Polizia, 450 neo-agenti giurano a Trieste: “Boccata d’ossigeno, ma serve continuità”

Giuramento del 231° corso allievi agenti: 450 nuovi poliziotti formati a Trieste, il SAP chiede interventi strutturali.

16 gennaio 2026 08:19
Polizia, 450 neo-agenti giurano a Trieste: “Boccata d’ossigeno, ma serve continuità” -
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TRIESTE - 450 neo-agenti sono stati formati dalla Scuola Allievi Agenti di Trieste (nel 2025 sono stati formati a Trieste 350 + 450 allievi).

Queste le parole del Segretario Regionale del Sindacato Autonomo di Polizia Lorenzo Tamaro in merito:

"Sicuramente una buona notizia e un auspicio che si possa continuare e incrementare ulteriormente il numero di persone da avviare alla professione dell’operatore di Polizia per poter far fronte a quella che è una propria emergenza, quella della carenza di organico.

Siamo arrivati a questa situazione, che è di portata nazionale e quindi coinvolge anche le province di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, principalmente per tre motivi: la chiusura delle Scuole di Polizia, la spending review ed il massiccio pensionamento del personale.

Insieme il combinato disposto di questi tre elementi ha prodotto l’attuale situazione emergenziale.

Per il contenimento dei costi sono state chiuse almeno dieci scuole, poi per la spending review è stato prima bloccato e poi fortemente limitato il turn over e dalle 109.000 unità del 2010 siamo scesi nel 2018 a 96.000.

Il pensionamento del 60 per cento del personale, nel decennio in corso, senza sostituzioni programmate ha ulteriormente aggravato la situazione già in sofferenza, riducendo la presenza in servizio di personale esperto ed operativo.

Il blocco del turnover fino al 2018 ha fortemente debilitato l'apparato e ora i numerosi pensionamenti di questi anni – conseguenti agli imponenti arruolamenti degli anni ’80 – congiuntamente alla insufficiente capacità formativa dei nostri Istituti di istruzione, non consentono di recuperare in tempi ragionevoli la carenza che stiamo patendo.

La Scuola di Trieste, una delle più grandi d’Italia, un tempo riusciva a formare in un solo corso circa 1.000 agenti, ora al massimo solamente 500.

Anche il personale del quadro permanente della Scuola di Polizia “Vincenzo Raiola” un tempo arrivava a quasi duecento unità e oggi ne può contare poco più di cinquanta.

Per questo motivo, il SAP nei mesi scorsi ha esortato il Capo della Polizia a effettuare interventi straordinari per aumentare la capacità addestrativa degli Istituti di Istruzione.

Il nostro appello sta raccogliendo i primi effetti positivi poiché, a seguito di alcune verifiche, è stato appurato che le nostre scuole hanno una capacità alloggiativa notevolmente inferiore rispetto alle disponibilità di aule e locali destinati alla formazione.

Il primo intervento programmato prevede che, per i corsi di secondo livello e di specializzazione, il personale non venga alloggiato presso le scuole ma in strutture alberghiere, in modo da lasciare tale disponibilità per gli arruolamenti.

Riconosciamo sicuramente gli importanti sforzi che sono stati fatti dall’attuale Governo sul fronte della sicurezza per offrire maggiori standard ai cittadini e migliorare le condizioni di servizio degli operatori.

Ne sono un esempio i decreti sicurezza, allo stesso tempo, però, è anche necessario uno sforzo per compensare le gravi carenze organiche.

È indispensabile proseguire con un ricambio generazionale naturale e fisiologico attraverso nuove assunzioni e nessuno pensi a semplici scorciatoie o a facili soluzioni sulla pelle dei colleghi.

Il trattenimento in servizio oltre i 60 anni resta per noi una soluzione illogica, vigliacca e impraticabile.

Servono energie e forze nuove per una professione che ha una sua precisa specificità: si deve operare sugli Istituti di Istruzione che consentano di formare un maggior numero di operatori.

Oggi non c’è un ufficio di Polizia che non lamenti un’importante carenza organica.
Questo è uno dei principali problemi che attanaglia la nostra amministrazione: servono interventi straordinari e urgenti per riuscire a colmare il deficit di circa 10mila unità.

Sino al 2028 per ogni anno sono circa 3.800 i colleghi che per raggiunti limiti di età dovranno essere collocati in quiescenza, a questi vanno poi aggiunti i collocamenti in pensione a domanda e le dimissioni a vario titolo.

L’auspicio è che si continui ed aumenti una nuova stagione di assunzioni.

A gennaio, infatti, saranno avviati al primo corso di formazione ben 3.100 allievi contemporaneamente, cosa che non succedeva da almeno 20 anni.

A questi si aggiungeranno 3.500 neo-vice ispettori (che termineranno il corso il prossimo luglio).

Inoltre, nel mese di maggio entreranno in ruolo circa 200 ispettori cibernetici.

Nei prossimi mesi, pertanto, potremo contare su un potenziamento di circa 6.800 unità.

Si tratta di un’importante boccata d’ossigeno che deve essere però solo l’inizio di un percorso che consenta in un arco di tempo ragionevole di colmare la carenza organica e allineare almeno la dotazione di personale all’attuale previsione di 106 mila unità."

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