In un volume la storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste

Udine. “Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste” è il titolo del libro che sarà presentato all’Università di Udine lunedì 7 ottobre, alle 17, nella sala Tomadini, in via Tomadini 30/a a...

04 ottobre 2019 11:16
In un volume la storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste -
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Udine. “Storia della vite e del vino in Friuli e a Trieste” è il titolo del libro che sarà presentato all’Università di Udine lunedì 7 ottobre, alle 17, nella sala Tomadini, in via Tomadini 30/a a Udine. Il volume, uscito per i tipi della Forum editrice, è curato da Enos Costantini e promosso dall’Accademia italiana della vite e del vino e pubblicato col sostegno dell’ex Provincia di Udine, dell’Ersa FVG e della Fondazione Friuli.

All’incontro
interverranno Andrea Garlatti, direttore del dipartimento di Scienze
economiche e statistiche
che ha organizzato la presentazione, il curatore del volume, Enos
Costantini, e i docenti Giovanni Farese, dell’Università europea di
Roma, e Vasco Boatto, dell’Università di Padova.

L’opera
racconta gli oltre duemila anni di storia della viticoltura in Friuli
Venezia Giulia dall’epoca preromana
fino al Novecento, attraverso i saggi di esperti del settore – tra cui i
docenti dell’ateneo friulano Andrea Cafarelli, Francesco Marangon,
Enrico Peterlunger, Mario Robiony e Pietro Zandigiacomo –, ma anche del
mondo dell’arte e della cultura.

Ampio
spazio è dedicato anche a tutte quelle attività collaterali, ma non
marginali, legate all’economia vitivinicola,
come la grappa, le lame per la potatura e gli innesti, le etichette per
le bottiglie, i contenitori, la cooperazione, la vivaistica, la
pubblicistica, i musei, il controllo delle avversità, le fiere e le
esposizioni per arrivare fino alle nuove frontiere della
genetica. Presentata per la prima volta anche la storia vitivinicola di
Trieste con un saggio che si dipana, secolo dopo secolo, fra il Carso e
il mare.

«Centovent’anni
fa – spiega Costantini – le viti si arrampicavano sugli alberi: nulla
era cambiato dai tempi
di Roma. Sessant’anni fa la viticoltura promiscua era ancora prevalente
rispetto a quella specializzata. Il vino era in buona parte
autoconsumato o commerciato su mercati a breve raggio. Ma i cambiamenti
dell'attività vitivinicola degli ultimi decenni non
devono certo far perdere la memoria: un vino senza radici è senz’anima e
senza fascino».

Uno squarcio di luce sulla storia vitivinicola del Friuli, quindi, «che si intreccia – sottolinea il curatore
– con quella di un popolo, di un territorio, di una cultura ed è parte di un patrimonio identitario ricco e sfaccettato».

Oltre
a essere uno strumento a supporto della viticoltura del Friuli Venezia
Giulia, «questo libro – evidenzia
Costantini – svuole contribuire alla conoscenza dell’estremo lembo
nord-orientale d’Italia, una piccola regione che ha saputo ritagliarsi
un grande nome anche grazie ai suoi vini».

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