Lavoro giovanile, per CNA il costo per le imprese italiane supera i 180 euro ogni 100 netti
Secondo una simulazione di CNA Treviso, assumere un under 25 a tempo indeterminato può costare oltre 43.500 euro l’anno.
Treviso, 31 ottobre 2026
Lavoro giovanile, Cna: in Italia per ogni 100 euro netti in busta paga il costo per l’impresa può superare i 180 euro
Il presidente provinciale CNA Treviso, Gianpaolo Stocco: «Servono misure strutturali per rendere sostenibili le assunzioni, abbattendo il cuneo fiscale, per poter garantire ai giovani opportunità di lavoro stabili e durature»
Il confronto con gli altri Paesi europei
Garantire a un giovane lavoratore 24.000 euro netti all’anno può costare a una piccola impresa italiana oltre 43.000 euro, considerando retribuzione, imposte, contributi previdenziali e TFR. In pratica, per ogni 100 euro netti che arrivano in busta paga, l’azienda può arrivare a sostenerne un costo superiore a 180 euro: il livello più elevato tra i principali Paesi europei analizzati dalla CNA. È quanto emerge da una simulazione effettuata dagli studi CNA sul costo del lavoro giovanile in 6 Paesi europei, prendendo come riferimento una piccola impresa con cinque addetti che assume a tempo indeterminato un giovane di 25 anni, single e senza figli. L’analisi considera il costo ordinario del rapporto di lavoro una volta esauriti gli incentivi all’assunzione.
Il confronto evidenzia differenze significative tra i sistemi nazionali. Per garantire 100 euro netti al lavoratore, il costo aziendale arriva a 178 euro in Germania, 171 in Portogallo, 170 in Spagna, 166 in Francia e 127 in Irlanda. Per assicurare una retribuzione netta annua di 24.000 euro, la spesa complessiva stimata per l’impresa italiana supera i 43.500 euro, contro i 42.800 euro della Germania, i 41.100 del Portogallo, i 40.700 della Spagna, i 39.900 della Francia e circa 30.400 euro dell’Irlanda. Il problema, sottolinea CNA Treviso, non riguarda soltanto l’entità del costo del lavoro, ma anche la sua prevedibilità nel tempo. Ipotizzando un esonero contributivo di 6.000 euro annui per i primi due anni, il costo per l’impresa italiana passa da circa 37.500 euro durante il periodo agevolato a oltre 43.500 euro al termine dell’incentivo.
Si tratta di un aumento nell’ordine del 16%, senza alcun incremento della retribuzione netta del lavoratore. Su un orizzonte di cinque anni, mantenendo costante il reddito netto annuo di 24.000 euro e ipotizzando il pieno utilizzo del bonus biennale, il costo complessivo per l’impresa supera i 200.000 euro, a fronte di 120.000 mila euro netti percepiti dal giovane.
Le criticità per micro e piccole imprese
Una dinamica che rende più complessa la programmazione delle assunzioni, soprattutto per le micro e piccole imprese, che devono poter contare su costi sostenibili e su un quadro normativo stabile per pianificare gli investimenti, organizzare il lavoro e accompagnare la crescita professionale dei nuovi assunti. L’analisi CNA evidenzia come in Europa esistano strumenti differenti per sostenere l’occupazione giovanile. In Francia, ad esempio, è prevista una riduzione strutturale e decrescente dei contributi a carico delle imprese per le retribuzioni inferiori a tre volte il salario minimo. In Portogallo, alle misure a sostegno delle assunzioni si affiancano agevolazioni fiscali per i giovani fino a 35 anni attraverso il regime IRS Jovem, con benefici distribuiti su un periodo che può arrivare a dieci anni.
In Irlanda, invece, la previdenza integrativa MyFutureFund viene introdotta gradualmente, con aliquote a carico di lavoratori e imprese destinate a crescere nel tempo. Esperienze diverse che riportano al centro una questione fondamentale: le politiche per l’occupazione giovanile devono favorire non soltanto l’ingresso nel mercato del lavoro, ma anche la continuità dei rapporti di lavoro e la possibilità per le imprese di sostenerne i costi nel medio-lungo periodo. Per CNA Treviso, il tema è particolarmente rilevante per il tessuto produttivo del territorio, composto in larga parte da micro e piccole imprese che rappresentano un punto di riferimento per la formazione, l’inserimento professionale e la valorizzazione delle competenze delle nuove generazioni.
L’appello di Gianpaolo Stocco
«Le nostre imprese hanno bisogno di poter assumere giovani con la prospettiva di costruire insieme a loro un percorso professionale duraturo. Gli incentivi possono essere utili per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, ma non possono diventare l’unico strumento a disposizione, soprattutto se alla loro scadenza corrispondono aumenti improvvisi e significativi dei costi aziendali. Occorre una strategia che riduca in modo strutturale il peso del lavoro, garantisca regole certe e renda conveniente investire sulle competenze dei giovani. Per il sistema produttivo trevigiano, questo significa dare alle imprese la possibilità di crescere e, allo stesso tempo, offrire alle nuove generazioni opportunità concrete di stabilità e sviluppo professionale. Non basta incentivare un’assunzione: bisogna creare le condizioni perché quel posto di lavoro possa durare», dichiara Gianpaolo Stocco, presidente provinciale di CNA Treviso.