Javier Bardem e Greenpeace lanciano «SLAPP Suit» contro le cause intimidatorie

Presentato in tutto il mondo il cortometraggio sulle SLAPP, le cause usate per colpire attivisti, giornalisti e organizzazioni

A cura di Web Team Web Team
28 maggio 2026 12:55
Javier Bardem e Greenpeace lanciano «SLAPP Suit» contro le cause intimidatorie -
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ROMA - Javier Bardem e Yasmin Finney sono i protagonisti di «SLAPP Suit», il cortometraggio diffuso oggi a livello mondiale da Greenpeace International per denunciare le cause legali temerarie con cui, secondo l’organizzazione, le grandi aziende inquinanti cercano di mettere a tacere il dissenso.

Il film affronta il tema delle cosiddette SLAPP, acronimo di Strategic Lawsuits Against Public Participation, cioè le azioni giudiziarie che vengono usate per trascinare in tribunale attivisti, giornalisti, whistleblower e organizzazioni non profit, imponendo loro spese legali elevate, consumo di tempo e di risorse e ostacolando così la prosecuzione delle denunce sui danni ambientali.

Al centro della campagna c’è anche il lungo contenzioso che vede contrapposte Greenpeace negli Stati Uniti e Greenpeace International alla società statunitense Energy Transfer, attiva nel settore degli oleodotti. Nell’ultimo decennio, riferisce Greenpeace, l’azienda ha promosso una serie di cause ritenute infondate nel tentativo di limitare la libertà di espressione, soffocare le proteste del movimento indigeno di Standing Rock e colpire la resistenza pacifica contro l’oleodotto Dakota Access.

«Ho realizzato questo film perché Greenpeace sta affrontando una gigantesca battaglia legale sulla libertà di espressione — ha dichiarato l’attore e attivista premio Oscar Javier Bardem — ma in realtà riguarda qualcosa di molto più grande: i tentativi diffusi di mettere a tacere l’attivismo. Il tipo di cause intentate dalla società di oleodotti Energy Transfer viene usato anche per silenziare giornalisti, artisti e cittadini che hanno a cuore le proprie comunità. La domanda non è perché protestare. Ma come potremmo non farlo, se vogliamo preservare la nostra libertà di esprimere il dissenso?».

Secondo Greenpeace, le tattiche di intimidazione di questo tipo non riguardano soltanto l’organizzazione ambientalista. Le aziende inquinanti, sostiene il gruppo, sanno che le proteste producono effetti e per questo cercano di scoraggiare chiunque decida di esporsi in prima persona per difendere le persone o il pianeta.

Nel cortometraggio compare anche l’attrice britannica Yasmin Finney, candidata ai Children’s and Family Emmy Awards. «Molte persone ancora non credono che i nostri diritti siano davvero sotto attacco, ed è per questo che abbiamo realizzato questo film: la battaglia legale di Greenpeace contro Energy Transfer è un esempio di resistenza, ma ce ne sono molti altri. I prepotenti temono la forza dell’impegno collettivo, ed è proprio questo di cui abbiamo bisogno oggi», ha dichiarato.

Greenpeace ricorda inoltre che negli ultimi anni anche Shell, Total ed Eni hanno avviato cause temerarie contro diverse realtà dell’organizzazione. Alcuni di questi procedimenti sono stati respinti, mentre resta ancora aperta la causa intentata da Eni contro Greenpeace Italia.

Il caso italiano nasce dopo che Greenpeace Italia e Recommon hanno promosso la prima climate litigation italiana contro Eni. In seguito, il gruppo energetico ha denunciato le due organizzazioni per diffamazione, in una sequenza che, secondo Greenpeace, lascia pensare a una precisa strategia intimidatoria. L’associazione sottolinea inoltre che Eni ha ricevuto per due anni consecutivi il premio di “campione di SLAPP” assegnato dalla coalizione CASE.

Sul fronte statunitense, Greenpeace USA e Greenpeace International stanno continuando la battaglia giudiziaria contro la condanna da 345 milioni di dollari emessa nell’ambito della causa avviata da Energy Transfer in North Dakota. In Europa, invece, Greenpeace International, che ha sede nei Paesi Bassi, porta avanti una causa anti-SLAPP definita storica, con l’obiettivo di chiedere conto a Energy Transfer delle ripetute azioni giudiziarie temerarie sulla base della legge olandese e della nuova direttiva anti-SLAPP dell’Unione Europea.

«Queste tattiche di intimidazione sono ormai prassi anche nel nostro Paese, che detiene il primato europeo per l’abuso di cause temerarie. Per questo serve una normativa anti-SLAPP in grado di tutelare la libertà di espressione e di protesta pacifica», ha dichiarato Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

Il cortometraggio «SLAPP Suit» è stato lanciato il 28 maggio 2026 in tutto il mondo da Greenpeace International.

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