In\Visible Cities chiude a Gradisca con Marco D’Agostin e Daniele Ninarello
Domenica 6 settembre 2026 spettacoli gratuiti al Teatro Nuovo e in corte Marco d’Aviano, con prenotazione consigliata.
GRADISCA D’ISONZO - Ultima giornata per In\Visible Cities, che domenica 6 settembre 2026 chiude a Gradisca d’Isonzo puntando sulla danza contemporanea con due nomi centrali della scena italiana: Marco D’Agostin e Daniele Ninarello. Il programma si concentra tra corte Marco d’Aviano, Teatro Nuovo, Palazzo del Monte di Pietà e CasaFestival, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti e prenotazione consigliata.
Il momento centrale della serata è Asteroide, lo spettacolo di Marco D’Agostin in programma alle 19 al Teatro Nuovo. Prima, alle 18 in corte Marco d’Aviano, spazio a “I offer myself to you” di Daniele Ninarello. Nel corso della giornata restano inoltre visitabili l’installazione immersiva “What Will We Do Without Exile?” di Basel Zaraa e “Segni di Resistenza” di Etnorama.
Gli spettacoli di domenica
Ad aprire il pomeriggio sarà Daniele Ninarello con “I offer myself to you”, in scena alle 18 in corte Marco d’Aviano. La performance nasce attorno al tema dell’attesa vissuta nella solitudine e al desiderio di lasciarsi orientare dalle voci degli altri. Per costruire il lavoro, Ninarello ha coinvolto tre artisti - Cristina Donà, Elena Giannotti e Alessandro Sciarroni - chiedendo loro suoni, istruzioni, tracce e suggestioni da tradurre attraverso il corpo.
Il risultato è una performance in cui il corpo del performer diventa uno spazio attraversato da presenze invisibili, memorie e indicazioni ricevute, in una riflessione su relazione e permanenza dell’altro. Il progetto è promosso in collaborazione con la compagnia Arearea. Ninarello, formatosi alla Rotterdam Dance Academy, nel 2013 ha fondato Codeduomo ed è artista associato a Gender Bender per il triennio 2025-2027.
Alle 19 al Teatro Nuovo toccherà invece a Marco D’Agostin con “Asteroide”, lavoro debuttato nel 2025 al Piccolo Teatro di Milano. Lo spettacolo parte da una falsa conferenza scientifica, con un paleontologo che si presenta al pubblico parlando di ossa, estinzioni e materiale cosmico, ma il dispositivo cambia progressivamente registro: la divulgazione lascia spazio al sentimento, la parola tende al canto e il corpo alla danza.
D’Agostin costruisce così un attraversamento tra scienza, teatro e musical, fino a un vero confronto con l’immaginario di Broadway. Performer, danzatore, coreografo e regista, è fondatore di VAN, vincitore di tre Premi UBU ed è stato artista associato al Piccolo Teatro di Milano.
Le installazioni visitabili
La giornata non si esaurisce con gli spettacoli dal vivo. Al Palazzo del Monte di Pietà, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 19, il pubblico potrà entrare di nuovo nell’universo di “What Will We Do Without Exile?” dell’artista palestinese Basel Zaraa. L’installazione accoglie i visitatori dentro una tenda da rifugiati trasformata in giardino.
Dalle 17 alle 20 resterà aperta anche CasaFestival, all’ex enoteca “La Serenissima”, che durante le giornate gradiscane del festival funziona come punto di ritrovo e spazio di chiusura serale. Nello stesso orario sarà ancora visitabile “Segni di Resistenza” di Etnorama.
Ingresso gratuito e prenotazioni
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. La prenotazione è fortemente consigliata via WhatsApp o sms al 328 8535125, indicando nome, cognome, spettacolo e numero di biglietti richiesti.
Eventuali variazioni di orario o di sede saranno comunicate attraverso i canali social del festival e con messaggio diretto alle persone prenotate.
Accessibilità degli spazi
Gli spazi e gli appuntamenti del festival sono stati mappati con icone che segnalano il livello di accessibilità per il pubblico con disabilità. Sul fronte dell’accessibilità, l’edizione 2026 collabora anche con il progetto ARIA promosso dal Comune di Sagrado.
In\Visible Cities è organizzato da Quarantasettazeroquattro ed è cofinanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo, che sostiene anche la rassegna Zero gradi di separazione. “Ars. Arti Re(l)azioni Scienze” è invece un progetto del Comune di Gradisca d’Isonzo finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e curato da Quarantasettazeroquattro e Kaleidoscienza, in partenariato con Puntozero, Compagnia Arearea e Kilonova Art.