Vendono limonate per comprare il Ciao e vengono denunciati: parla il padre | VIDEO

Marian, padre di uno dei tre ragazzi, racconta il banchetto nato per raccogliere i soldi necessari a comprare il Ciao.

06 agosto 2026 11:14
Vendono limonate per comprare il Ciao e vengono denunciati: parla il padre | VIDEO -
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PRADAMANO - Tre amici tra i 13 e i 14 anni, un piccolo banchetto davanti a casa e un sogno da realizzare con il proprio impegno: raccogliere il denaro necessario per acquistare tre motorini Ciao.

La loro iniziativa, però, è durata soltanto pochi giorni. Dopo la segnalazione formale di un cittadino, la Polizia locale è dovuta intervenire e spiegare ai ragazzi che l’attività non rispettava i requisiti previsti.

A raccontare tutta la vicenda nell’intervista condotta da Patrick Ganzini per Nordest24 sono l’ex vicesindaco di Pradamano Andrea Zorzini e Marian, padre di uno dei tre giovani protagonisti.

Tre amici e il sogno del Ciao

I ragazzi avrebbero potuto trascorrere l’estate davanti a un monitor oppure chiedere direttamente ai genitori il denaro necessario per acquistare i motorini.

Hanno scelto invece una strada diversa: organizzare un piccolo punto di ristoro sulla soglia del cortile dell’abitazione di uno di loro, nelle vicinanze di piazza Zardini.

Con un banchetto e un ombrellone offrivano limonata, acqua fresca, caffè e qualche pasticcino, chiedendo in cambio un’offerta libera.

L’obiettivo era semplice: mettere da parte abbastanza soldi per acquistare tre Ciao, uno per ciascuno.

In piedi dalle cinque del mattino

Nell’intervista, Andrea Zorzini racconta l’impegno con cui i ragazzi affrontavano ogni giornata.

«Alle cinque o alle sei del mattino si svegliavano per preparare il banchetto e l’ombrellone», spiega l’ex amministratore.

Non si trattava quindi di un passatempo improvvisato, ma di un piccolo progetto portato avanti con costanza, sacrificio e voglia di fare.

La loro iniziativa aveva suscitato simpatia tra molti residenti, colpiti dal fatto che tre giovanissimi avessero deciso di lavorare per raggiungere il proprio obiettivo.

La segnalazione di un cittadino

Dopo una manciata di giorni, però, qualcuno ha presentato una segnalazione formale.

A quel punto la Polizia locale è stata obbligata a intervenire. Gli agenti hanno spiegato ai ragazzi e alle famiglie che l’attività non disponeva delle autorizzazioni e dei requisiti previsti.

Dalle informazioni disponibili non emerge una denuncia penale nei confronti dei minorenni. La vicenda si sarebbe conclusa con un ammonimento e con l’interruzione del banchetto.

Gli stessi operatori, secondo quanto raccontato, non avrebbero voluto trovarsi nella situazione di dover fermare un’iniziativa nata con intenzioni positive.

Il racconto di Marian

Durante l’intervista, Marian, padre di uno dei ragazzi, racconta la delusione vissuta dai tre amici dopo l’interruzione del progetto.

Per loro non era soltanto un modo per raccogliere denaro. Il banchetto rappresentava la possibilità di dimostrare di essere capaci di impegnarsi e raggiungere autonomamente un obiettivo.

Marian ricostruisce anche l’organizzazione delle giornate e il sostegno offerto dalle famiglie, che avevano osservato con orgoglio l’impegno dei figli.

«Un bel gesto da parte loro»

Andrea Zorzini riconosce che la situazione presentava aspetti formalmente irregolari.

«È evidente che fosse una situazione borderline e che mancassero i requisiti formali, ma da parte loro è stato un bel gesto», sottolinea.

Secondo l’ex vicesindaco, la questione avrebbe potuto essere affrontata attraverso il dialogo con i ragazzi e con i genitori, evitando di spegnere bruscamente un’esperienza dal forte valore educativo.

Zorzini esprime inoltre amarezza per la scelta dell’adulto che ha presentato la segnalazione, giudicata da molti cittadini eccessiva rispetto alla natura dell’iniziativa.

La reazione della comunità

La storia ha fatto rapidamente il giro del paese e dei social, provocando numerosi commenti.

Molte persone si sono schierate dalla parte dei ragazzi, sottolineando come la loro voglia di lavorare meritasse di essere sostenuta e indirizzata, anziché semplicemente bloccata.

Il dibattito ha messo a confronto due aspetti: da una parte il rispetto delle norme amministrative, commerciali e sanitarie; dall’altra il valore educativo di tre adolescenti che cercano di guadagnarsi ciò che desiderano.

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