Lavoro e donne in Fvg, Fasiolo: passi avanti ma il gap salariale resta
La consigliera regionale Pd richiama il convegno su donne e lavoro e chiede servizi, scuole e tempi di vita strutturati.
"Ci sono segnali positivi, come il calo del part-time involontario e la riduzione del divario di genere tra i profili più istruiti, ma il gap salariale resta inaccettabile, toccando il 20 per cento anche nel pubblico impiego, nonostante le donne abbiano superato gli uomini per titoli di studio fin dagli anni '90". Lo afferma in una nota la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), ritornando a riflettere sul convegno "Donne e lavoro in Friuli Venezia Giulia: bilanci, criticità e prospettive" promosso dalla Commissione regionale per le pari opportunità.
Le cause del divario e i carichi di cura
A frenare l'equità sono gli stereotipi culturali - rimarca la Fasiolo - e la difficile conciliazione tra professione e famiglia. I dati regionali parlano chiaro: una donna occupata dedica alle mansioni domestiche il 41,7 per cento del proprio tempo di lavoro, contro il 19,7 per cento degli uomini; quota che sale al 49 per cento per le madri. A complicare il quadro si aggiunge la diffusa chiusura scolastica il sabato. "Come si lascia solo un ragazzo tra i 12 e i 14 anni? Il tema educativo, dell'accudimento e della sicurezza è centrale".
Servizi e tempi di vita per le lavoratrici
"Le donne in Fvg lavorano soprattutto nel terziario, nella sanità e nell'artigianato, muovendosi in un contesto demografico critico, segnato dal progressivo invecchiamento della popolazione, specie femminile. Le misure regionali per le famiglie ci sono, ma alcune, come il microcredito, vanno ancora attivate. Servono con urgenza servizi, scuole e tempi di vita strutturati a misura di lavoratore. Altrimenti - conclude la consigliera dem - il prezzo più alto continueranno a pagarlo solo le donne".