Legambiente premia il Consorzio di bonifica pianura friulana per le pratiche ambientali
Nel dossier nazionale Comuni Ricicloni il riconoscimento alla gestione di canali, sgrigliato e rifiuti fluitati.
UDINE - Il Consorzio di bonifica pianura friulana entra tra le buone pratiche ambientali segnalate da Legambiente nel dossier nazionale Comuni Ricicloni, con un riconoscimento che riguarda in particolare la gestione di canali, biomasse vegetali e rifiuti trascinati dall’acqua lungo la rete idraulica del territorio friulano.
La segnalazione è stata riportata anche in un articolo pubblicato sul periodico semestrale dell’associazione “Rifiuti Oggi”. Legambiente assegna dal 1994 il premio Comuni Ricicloni alle realtà locali, alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini che ottengono risultati rilevanti nella raccolta e nella gestione dei rifiuti, con il patrocinio del Ministero della Transizione ecologica.
Quanto ha inciso la nuova gestione dello sgrigliato
Tra gli elementi messi in evidenza c’è la nuova gestione dello sgrigliato, cioè il materiale vegetale raccolto dagli sgrigliatori automatici lungo i corsi d’acqua. In base alla legge 60/2022 SalvaMare, questo materiale non viene più trattato come rifiuto speciale, ma come biomassa riutilizzabile in agricoltura.
Per il Consorzio il cambiamento ha avuto un effetto diretto anche sui costi: si è passati da oltre 85.000 euro nel 2024 a meno di 10.000 euro nel 2025. Parallelamente è stata attivata una filiera con agricoltori che impiegano il materiale nei campi.
La rete idraulica e il protocollo condiviso nel 2025
Il Consorzio gestisce una rete che dalle Prealpi Giulie arriva fino all’Adriatico attraverso 29 idrovore. Nel 2025 l’ente ha adottato il protocollo “Buone pratiche manutentive”, condiviso con Arpa FVG e con i servizi regionali, che definisce criteri ambientali per sfalci, tagli, gestione delle biomasse e dei materiali derivanti dalla manutenzione.
Il tema si inserisce in un quadro più ampio che per il Friuli riguarda anche l’equilibrio idrico del territorio e l’andamento delle risorse sotterranee, come mostrano i dati sul [livello delle falde in pianura friulana].
Rifiuti fluitati, come cambia la gestione
Un altro punto richiamato da Legambiente riguarda i rifiuti fluitati, classificati come rifiuti urbani dal decreto legislativo 152/2006. Si tratta dei materiali trasportati dall’acqua e intercettati lungo la rete di bonifica.
Nel 2025, al tavolo tecnico con Ausir, Regione Friuli Venezia Giulia e i gestori dei rifiuti urbani, sono state definite modalità condivise per raccolta e smaltimento. Per il territorio significa avere procedure uniformi su un fronte che incide sia sulla manutenzione idraulica sia sulla gestione ambientale ordinaria.
La presidente Rosanna Clocchiatti ha collegato il riconoscimento al lavoro quotidiano di tecnici e operatori impegnati su criticità idrauliche e climatiche, sottolineando come il modello adottato punti a tenere insieme efficienza, riduzione dei costi e tutela del territorio, anche attraverso il riutilizzo delle biomasse e la gestione dei rifiuti fluitati.
Il riconoscimento assegnato nel dossier Comuni Ricicloni riguarda quindi un insieme di pratiche già applicate sul territorio nel corso del 2025, dalla valorizzazione del materiale vegetale raccolto nei canali fino alle procedure condivise con gli enti per lo smaltimento dei rifiuti urbani trascinati dall’acqua.