Dalla pensione a una nuova avventura: Licia apre il suo bar nel cuore di Illegio | VIDEO

A quasi 70 anni Licia apre il bar Amabile a Illegio, dedicandolo alla nonna. Una storia di radici, incontri e voglia di reinventarsi.

21 settembre 2026 10:46
Dalla pensione a una nuova avventura: Licia apre il suo bar nel cuore di Illegio | VIDEO -
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ILLEGIO – A quasi 70 anni ha scelto di rimettersi in gioco, trasformando un legame profondo con Illegio e oltre vent’anni di volontariato in una nuova avventura professionale. È la storia di Licia, protagonista dell’intervista realizzata per Nordest24 da Patrick Ganzini.

Dopo circa dieci anni di pensione, Licia ha deciso di aprire un bar proprio di fronte alla Casa delle Esposizioni di Illegio. Lo ha chiamato “Amabile”, un nome che racchiude contemporaneamente il gusto di un buon caffè e soprattutto il ricordo di una persona molto importante della sua vita: sua nonna.

Licia: «Volevo reinventarmi»

Nel corso dell’intervista, Patrick Ganzini ha ripercorso insieme a Licia le tappe che l’hanno condotta alla decisione di iniziare una nuova attività quando per molti sarebbe arrivato il momento di rallentare.

Per lei, invece, la pensione non è mai stata sinonimo di immobilità.

Prima di lasciare il mondo del lavoro, Licia era impiegata nella Cooperativa Carnica di Tolmezzo, realtà nella quale ha lavorato fino al 2015. Dopo la cessazione dell’attività della cooperativa, avendo già raggiunto i requisiti necessari, è andata in pensione.

Ma il rapporto con Illegio era cominciato molto prima.

Dal 2005 volontaria alle mostre internazionali di Illegio

Già nel 2005, dal secondo anno delle esposizioni internazionali organizzate nel paese, Licia aveva iniziato a prestare servizio come volontaria alla Casa delle Esposizioni.

All’inizio, ha raccontato a Nordest24, si trattava quasi di una sfida con se stessa e di un’esperienza dettata dalla curiosità. Con il passare degli anni è arrivata però una vera passione per i temi delle mostre curate da don Alessio Geretti.

Parallelamente sono cresciuti anche i rapporti con il pubblico.

Molti visitatori tornavano ogni estate e, stagione dopo stagione, quegli incontri diventavano appuntamenti tra persone che ormai si conoscevano: ci si raccontava come era trascorso l’anno, si parlava dei figli, delle famiglie e della vita quotidiana.

Un rapporto durato oltre vent’anni che ha reso Licia un volto familiare per chi frequenta Illegio.

La domanda dei visitatori che fa nascere l’idea

Proprio durante il volontariato ha iniziato a prendere forma il progetto del bar.

Nei momenti di maggiore affluenza, alcuni visitatori chiedevano dove fosse possibile fermarsi anche soltanto pochi minuti per bere un caffè. Gli altri locali del paese, soprattutto nelle giornate delle esposizioni più frequentate, potevano essere già pieni.

Da quelle richieste Licia ha intravisto una possibilità.

«Ho deciso di accogliere una nuova sfida», ha raccontato nell’intervista. Non più soltanto volontaria e pensionata, dunque, ma titolare di un’attività capace di fornire un servizio ai visitatori e, allo stesso tempo, diventare un punto di riferimento per chi vive a Illegio.

Una scelta maturata in un territorio, quello carnico, dove continuano a nascere nuove iniziative e servizi, come dimostrano anche i recenti investimenti e progetti avviati a Tolmezzo.

Perché il bar si chiama Amabile

La risposta parte da un gioco linguistico: un caffè può avere un gusto amabile, piacevole, morbido.

Ma dietro quella parola c’è soprattutto la famiglia.

Amabile era la nonna materna di Licia, nata proprio a Illegio e alla quale è sempre stata profondamente legata.

Dedicare a lei il locale è diventato quasi il compimento di un impegno personale, un modo per ricambiare idealmente l’affetto ricevuto e riportare nel paese qualcosa delle proprie radici familiari.

Una nonna, 13 figli e una grande famiglia carnica

Durante l’intervista emerge anche la storia della famiglia.

Nonna Amabile ebbe 13 figli, dei quali 11 sopravvissero. Due morirono piccolissimi. Una bambina, nata nel 1937, visse appena un giorno e mezzo.

Gli altri figli si stabilirono prevalentemente in Carnia e nelle zone vicine, mentre alcuni intrapresero la strada dell’emigrazione.

Licia racconta così una famiglia molto numerosa, variegata e anche, con affetto e ironia, un po’ «bizzarra». Una caratteristica nella quale ammette di riconoscersi.

Un bar pensato prima di tutto per la comunità

Amabile non nasce però soltanto come locale destinato alle persone che visitano le esposizioni.

L’ambizione di Licia è quella di creare un vero luogo d’incontro per gli abitanti di Illegio.

Dopo tanti anni di volontariato, molti residenti ormai la considerano una persona del paese. La risposta alla nuova attività, racconta, è stata molto positiva.

Ci sono i bambini che entrano a prendere il gelato, i ragazzi che scelgono il bar come punto nel quale darsi appuntamento e gli adulti che si fermano per bere un caffè e scambiare qualche parola.

Un piccolo spazio che ha iniziato rapidamente a sviluppare una propria comunità.

E accanto al caffè ci sono anche panini e altre proposte gastronomiche, particolarmente apprezzate dai clienti.

Il difficile debutto durante gli incendi in Carnia

I primi mesi di vita del nuovo locale hanno però coinciso anche con uno dei periodi più complessi vissuti recentemente dalla zona.

Gli incendi che hanno interessato la Carnia e l’area dell’Amariana hanno avuto conseguenze anche su Illegio.

Licia ricorda nell’intervista un secondo incendio divampato nei boschi della zona di Palaberte. Il 16 agosto la situazione era diventata particolarmente difficile: aria irrespirabile e cenere che cadeva dal cielo.

Il Comune aveva disposto la chiusura delle strade di accesso a Illegio, invitando gli abitanti a restare in casa e a non aprire le finestre.

Per un bar aperto da pochissimo è stato quello che Licia definisce un vero «battesimo del fuoco».

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