Informazione in friulano, pressing sulla Rai: pronti 1,2 milioni per il triennio 2026-2028
Diego Bernardis e Markus Maurmair sollecitano il servizio pubblico dopo lo stanziamento regionale e il coinvolgimento di Arlef.
TRIESTE - Sul tavolo ci sono 1,2 milioni di euro già stanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia per rafforzare l’informazione in lingua friulana nel triennio 2026-2028, ma ora l’attenzione si sposta sulla Rai. I consiglieri regionali Diego Bernardis (Fp) e Markus Maurmair (FdI) chiedono che il confronto con il servizio pubblico e con Rai Com si chiuda in tempi rapidi, così da tradurre le risorse disponibili in programmi e in una presenza più strutturata della marilenghe.
La presa di posizione arriva dopo il percorso istituzionale avviato negli ultimi anni in Consiglio regionale. Bernardis, presidente della V Commissione, ricorda di aver seguito il dossier fin dalle prime audizioni e sottolinea che nel dicembre 2024 l’Aula aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno, promosso insieme a Maurmair e Manuela Celotti, per rafforzare l’informazione in friulano e il ruolo della Rai.
Le tappe del finanziamento regionale
Il passaggio decisivo, secondo quanto ricostruito dai due consiglieri, è arrivato nel dicembre 2025, quando è stato presentato l’emendamento che ha previsto uno stanziamento di 400mila euro l’anno per tre anni, con il sostegno della Giunta regionale e in particolare degli assessori Roberti e Zilli. Le risorse coprono quindi il periodo 2026-2028.
A questo si è aggiunto, nel luglio 2026, un nuovo sollecito indirizzato alla Rai: una richiesta urgente sottoscritta, tra gli altri, anche dal presidente Fedriga per ribadire la necessità di arrivare rapidamente a una soluzione operativa.
Nel frattempo la Regione ha già individuato in Arlef il soggetto attuatore. Per Bernardis e Maurmair questo significa che la parte regionale è stata completata e che ora serve un passaggio concreto da parte del servizio pubblico.
La richiesta alla Rai e a Rai Com
Nel merito, i due esponenti della maggioranza regionale sostengono che non ci siano più margini per ulteriori rinvii. Maurmair evidenzia che, dopo aver messo a disposizione le risorse e definito il quadro attuativo, occorre che anche la Rai faccia la propria parte, garantendo una presenza adeguata e continuativa dell’informazione in friulano.
Il nodo, quindi, non riguarda nuovi stanziamenti ma l’utilizzo pieno dei fondi già previsti. La richiesta è che il confronto con l’azienda e con Rai Com si chiuda con una risposta chiara, in modo da aumentare davvero l’offerta informativa in marilenghe e dare seguito agli impegni assunti sul fronte della tutela linguistica.
Sul tema dei fondi destinati al servizio pubblico in lingua friulana si inserisce anche il dibattito già emerso nelle scorse settimane sui fondi Rai per l’informazione in friulano, con l’attenzione concentrata sulla partenza effettiva dei contenuti finanziati.
Il percorso avviato in Consiglio regionale
Bernardis richiama il lavoro sviluppato in V Commissione e in Consiglio regionale come base politica del provvedimento. L’ordine del giorno approvato nel 2024, l’emendamento del 2025 e il sollecito del luglio 2026 vengono indicati come i tre passaggi principali di un iter che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe dovuto portare più rapidamente all’attivazione del servizio.
Per i due consiglieri, il riconoscimento della lingua friulana deve passare anche attraverso la Rai, con una presenza stabile dell’informazione dedicata nel servizio pubblico radiotelevisivo. L’ultimo passaggio concreto richiamato nella nota resta proprio la richiesta urgente inviata alla Rai nel luglio 2026 e sottoscritta anche dal presidente Fedriga.