Dal carretto ai grandi cantieri: Idrotermica Buttrio festeggia 60 anni e 9 milioni di fatturato

Idrotermica Buttrio celebra 60 anni: dalla fondazione di Niveo Paravano ai grandi cantieri, con 60 dipendenti e 9 milioni di fatturato.

18 settembre 2026 15:50
Dal carretto ai grandi cantieri: Idrotermica Buttrio festeggia 60 anni e 9 milioni di fatturato -
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Sessant’anni di storia, dal carretto a due ruote con cui Niveo Paravano trasportava personalmente i primi materiali agli impianti tecnologici dei grandi cantieri di oggi. È racchiusa anche in questa immagine la storia di Idrotermica Buttrio, fondata nel 1966 dal Cavaliere Niveo Paravano e oggi arrivata al traguardo dei 60 anni con altrettanti dipendenti e un fatturato 2025 di 9 milioni di euro.

Un anniversario importante che l’azienda celebra oggi, in forma privata, nella sede di Buttrio, insieme ai dipendenti, alla famiglia Paravano, alle autorità e ai rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale regionale.

La storia comincia nel 1966 dall’intuizione e dalla determinazione di Niveo Paravano. Gli inizi hanno poco a che vedere con la dimensione raggiunta oggi dall’azienda. Quel carretto a due ruote, caricato di materiale e spinto personalmente dal giovane Niveo, racconta un modo di fare impresa fatto di lavoro, sacrificio e soprattutto di una grande curiosità per un mestiere che negli anni sarebbe cambiato radicalmente.

Al suo fianco, nella vita e nell’impresa, Adriana Tulisso, presenza fondamentale nella costruzione di Idrotermica Buttrio. Per molti anni ha seguito con grande dedizione la parte amministrativa e organizzativa dell’azienda, condividendo con Niveo responsabilità, decisioni e traguardi. Un ruolo spesso lontano dai riflettori, ma determinante per accompagnare la crescita dell’impresa.

E proprio un viaggio compiuto insieme da Niveo e Adriana avrebbe lasciato un segno inaspettato anche sul percorso professionale del fondatore.

"Il viaggio di nozze in Canada con Adriana fu provvidenziale anche per il mio lavoro – ricorda Niveo Paravano –. Lì vidi come venivano realizzati i bagni prefabbricati nelle case in legno. Per me fu una scoperta: era un modo di costruire completamente diverso da quello che conoscevamo allora in Friuli. Tornai a casa con tante idee e con ancora più voglia di capire come il nostro mestiere avrebbe potuto evolversi. Ho sempre cercato di guardarmi intorno e imparare qualcosa di nuovo. Quando ho iniziato portavo il materiale su un carretto a due ruote, con le mie gambe. Oggi guardo i mezzi, le tecnologie e i cantieri sui quali lavoriamo e quasi faccio fatica a credere a quante cose siano cambiate".

Appena dieci anni dopo la fondazione, nel 1976, il terremoto cambiò profondamente il Friuli e aprì la grande stagione della ricostruzione. Idrotermica Buttrio era allora una giovane impresa e si trovò a operare in un territorio chiamato a ricostruire case, attività e infrastrutture. Un passaggio che contribuì a consolidare quella capacità di rispondere alle esigenze del momento con concretezza, competenza e senso di responsabilità che avrebbe accompagnato l’azienda nei decenni successivi.

E mentre cambiava il Friuli, cambiava anche il mestiere. Agli impianti termoidraulici si sono progressivamente affiancati la climatizzazione e il trattamento dell’aria, gli impianti elettrici e antincendio, le centrali tecnologiche, le energie rinnovabili e i sistemi avanzati di gestione e controllo degli edifici. Idrotermica Buttrio ha accompagnato questa trasformazione investendo in tecnologie, specializzazione e formazione.

Nel 2004 un altro passaggio importante: l’ingresso in azienda della figlia Annalisa Paravano, oggi Amministratore Delegato. L’arrivo della seconda generazione ha dato continuità alla storia familiare, aprendo contemporaneamente una nuova fase di sviluppo. Una continuità che non ha significato semplicemente conservare quanto costruito, ma farlo evolvere, investendo nell’organizzazione, nelle competenze, nella formazione del personale e in modo particolare nella sicurezza.

La storia imprenditoriale della famiglia Paravano si è sviluppata negli anni anche attraverso un’altra realtà fondata da Niveo Paravano, Gesman, specializzata nella gestione e manutenzione degli impianti. Un percorso che oggi prosegue con l’altra figlia, Patrizia Paravano, alla quale il fondatore, nel 2020 ha affidato l’azienda, dando così continuità anche a questo ramo dell’attività di famiglia.

