Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie

Rosolen richiama formazione e conciliazione; nel 2025 le occupate in Fvg sono cresciute del 6,6% rispetto al 2018.

26 ottobre 2026 20:00
Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie -
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Udine, 26 ottobre - "La legge regionale sull'innovazione sociale, approvata nel novembre 2025, è uno strumento che ci permette di sviluppare ecosistemi territoriali e di costruire risposte calibrate sui bisogni delle comunità. Dobbiamo superare gli interventi isolati e mettere in rete istituzioni, imprese e parti sociali, affinché le politiche pubbliche possano integrarsi con azioni concrete nei luoghi di lavoro e nei territori". È il messaggio dell'assessore regionale al Lavoro, Istruzione, Università e Famiglia, Alessia Rosolen, intervenuta a chiusura del convegno promosso dalla Commissione regionale per le pari opportunità (Crpo Fvg).

Il convegno sulle pari opportunità

Dedicato alla condizione femminile nel mercato del lavoro, il convegno è stato aperto nella sede della Regione dalla presidente della Crpo Dusy Marcolin alla presenza - tra gli altri - del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e della rettrice dell'Università di Trieste Donata Vianelli.

Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie
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Divari nel lavoro e condizioni per i giovani

Rosolen ha richiamato la necessità di affrontare in modo integrato i divari occupazionali e retributivi, le difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro e la questione demografica, sottolineando come le criticità riguardino non soltanto le donne, ma anche le giovani generazioni. "I giovani non se ne vanno soltanto perché cercano opportunità di crescita personale: spesso partono perché all'estero trovano maggiore sicurezza contrattuale, retribuzioni adeguate e un riconoscimento del percorso di studio e delle competenze acquisite".

L'assessore ha evidenziato i risultati raggiunti dal Friuli Venezia Giulia sul fronte della formazione, indicando nella qualificazione delle competenze uno degli strumenti per favorire l'ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro. Accanto alla formazione, ha rimarcato il ruolo decisivo dei servizi per le famiglie, dal sistema dei nidi all'ampliamento del tempo scuola, fino ai centri estivi e ai doposcuola.

"Abbiamo bisogno di costruire risposte omogenee su tutto il territorio regionale, tenendo conto delle differenze tra le comunità locali. Il primo bando per sostenere i servizi integrativi al sistema scolastico ci ha permesso di rilevare quanto siano ancora disomogenee le opportunità disponibili nei diversi territori. È anche attraverso questo lavoro - ha osservato Rosolen - che la Regione può contribuire alla conciliazione tra tempi di vita e lavoro e sostenere concretamente le famiglie", ha rimarcato Rosolen, aggiungendo che questa azione deve accompagnarsi al coinvolgimento delle imprese e delle parti sociali, anche attraverso la contrattazione di secondo livello.

"Per molti decenni abbiamo discusso dei diritti delle donne quando diventano madri, interrogandoci se fosse sufficiente intervenire sulla condizione della madre lavoratrice o se fosse necessario, contestualmente, modificare anche il ruolo del padre e le prospettive di entrambi i genitori. Noi abbiamo scelto di passare dalle discussioni agli interventi concreti: lo scorso anno abbiamo introdotto un contributo di 250 euro al mese per i primi dodici mesi dalla nascita di un figlio per ogni donna che lavora in Friuli Venezia Giulia, importo che sale a 500 euro se la madre ha meno di 30 anni. Una scelta che tiene conto delle difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e della precarietà che colpiscono soprattutto i più giovani" ha ricordato Rosolen.

Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie
Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie

"Dobbiamo mettere insieme un quadro il più ampio possibile di azioni per rendere attrattiva la nostra regione. È evidente che non possiamo invertire la tendenza delle nascite con interventi isolati: le questioni demografiche che affrontiamo oggi sono anche il risultato di anni di politiche che non hanno investito abbastanza sulla famiglia. Per questo dobbiamo immaginare anche un ruolo diverso del settore pubblico" ha rilanciato Rosolen.

"In questi anni abbiamo imparato che sono le persone a scegliere quali condizioni rispondono davvero alle loro esigenze. Lo abbiamo visto dopo il Covid, con il fenomeno delle grandi dimissioni: un fenomeno che forse è stato analizzato soprattutto dal punto di vista lavorativo, ma che in realtà racchiudeva tutte le richieste che oggi abbiamo sentito esprimere dalle organizzazioni sindacali e che sono condivise da molte delle persone presenti in questa sala. Riguardava il rapporto con il lavoro, la contrattazione, le situazioni personali e il valore che ciascuno attribuisce alla propria vita lavorativa".

"In passato incentivavamo le assunzioni senza distinguere. Oggi riteniamo sia importante premiare in modo specifico le assunzioni di giovani e donne" ha sottolineato Rosolen, rivendicando anche il lavoro della Regione per mettere in campo interventi a sostegno dei talenti e quindi per aumentare l'attrattività del Friuli Venezia Giulia.

I dati sull’occupazione femminile in Fvg

I dati sull'occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia confermano una crescita significativa. Nel 2025 le donne occupate erano 239.913, il 6,6% in più rispetto al 2018, a fronte di un aumento del 2% per gli uomini. Nel primo semestre 2026 le occupate hanno superato quota 241.600, con una crescita del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 65,7% nel secondo trimestre 2026.

Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie
Lavoro femminile, il convegno Crpo affronta divari e servizi alle famiglie

Migliora anche la qualità dell'occupazione: tra il 2018 e il 2025 le lavoratrici a tempo pieno sono aumentate dell'11%, mentre le donne in part-time involontario sono diminuite del 30,1%, passando da 41.864 a 29.269. Rimane tuttavia aperta la questione retributiva: nel 2024 la retribuzione annua lorda media femminile si attestava a 19.726 euro, contro i 29.292 euro degli uomini, con una differenza di 9.566 euro.

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