Lavoro, l’appello contro i divari di genere: servono interventi strutturali

Al convegno della Commissione pari opportunità a Udine, Serena Pellegrino e Manuela Celotti richiamano salari, maternità e lavoro di cura.

26 ottobre 2026 18:53
Lavoro, l’appello contro i divari di genere: servono interventi strutturali -
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"Il convegno organizzato dalla Commissione regionale per le pari opportunità del Fvg a Udine, nella sede della Regione, evidenzia la necessità di una revisione strutturale delle politiche economiche e sociali regionali per colmare il divario di genere nel lavoro. I dati strutturali presentati evidenziano che la parità di genere nel lavoro in regione rimane un obiettivo lontano, aggravata da un'alta incidenza di part-time involontario e precarietà femminile". Così in una nota le consigliere regionali Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) e Manuela Celotti (Pd) a margine del convegno dal titolo 'Donne e lavoro in Friuli Venezia Giulia: bilanci, criticità, prospettive'.

Retribuzioni e investimenti per la parità

"La parità retributiva e l'occupazione femminile - sottolineano le consigliere di opposizione - richiedono investimenti mirati per un reale superamento delle misure assistenziali di facciata. C'è la necessità di una svolta politica e di azioni legislative vincolanti per contrastare il divario salariale e previdenziale. Nello specifico, l'occupazione femminile rappresenta una straordinaria occasione di crescita che richiede investimenti mirati in competenze e conoscenza".

"Non basta però aumentare i numeri - evidenziano Pellegrino e Celotti -, ma serve un salto di qualità legato all'efficienza dei servizi e al pieno rispetto della dignità di ogni donna. Nonostante i progressi e una maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro, persistono ostacoli profondi".

Maternità, salari e lavoro di cura

"Le difficoltà - prosegue la nota - non riguardano solo l'accesso all'impiego, ma anche il rientro dopo la maternità, un paradosso evidente se consideriamo che circa il 60% di chi ha una laurea è donna. A questo si aggiunge un divario salariale impietoso, che penalizza i redditi attuali e si riflette pesantemente sull'assegno pensionistico futuro. Alla base resiste in modo granitico un modello sociale che vede la donna impegnata nel lavoro di cura familiare, visione purtroppo diffusa persino tra alcuni soggetti appartenenti alle fasce più giovani. I numeri parlano chiaro: una donna occupata dedica circa il 42% del proprio tempo al lavoro familiare, quota che sale a quasi il 50% per le madri che lavorano, a fronte del solo 19% da parte dell'uomo".

Congedi paritari e conciliazione familiare

Concludono le esponenti del Centrosinistra: "I passi avanti sono reali, ma non bastano a scardinare i divari strutturali. Creare i presupposti per inserire le donne nel mondo del lavoro è fondamentale, ma diventa fallimentare se non si creano i presupposti affinché queste lavoratrici possano avere non solo condizioni lavorative di qualità, ma anche quelle personali, ponendo come prioritaria la conciliazione familiare. Diventa cruciale rispetto a questo spingere affinché il Parlamento legiferi sui congedi parentali paritari e sostenere le aziende che anche attraverso la contrattazione, pure di secondo livello, premiano percorsi virtuosi di promozione della parità".

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