DSA, BES e disabilità: differenze, normative scolastiche di riferimento e a chi rivolgersi per le diagnosi

Inclusione scolastica in crescita: aumentano studenti con disabilità, DSA e BES. Norme, differenze e strumenti per la scuola.

13 gennaio 2026 15:40
DSA, BES e disabilità: differenze, normative scolastiche di riferimento e a chi rivolgersi per le diagnosi -
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Secondo i dati ISTAT sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità relativi all’anno scolastico 2023-2024, “sono in aumento gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado: quasi 359mila nell’anno scolastico 2023-2024, il 4,5% del totale degli iscritti (+6% rispetto al precedente anno scolastico), 75mila in più negli ultimi cinque anni (+26%).” [Fonte Istat].

In concomitanza, è aumentata anche la disponibilità degli insegnanti di sostegno a supporto di studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e Bisogni Educativi Speciali (BES). La crescita del numero di studenti con esigenze educative particolari rende cruciale l’adozione di strategie efficaci per favorire il loro apprendimento.

Ma partiamo dalle differenze tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e i Bisogni Educativi Speciali (BES).

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento

I DSA rientrano nei disturbi del neurosviluppo e influenzano in particolare le abilità legate a lettura, scrittura e calcolo. Si tratta di condizioni come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. È importante sottolineare che non si tratta di malattie, ma di un diverso funzionamento delle aree cerebrali coinvolte nei processi cognitivi. Gli studenti con DSA affrontano degli ostacoli significativi in ambito scolastico, specialmente quando non ricevono il giusto supporto dalle istituzioni, dagli insegnanti e dalle famiglie. La mancanza di interventi adeguati può causare disagio e frustrazione agli alunni, ma, va detto che, negli ultimi anni, si è diffusa una maggiore consapevolezza sull’importanza di percorsi educativi personalizzati, in cui siano coinvolti docenti di sostegno specializzati e psicologi sia all’interno sia all’esterno della classe.

Che cosa si intende per Bisogni Educativi Speciali

I BES rappresentano un’ampia categoria che include studenti con difficoltà molto diverse tra loro, che necessitano di una didattica adattata alle loro esigenze. Le strategie didattiche possono essere temporanee o permanenti, e variano in base al tipo di difficoltà e al livello di collaborazione dello studente.
Rientrano tra i BES anche casi come i Disturbi Evolutivi Specifici (DES), l’Alto Potenziale Cognitivo (APC), difficoltà psicofisiche, condizioni di svantaggio sociale o culturale e le disabilità riconosciute.

Norme di riferimento per DSA e BES

Il principio della personalizzazione dei percorsi educativi è sancito dalla Legge 53 del 28 marzo 2003. I DSA, invece, sono normati in modo specifico dalla Legge 170/2010, che definisce criteri e strumenti per favorire l’inclusione scolastica.
Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, che ha colmato alcune lacune normative, riconoscendo l’eterogeneità delle situazioni che richiedono interventi mirati.
Tra gli strumenti principali vi sono i PDP – Piani Didattici Personalizzati – che adattano la metodologia e i contenuti didattici alle esigenze del singolo studente.
Diverse associazioni specializzate offrono supporto con strategie educative mirate, comprese attività pensate per valorizzare il potenziale degli studenti ad alto rendimento.
Infine, la Circolare MIUR n. 8 del 2013 ha ribadito il valore della diversificazione didattica, sottolineando che i bisogni educativi speciali sono tanti quanti gli stessi studenti.

Studenti con disabilità: riferimenti normativi e strumenti

In presenza di una disabilità riconosciuta, la normativa di riferimento è la Legge 104 del 5 febbraio 1992. La certificazione viene rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale tramite un’équipe multidisciplinare, ed è necessaria per l’assegnazione di un docente di sostegno.
Ogni anno, il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione (GLO) elabora il PEI – Piano Educativo Individualizzato – uno strumento essenziale per progettare un percorso educativo adeguato alle capacità e ai bisogni dello studente.
Il GLO è composto da insegnanti, genitori, rappresentanti dell’ASL, specialisti interni o esterni all’istituto e, quando possibile, lo stesso alunno, con il coordinamento di un referente nominato dal dirigente scolastico.

Da chi vengono riconosciuti gli alunni con disabilità

Gli alunni con disabilità vengono riconosciuti mediante una diagnosi che passa per un iter sanitario. L’iter sanitario parte da una visita della Commissione ASL/INPS che consente di ottenere la certificazione di invalidità e handicap (Legge 104/92), un documento che permette di attivare una serie di misure di supporto a livello scolastico, come l'insegnante di sostegno e la stesura del Piano Educativo Individualizzato. I passaggi per riconoscere le disabilità negli studenti sono:

  • visita medica e diagnosi clinica della disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, ecc)

  • richiesta della certificazione INPS: attraverso la diagnosi si può inviare una richiesta telematica per la visita presso la Commissione ASL/INPS per il rilascio della certificazione di invalidità e handicap

  • invio della certificazione all’istituto scolastico

  • studio ed elaborazione del Piano Educativo Individualizzato tramite l’incontro tra il Dirigente Scolastico e il Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione. Con il PEI si delineano gli obiettivi, le strategie e gli strumenti per l’inclusione, nonché le ore di sostegno

Da chi vengono riconosciuti i DSA?

La diagnosi di DSA è il primo passo per poter predisporre un percorso personalizzato che abbia come obiettivo il conseguimento del benessere dell’alunno, garantendogli altresì uno sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo equilibrato. Al contrario, in mancanza di una valutazione adeguata, gli studenti con DSA rischiano di sviluppare frustrazione, impotenza, bassa motivazione, scarsa autostima e diversi problemi comportamentali e sociali (Luna e Reis, 2004).

In Italia, la diagnosi di DSA viene erogata da appositi centri accreditati per la diagnosi e la certificazione DSA. Si tratta di centri abilitati che si avvalgono di un’equipe di specialisti riconosciuti a livello regionale, che dopo una serie di test rilascia la certificazione diagnostica valida ai fini scolastici come previsto dall’Allegato E del DGR 32/2020 e dalla nota N. 666990 del 27/07/20. In base alla certificazione ottenuta, lo studente avrà la possibilità di beneficiare di un Piano Didattico Personalizzato che andrà a tutelarlo, promuovendo inoltre il suo successo formativo, in conformità con la legge 170/2010.

Diagnosi DSA presso centri accreditati: una garanzia di eccellenza per le famiglie

La certificazione di una diagnosi DSA, quando viene erogata da un’equipe di professionisti, diventa una garanzia di eccellenza per le famiglie dei bambini o ragazzi con DSA, in quanto consente di ottenere, in tempi rapidi, una valutazione ai fini scolastici da parte di psicologi in possesso di requisiti particolarmente stringenti stabiliti dalle linee guida regionali. Tra questi vi è l’iscrizione all'Albo degli Psicologi e un percorso formativo post laurea specifico sui DSA, trecento ore di esperienza clinica accumulate negli ultimi tre anni nell'ambito dei DSA e altri requisiti che garantiscono la piena competenza di questi professionisti nel fornire alle famiglie e ai ragazzi con DSA diagnosi specialistiche accurate.

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