Immigrazione e multiculturalità, come cambiano le abitudini degli italiani

Lingue e culture un tempo a noi molto distantientrano oggi in contatto con il nostro paese in tanti modi, arrivandolentamente a cambiare diversi aspetti della quotidianità italiana. Perapprofondire qu...

10 dicembre 2020 04:00
Immigrazione e multiculturalità, come cambiano le abitudini degli italiani -
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Lingue e culture un tempo a noi molto distanti
entrano oggi in contatto con il nostro paese in tanti modi, arrivando
lentamente a cambiare diversi aspetti della quotidianità italiana. Per
approfondire questo particolare ambito, Global
Voices
, agenzia di traduzione e interpretariato professionale, ha creato
l’infografica “Immigrazione in Italia: come lingue e
culture di altri paesi stanno cambiando le nostre case
”.

Negli ultimi 5 anni sono oltre 350 mila i
nuovi arrivati in Italia, tra i principali paesi di provenienza troviamo
Romania (22,7%), Albania (8,3%) e Marocco (8,1%). L’Emilia Romagna è la regione
di destinazione preferita, con una percentuale del 12,5% di stranieri per
popolazione totale.

Al primo posto tra le lingue più parlate dagli
stranieri in Italia troviamo il rumeno, con quasi 800 mila madrelingua, seguito
da arabo (oltre 475 mila parlanti) e albanese (380 mila) - una importante
contaminazione linguistica non nuova per l’Europa, che già in epoche molto
distanti ha più volte valutato la possibilità di una lingua comune risultante
(anche) da contaminazioni di questo tipo.

Le numerose ondate migratorie hanno comportato
contaminazioni non solo linguistiche (falafel, surimi e ginseng sono solo
alcuni esempi che mostrano come anche il lessico quotidiano stia mutando in
seguito all’incontro tra culture) ma anche di tipo culturale.

Al giorno d’oggi, è ad esempio possibile
trovare influenze culturali in numerosi aspetti della nostra società, da cinema
e serie tv - due esempi recenti sono “Skam Italia” e “Nero a metà” - alla
cucina.

Proprio il cibo diventa spesso un’occasione di
contatto e scambio culturale: il 40% degli stranieri ha cucinato piatti tipici
per amici italiani e il 37% ha insegnato loro le proprie ricette. Anche gli
italiani amano sperimentare nuove frontiere a tavola: il 42% di chi mangia
fuori casa va in ristoranti etnici e il 24% lo fa con regolarità, e addirittura
il 75% degli italiani acquista prodotti etnici.

Ogni cultura ha poi le proprie religioni e
tradizioni, e negli ultimi anni in molte città italiane è facile entrare in
contatto con queste usanze: il Capodanno cinese con i suoi fuochi d’artificio,
il tradizionale Ramadan celebrato nelle moschee, il Natale ortodosso del 7
gennaio o il Diwali, la festa delle luci indiana che rappresenta un nuovo
inizio.

Oggi la cultura italiana si trova
costantemente in contatto con nuove usanze e tradizioni che arrivano da
lontano: identità diverse e apparentemente molto differenti fra loro
interagiscono ponendo le basi di una nuova società multiculturale.

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