Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse

Nel porto Mandracchio test con l’Università di Udine. Domani alle 11.30 i risultati sul monitoraggio delle coste friulane.

A cura di Web Team Web Team
15 giugno 2026 13:10
Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse -
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GRADO - Un drone marino in azione nel porto e due giornate aperte al pubblico per parlare di stato del mare, qualità delle acque e biodiversità. La tappa friulana di Goletta Verde è partita oggi, 15 giugno 2026, a Grado con una dimostrazione pratica realizzata insieme ai ricercatori dell’Università di Udine, che hanno monitorato il fondale lagunare e in particolare le praterie sommerse di Cymodocea nodosa, specie molto diffusa nell’Alto Adriatico ma considerata vulnerabile per effetto della crisi climatica e della perdita di habitat.

Dalle prime osservazioni effettuate in mattinata emerge un dato favorevole: nella zona analizzata il drone ha rilevato una popolazione di Cymodocea nodosa in espansione e in buone condizioni ecologiche. Il quadro, però, viene letto con cautela dagli studiosi, perché la diffusione delle fanerogame si inserisce in una trasformazione più ampia dell’ambiente lagunare, collegata alla marinizzazione della laguna e ai cambiamenti climatici, e quindi a un mutamento ecologico profondo che richiede monitoraggi continui.

Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse
Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse

Cosa succede a Grado il 15 e 16 giugno

Il programma della due giorni ruota attorno al porto Mandracchio e alle iniziative pubbliche della storica campagna di Legambiente. Oggi, lunedì 15 giugno, dalle 9 alle 11 si sono tenute attività di laboratorio per ragazzi dai 6 ai 14 anni con il team Brigantine. Dalle 11.30 alle 12.30 è andata in scena la dimostrazione del drone marino BRIGANTINE-UNIUD.

In serata, alle ore 18, è previsto al Museo Nazionale di Archeologia Subacquea dell'Alto Adriatico l’incontro pubblico “Il destino del mare in Alto Adriatico: un ecosistema e un'economia a rischio”.

Domani, martedì 16 giugno, dalle 9.30 alle 11, nell’area verde di fronte a Goletta Verde, sono in programma laboratori didattici gratuiti per ragazzi e ragazze con il titolo “Alla Scoperta del Mare”, dedicati alle specie marine, ai rischi per la biodiversità e anche al riconoscimento delle tracce dei nidi di Caretta caretta. Alle ore 11.30 a bordo di Goletta Verde, ormeggiata al Mandracchio, sarà presentato il monitoraggio sulla qualità delle acque costiere del Friuli Venezia Giulia. La partecipazione agli appuntamenti è gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il monitoraggio con drone e barche autonome

La dimostrazione di oggi ha mostrato sul campo strumenti sviluppati nell’ambito del progetto Interreg Italia-Croazia BRIGANTINE, dedicato al monitoraggio ambientale e alla conservazione della biodiversità marina. L’Università di Udine è partner del progetto e ha impiegato, oltre al drone marino, anche imbarcazioni autonome di superficie, gli ASV, capaci di raccogliere dati ambientali in modo efficiente e sostenibile, con il supporto di UniUd Sailing Lab, la barca laboratorio dell’ateneo.

Il lavoro si inserisce in un filone di ricerca che Nordest24 ha raccontato anche nel caso del monitoraggio delle praterie sommerse nell’Alto Adriatico con droni e sensori sviluppati dall’Università di Udine e dal progetto Brigantine.

Secondo Stefano Raimondi, portavoce nazionale di Goletta Verde e responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, queste tecnologie non invasive sono strumenti utili per raccogliere dati sempre più precisi e seguire nel tempo l’evoluzione degli ecosistemi, ma da sole non bastano senza politiche concrete di tutela del mare e degli habitat costieri. Il riferimento è a un Adriatico sempre più caldo, esposto alla perdita di habitat e al sovrasfruttamento delle risorse ittiche.

I dati 2025 sulle fanerogame dell’Alto Adriatico

La strumentazione era già stata testata nell’estate 2026 per valutare lo stato ecologico degli ecosistemi sommersi in tre aree dell’Adriatico: la laguna di Grado e Marano in Friuli Venezia Giulia, la laguna di Šćuza in Croazia e la riviera del Conero nelle Marche.

Dalle immagini raccolte sono stati calcolati indici vegetazionali, cioè parametri che combinano diverse bande di luce per verificare lo stato di salute delle piante e individuare eventuali segnali di stress o degrado. I risultati hanno distinto tra praterie continue e ben strutturate e praterie discontinue, con copertura più frammentata. Le prime hanno mostrato caratteristiche riconducibili a una strategia conservativa, con maggiore investimento nel mantenimento della struttura; le seconde una risposta più dinamica, con adattamenti alle condizioni ambientali locali.

La coordinatrice del progetto per l’Università di Udine, la professoressa Sabina Susmel, spiega che l’integrazione tra piattaforme autonome, sensoristica multiparametrica e tecnologie multispettrali permette di acquisire insieme dati biologici, chimici e fisici, offrendo così una lettura più approfondita dei processi ecologici che regolano gli habitat sommersi. La modularità della piattaforma, aggiunge, consente inoltre di trasferire i sensori in contesti ambientali diversi e ottenere dati confrontabili nel tempo e nello spazio.

Perché il tema riguarda anche pesca ed economia del mare

La tappa di Grado punta i riflettori anche sulle condizioni del Mar Adriatico. Nel materiale diffuso da Legambiente si richiama un mare sempre più caldo e il dato del 90% degli stock ittici sovrasfruttati, con effetti che non riguardano solo l’ambiente ma anche le attività economiche legate alla costa.

Tra i problemi segnalati c’è pure il bycatch della pesca professionale, cioè la cattura accidentale di specie vulnerabili e talvolta protette da convenzioni internazionali. Un fenomeno che, oltre all’impatto sulla fauna marina, può provocare danni economici ai pescatori per il possibile danneggiamento degli attrezzi da pesca.

La tappa di queste ore a Grado arriva mentre prosegue l’attenzione scientifica sul mare dell’alto Adriatico, come mostra anche l’attività dei droni marini impiegati tra costa e laguna dall’Università di Udine.

Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse
Goletta Verde a Grado: drone marino monitora le praterie sommerse

Per l’edizione 2026 è stato inoltre riattivato il servizio SOS Goletta, pensato per raccogliere segnalazioni di scarichi anomali, chiazze sospette o episodi di inquinamento lungo coste e spiagge. La Capitaneria di Porto di Grado collabora alle iniziative in programma in città.

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