Laura Degan, il vescovo di Padova propone una messa ogni 15 settembre

Alla sede di AIL Padova è stato presentato “Un sì al Cielo”, nato dalla testimonianza della madre di Laura.

09 ottobre 2026 16:38
Laura Degan, il vescovo di Padova propone una messa ogni 15 settembre -
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PADOVA - Dalla presentazione di un libro è arrivata anche una proposta concreta per le famiglie che hanno perso un figlio: ritrovarsi ogni anno il 15 settembre, nella memoria della Madonna Addolorata, per una messa dedicata ai bambini scomparsi prematuramente e ai loro cari. L’iniziativa è stata indicata dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, intervenuto venerdì 9 ottobre nella sede di AIL Padova durante la presentazione di “Un sì al Cielo”.

Il volume, scritto da Enrico Graziano Giovanni Solinas e pubblicato da Velar, ricostruisce la storia di Laura Degan, morta l’11 settembre 1994 a soli sette anni dopo una dolorosa malattia. Il libro nasce dalla testimonianza della madre, Paola Franceschetto Degan, ed è stato presentato alla presenza dei familiari.

Laura Degan, il vescovo di Padova propone una messa ogni 15 settembre

A moderare l’incontro è stato don Marco Eugenio Brusutti, presbitero della Diocesi di Trieste, bioeticista e presidente di AIL Padova. Al centro della serata il racconto della breve vita di Laura, della malattia e della fede con cui la bambina e la sua famiglia affrontarono quel periodo.

La proposta del vescovo di Padova

Nel suo intervento, mons. Claudio Cipolla ha espresso vicinanza ai genitori di Laura Degan e, più in generale, a tutte le famiglie colpite da un lutto simile. Il vescovo ha spiegato di voler trasformare questa occasione in un appuntamento stabile di incontro e preghiera per chi ha accompagnato una persona cara durante una lunga malattia, con un’attenzione particolare ai genitori che perdono un figlio.

«La comunità dei credenti deve saper stare dove c’è il dolore, dove c’è la sofferenza. È il dolore dei familiari, degli amici, di un’intera comunità», ha detto Claudio Cipolla, proponendo di ritrovarsi ogni anno il 15 settembre per celebrare insieme una messa.

La storia raccontata in “Un sì al Cielo”

Nel libro, Solinas spiega di avere raccolto e trascritto il racconto della madre di Laura: «Ho soltanto prestato la mia mano e la mia penna a mamma Paola, la quale mi ha raccontato non senza riviverla, tutta la storia di Laura».

Dalle pagine emerge il profilo di una bambina descritta come profondamente sostenuta dalla fede, nella preghiera quotidiana e nel rapporto con chi le stava accanto. L’autore la definisce «piccola, ma un vero e proprio “gigante nella Fede”», collocando questa dimensione spirituale dentro il racconto della malattia e della vita familiare.

Alla vicenda personale di Laura si lega anche quella del reparto di Oncoematologia pediatrica di Padova, dove la bambina fu curata dal professor Luigi Zanesco. Nella presentazione al volume, Brusutti ricorda il medico come una persona che «ha insegnato a me e a tutti coloro che lo hanno incontrato che cosa significa “amare”».

Il ricordo dei medici e il sostegno alle famiglie

Durante l’incontro è intervenuta anche Maria Caterina Putti, pediatra di oncoematologia che seguì Laura durante il percorso di cura. Il suo ricordo restituisce il carattere della bambina e il segno lasciato nel reparto: «Laura aveva una grinta e una voglia di vivere, di essere sempre presente nella propria vita, di esserne l’attore principale. Ricordo una bambina affaticata, ma anche divertente, simpatica, una che non te le mandava a dire».

Putti ha aggiunto che l’esperienza vissuta accanto a Laura e alla comunità costruita intorno a lei è stata «una ricchezza» anche per i medici, diventando un insegnamento capace di orientare scelte di vita e professione.

La presentazione ha offerto anche l’occasione per parlare di cura, volontariato e sostegno quotidiano alle famiglie, richiamando il valore dell’ascolto, della presenza e dell’attenzione ai bisogni concreti durante la malattia. Nel volume è citata anche una lettera del cardinale Angelo Comastri ai familiari, con l’auspicio che la storia di Laura «entri in tante case».

Il ruolo di AIL Padova

AIL Padova opera da oltre 50 anni nella lotta contro i tumori del sangue. Nel tempo è stata la prima associazione a sostenere la nascita del reparto di Oncoematologia pediatrica fondato dal prof. Luigi Zanesco, contribuendo alla formazione del personale medico e paramedico con borse di studio, congressi e aggiornamenti.

Laura Degan, il vescovo di Padova propone una messa ogni 15 settembre

L’associazione ha inoltre sostenuto i laboratori di ricerca scientifica e le corsie del reparto con attrezzature moderne, ed è stata ideatrice e sostenitrice del servizio di assistenza domiciliare specialistica pediatrica. Tra le attività ricordate anche il supporto ai genitori con borse di ricerca e di lavoro, animazione, case di accoglienza, supporto psicologico lungo tutto il percorso di cura e servizio di accompagnamento alle terapie.

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