Manovra, Michele Massimo Donato Monteleone: “riforme fiscali alla prova dei fatti”
Bilancio 2026 tra riforma fiscale, scaglioni rivisti e incentivi selettivi: imprese e professionisti tra opportunità, obblighi e chiarimenti attesi.
La Legge di Bilancio 2026 si presenta come un tassello fondamentale nel percorso di riforma fiscale avviato dal governo e destinato a incidere profondamente sulle scelte economiche di imprese e professionisti. In un contesto di persistente attenzione all’equilibrio dei conti pubblici, il provvedimento non si limita ad aggiornare aliquote o prorogare incentivi, ma tenta un riordino più ampio, nel segno della selettività e della sostenibilità.
Per Michele Massimo Donato Monteleone, dottore commercialista con studio ad Aosta e Catania, “la manovra prosegue il riassetto dell’imposta sul reddito con una rimodulazione degli scaglioni che mira ad alleggerire il carico fiscale sui contribuenti a reddito medio-basso. Tuttavia, restano numerose criticità nella gestione delle detrazioni e dei bonus, che continuano a stratificarsi in un sistema ancora poco trasparente.”
Per chi percepisce redditi da lavoro autonomo o presenta situazioni miste, infatti, l’interazione tra nuove aliquote, addizionali e benefici esistenti rende la pianificazione più complessa, e impone un’attenta valutazione combinata delle singole variabili.
Per le imprese, la Legge di Bilancio 2026 segna un’ulteriore spinta verso la selettività degli incentivi. Il messaggio è chiaro: non più agevolazioni generalizzate, ma strumenti mirati destinati a premiare innovazione, transizione digitale e sostenibilità. Monteleone: “i crediti d’imposta vengono riconfigurati secondo criteri più rigidi e accompagnati da obblighi documentali rafforzati, rendendo imprescindibile una valutazione costi-benefici nella fase di adesione. Questa tendenza obbliga le aziende a un cambio di prospettiva: i benefici fiscali non sono più garantiti, ma conquistati sulla base di progettualità concrete.”
Un altro tema rilevante riguarda la distinzione, spesso sfumata, tra misure temporanee e strutturali. Molti interventi della manovra hanno natura transitoria, condizionata a futuri rifinanziamenti, e richiedono quindi cautela nell’inserimento in strategie aziendali di medio-lungo termine. Chi opera nella consulenza fiscale dovrà saper riconoscere le misure effettivamente capaci di incidere sul posizionamento strategico dell’impresa, evitando soluzioni improvvisate che potrebbero rivelarsi prive di continuità.
Quanto alle coperture, il governo punta su tre direttrici: taglio di agevolazioni preesistenti, maggiore spinta al recupero dell’evasione tramite controlli e adempimenti, e tecniche di anticipazione di gettito. “Un’impostazione che risponde a esigenze di bilancio - commenta Michele Massimo Donato Monteleone - ma che solleva perplessità tra i contribuenti più strutturati, chiamati a fronteggiare un aggravio di obblighi amministrativi e aderenze più frequenti.”
Come spesso accade, molte delle disposizioni contenute nella legge saranno oggetto di interpretazione nei mesi successivi. L’Agenzia delle Entrate dovrà intervenire per chiarire decorrenze, rapporti con le normative previgenti e applicazione concreta delle misure fiscali. È quindi lecito attendersi un primo semestre 2026 segnato da interpelli, circolari e confronti tecnici.
La Legge di Bilancio 2026 conferma un orientamento prudente, coerente con l’impostazione generale della riforma fiscale.
Più che sulle singole novità, la sfida si gioca sulla capacità di inserirle in una visione integrata e consapevole. Per imprese e professionisti, sarà cruciale interpretare le nuove regole non come adempimenti isolati, ma come parte di un disegno più ampio che richiede lettura strategica, adattabilità e aggiornamento continuo.