Grignano, nuova area transennata al porticciolo: protesta per i pini della baia

TRIESTE - Nuove transenne nell’ala sud del porticciolo di Grignano riaccendono lo scontro sugli interventi nella baia.

12 ottobre 2026 14:07
Grignano, nuova area transennata al porticciolo: protesta per i pini della baia -
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TRIESTE - Nuove transenne nell’ala sud del porticciolo di Grignano riaccendono lo scontro sugli interventi nella baia. A denunciare quello che definisce l’"ultimo atto" della rimozione dei pini superstiti è Walter Zalukar, dell’Associazione Costituzione 32, che collega l’avvio del cantiere alla fine della Barcolana 2026 e punta il dito contro Regione e Comune per le promesse, a suo dire, non mantenute sulla conservazione delle alberature.

Secondo Zalukar, l’area sud del porticciolo è stata transennata nelle ultime ore, aprendo così la fase finale di un intervento che l’associazione contesta da tempo per l’impatto sul paesaggio di Grignano, indicato come uno dei punti più delicati dell’intero golfo di Trieste.

Le accuse sugli impegni disattesi

Al centro della contestazione c’è il progetto di riqualificazione dell’area e, in particolare, quanto annunciato negli anni scorsi sulla tutela dei pini marittimi presenti nella baia. L’associazione richiama una dichiarazione resa il 13 ottobre 2021 dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga durante la presentazione del progetto di riqualificazione di Grignano.

In quell’occasione, ricorda Zalukar, Fedriga aveva spiegato che l’intervento avrebbe consentito di risolvere i problemi causati dalle radici dei pini marittimi "tutelando le alberature esistenti" e che sarebbe stato attuato un intervento conservativo progettato da esperti del settore, sul modello di quanto realizzato sul lungomare di Lignano.

Per l’associazione, però, quell’impostazione non avrebbe trovato riscontro nei lavori ora in corso a Grignano. Da qui l’accusa di avere "ingannato" la cittadinanza, anche perché - sostiene il firmatario della protesta - almeno nell’ala sud della baia esisterebbe ancora la possibilità di rispettare gli impegni iniziali e conservare i pini rimasti.

Il confronto con Lignano e Duino

Nella presa di posizione viene richiamato il caso di Lignano, dove secondo l’associazione sarebbero stati salvati oltre 300 pini, e quello del porticciolo di Duino, dove sarebbe in preparazione un intervento orientato alla conservazione degli alberi.

Zalukar insiste soprattutto su un punto pratico: la presenza degli alberi nei luoghi pubblici non avrebbe solo un valore paesaggistico, ma servirebbe anche a garantire ombra e a mitigare il surriscaldamento degli spazi frequentati da residenti e visitatori.

Per questo l’associazione contesta il risultato che, a suo giudizio, si starebbe delineando a Grignano: non un viale alberato o uno spazio ombreggiato, ma una superficie più dura e urbanizzata, descritta come una distesa di pietra destinata ad auto, moto e pullman.

La chiamata in causa degli assessori

Nel documento vengono chiamati in causa anche due esponenti della giunta regionale. Da un lato Cristina Amirante, assessore di Fratelli d’Italia, indicata come la figura che avrebbe preannunciato l’avvio dell’intervento subito dopo la Barcolana. Dall’altro Fabio Scoccimarro, assessore all’Ambiente, al quale l’associazione chiede pubblicamente una presa di posizione sul destino dei pini di Grignano.

La contestazione si concentra quindi non solo sull’aspetto paesaggistico, ma anche su quello politico, con l’accusa rivolta alle forze di governo cittadine e regionali di avere mostrato indifferenza davanti alla trasformazione della baia e di non avere difeso quanto annunciato all’inizio del progetto.

L’ultimo passaggio della nota lega infine la vicenda anche al piano elettorale: secondo Walter Zalukar, lo "scempio di Grignano" potrebbe tornare al centro del dibattito pubblico in occasione delle prossime consultazioni.

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