A raccontare concretamente il percorso compiuto sono alcuni dei lavori che hanno visto Idrotermica Buttrio protagonista in Friuli Venezia Giulia.

A Lignano Sabbiadoro l’azienda ha contribuito alla riqualificazione della Terrazza a Mare, uno dei luoghi simbolo della località e un’opera particolarmente attesa dal territorio, occupandosi degli impianti tecnologici. A Gorizia ha realizzato gli impianti elettrici e meccanici del nuovo Ospedale di Comunità, mentre a Trieste è stata impegnata all’IRCCS Burlo Garofolo in interventi sanitari ad alta complessità, con impianti destinati anche agli ambienti di terapia intensiva.

Sempre a Trieste Idrotermica Buttrio ha lavorato a Palazzo Berlam, lo storico "Grattacielo Rosso" oggi sede della Generali Group Academy, e a Palazzo Stock, nel complesso delle ex distillerie di Roiano, oggi sede di Genertel. Tra gli interventi figura inoltre Elettra Sincrotrone Trieste, centro internazionale di ricerca scientifica, mentre nel settore turistico e ricettivo l’azienda ha lavorato all’Hotel Laguna Palace di Grado.

Sanità, ricerca scientifica, edifici storici, turismo e grandi opere di riqualificazione: ambiti molto diversi che danno la misura dell’evoluzione raggiunta da un’azienda partita sessant’anni fa da un carretto e oggi chiamata a confrontarsi con sistemi impiantistici ad alta complessità tecnologica.

Ma i numeri del sessantesimo raccontano anche un altro aspetto della crescita. Oggi Idrotermica Buttrio conta 60 dipendenti, tra tecnici, maestranze specializzate e personale impegnato nelle diverse aree aziendali, e ha chiuso il 2025 con un fatturato di 9 milioni di euro, in crescita nel 2026.

Sessant’anni e 60 persone: una coincidenza che nell’anno dell’anniversario assume un significato particolare e riporta al centro uno dei valori sui quali l’azienda ha costruito la propria identità.

Non a caso #IBUnLavoroDiSquadra è diventato negli anni qualcosa di più di uno slogan. Dietro ogni impianto realizzato e ogni cantiere consegnato ci sono professionalità diverse: chi progetta, chi installa, chi coordina i lavori, chi segue l’amministrazione, l’organizzazione e la sicurezza.

"Entrare nell’azienda fondata da mio padre ha significato raccogliere un’eredità importante, e non è stato sempre semplice – sottolinea Annalisa Paravano –. Credo però che il modo migliore per rispettare ciò che è stato costruito sia non limitarsi a conservarlo. Bisogna avere il coraggio di farlo evolvere. In questi anni abbiamo investito molto nelle persone, nella formazione, nell’organizzazione e soprattutto nella sicurezza. Oggi possiamo affrontare lavori sempre più complessi perché possiamo contare su una squadra preparata, competente e responsabile".

Una squadra che Annalisa Paravano considera centrale anche pensando al futuro dell’impresa.

"Non misuro il futuro di Idrotermica soltanto attraverso i numeri – aggiunge l’Amministratore Delegato –. Vorrei un’azienda sempre più preparata, capace di innovare, di affrontare nuove sfide e di offrire alle persone la possibilità di crescere professionalmente. Arrivare a 60 anni con 60 dipendenti è una bella coincidenza, ma soprattutto mi ricorda che dietro un’azienda ci sono le persone. E questa sera il mio grazie va prima di tutto a loro".

Le celebrazioni di oggi diventano così l’occasione per ripercorrere una storia imprenditoriale e familiare iniziata nel 1966 con Niveo e Adriana, proseguita nel tempo con la seconda generazione: Annalisa, oggi alla guida di Idrotermica Buttrio, e Patrizia, insieme al marito Alessio Ballico, alla guida di Gesman. "Quando penso a quel carretto e poi guardo ciò che siamo riusciti a costruire, naturalmente provo orgoglio – conclude Niveo Paravano –. Ma la soddisfazione più grande non sono soltanto i cantieri o i risultati raggiunti. È vedere che quello che abbiamo iniziato Adriana ed io continua oggi attraverso le nostre figlie e attraverso le persone che lavorano nelle nostre aziende. Sono cambiate tantissime cose da quel 1966. La voglia di andare avanti, però, è rimasta la stessa”.

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