Imprese familiari e private equity, a Udine sala gremita per il confronto tra esperti | LA DIRETTA
Imprese familiari e capitale: a Confindustria Udine confronto tra esperti su crescita, governance e private equity.
Sala gremita e pubblico attento, composto in prevalenza da imprenditori del Friuli Venezia Giulia, per l’incontro “Impresa di Famiglia: Crescere, Proteggere e Trasmettere il Valore”, che si è svolto ieri nella sede di Confindustria Udine. Un appuntamento che ha confermato quanto il tema della crescita, della protezione e dell’apertura del capitale sia oggi centrale per il tessuto produttivo del territorio.
A dare il via alla serata è stato il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, che con un intervento appassionato ha saputo coinvolgere fin da subito la platea, sottolineando la necessità per le imprese di affrontare con lucidità e visione strategica le trasformazioni in atto.
L’evento, organizzato dall’Agenzia Allianz di Codroipo e Trieste insieme ad Allianz S.p.A. e Allianz Bank Financial Advisors, ha messo a confronto competenze diverse ma complementari. A intervenire sono stati l’avvocato Luca Ponti, partner dello studio Ponti DePauli Partners, il dottor Alberto Rigotto, commercialista e revisore contabile, Massimo Roccia, responsabile Regulatory and Public Affairs di Allianz S.p.A., e Antonio Mocchi, Chief Operating Officer di Allianz Bank Financial Advisors.
Al centro del dibattito, moderato dalla giornalista Monica Bertarelli, il tema del private equity e, più in generale, delle operazioni di apertura del capitale, analizzate mettendo a confronto gli scenari nazionali con le dinamiche locali. Se a livello italiano si assiste a una crescita significativa delle operazioni straordinarie, tra ingressi di fondi, aggregazioni e riorganizzazioni societarie, sul territorio emergono ancora elementi di cautela, spesso legati a fattori culturali e alla struttura tipica dell’impresa familiare.
Dagli interventi è emerso come il ricorso a capitali esterni non rappresenti più solo una fase finale della vita aziendale, ma sempre più spesso uno strumento di sviluppo e consolidamento. Tuttavia, il percorso che porta a queste operazioni resta complesso: le trattative richiedono preparazione, trasparenza e una solida struttura di governance, elementi che non sempre sono presenti nelle realtà locali.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio alle dinamiche delle trattative, dove il valore di un’azienda si costruisce ben prima dell’incontro con un potenziale investitore. La qualità dei bilanci, la chiarezza degli assetti societari e la gestione dei rischi sono emersi come fattori determinanti, così come la capacità di distinguere tra patrimonio aziendale e personale, ancora oggi una criticità diffusa.
Accanto ai possibili freni, dalla diffidenza verso l’ingresso di nuovi soci alle difficoltà nel condividere il controllo, è stato però evidenziato anche il ruolo crescente degli strumenti di protezione e pianificazione, fondamentali per mettere in sicurezza le imprese e accompagnarle nei passaggi più delicati della loro evoluzione.
Il confronto ha offerto numerosi spunti di riflessione per il pubblico presente, confermando come il tema non sia più rinviabile: in un contesto in cui le opportunità di crescita e le pressioni competitive aumentano, la vera differenza per le imprese sarà la capacità di farsi trovare preparate.