI DI VISITA

Sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 12.30 e alle 17.30). Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni dell’ISIS "Paolino d'Aquileia". Partenze ogni 30 minuti, gruppi di 25 persone, durata circa 40 minuti. Presenti stand di prodotti locali, attività a tema e per i più piccoli il gioco “Custodi della Rocca”. Contributo libero a partire da € 3.

EVENTO SPECIALE

C’era una volta… arte, versi e sapori nelle “Terre del Cavalieri”: da Shakespeare a Fiore dei Liberi

Sabato 21 marzo, ore 19

Una serata unica dedicata ad arte, versi ed enogastronomia condotta da Stefano Cosma, direttore della rivista Fuoco Lento, per celebrare la tradizione cavalleresca, la poesia e la cultura del territorio con i suoi personaggi storici. L’evento propone la degustazione dei vini della Rocca Bernarda con assaggio di piatti rivisitati dallo chef Daniele Cinel in collaborazione con la cooperativa sociale Arte e Libro. La serata sarà animata da una piccola esibizione di scherma olimpica, in collaborazione con l’Accademia Fiore dei Liberi di Cividale. Letture poetiche e riferimenti a Shakespeare e ai grandi poeti friulani completeranno il racconto creando un’esperienza evocativa e quasi magica. Al mattino sarà presente anche lo scultore Giorgio Benedetti per spiegare il suo rapporto tra l’arte e la natura. Contributo minimo richiesto: € 15 iscritti FAI, € 20 non iscritti.

Per informazioni su tutte le attività: [email protected].

Un ringraziamento va agli Istituti Superiori di Udine che hanno aderito all'iniziativa, in particolare a tutti i docenti e gli studenti Ciceroni. Si ringrazia l'Università degli Studi di Udine, la scuola superiore dell'Università degli Studi di Udine e gli studenti che si sono resi parte attiva delle narrazioni nei locali del Rettorato. Un ulteriore ringraziamento va ai proprietari e gestori dei siti per la disponibilità e l'accoglienza dimostrati nella collaborazione all'organizzazione dell'evento. Infine, alla Protezione Civile di Udine, che ogni anno coadiuva gli aspetti organizzativi dell'evento.

Il Gruppo FAI di Cividale del Friuli ringrazia il Sovrano Ordine di Malta e la Tenuta dei Cavalieri, Carla Ungaro, Comune di Premariacco, gli Istituti scolastici I.S.I.S. Paolino d'Aquileia e i loro insegnanti, lo scultore Giorgio


Benedetti, Proloco di Premariacco, Biblioteca Civica di Cividale del Friuli e di Premariacco, Protezione Civile di Premariacco, CRI Udine, Polizia locale Premariacco, Polizia di Stato Cividale del Friuli e ispettore capo Fabris Adriano, Cuoco Daniele Cinel, Cooperativa Arte Libro Udine, Stefano Cosma storico e direttore di Fuocolento, Accademia Fiore dei Liberi, Nobili del Palio di Cividale del Friuli, Fai Regione Friuli-Venezia Giulia ed Elena Sartori, chiunque abbia dato una mano per la realizzazione del progetto.

Per eventuali ulteriori informazioni, scrivere a [email protected].

Ricordiamo di verificare costantemente il sito www.giornatefai.it per essere aggiornati sulle aperture.

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