Lignano rilancia il turismo sostenibile: torna il progetto Ospitalità Rifiuti Zero
A Lignano torna Ospitalità Rifiuti Zero: formazione, regole e riconoscimento per attività più sostenibili.
LIGNANO SABBIADORO – Migliorare la raccolta differenziata, ridurre la quantità di rifiuti prodotti e promuovere comportamenti sempre più corretti nella loro gestione. Sono questi gli obiettivi al centro del progetto Ospitalità Rifiuti Zero, che torna per il terzo anno consecutivo nella località balneare friulana, confermando la volontà di puntare su un modello turistico più attento all’ambiente, alla salute pubblica e alla qualità dell’accoglienza.
L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Lignano Sabbiadoro, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione dell’Università di Udine, di MTF e del tavolo “Lignano si differenzia”. Un percorso che si inserisce in una strategia più ampia con cui la località sta preparando la nuova stagione, come già emerso anche nelle iniziative dedicate alla sicurezza rafforzata in vista degli eventi e dell’estate a Lignano.
Il progetto prenderà ufficialmente il via giovedì 12 marzo al Centro Civico, con un primo appuntamento formativo dedicato agli operatori aderenti, seguito da un secondo incontro previsto per il 31 marzo. La formazione rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa, perché punta a coinvolgere direttamente chi lavora ogni giorno nel settore turistico, ricettivo e commerciale, fornendo strumenti pratici per una gestione più consapevole dei rifiuti.
Per ottenere il riconoscimento “Zero Waste”, le attività dovranno rispettare un numero minimo di requisiti, differenziati a seconda della tipologia. Ne serviranno sei per ristorazione e strutture ricettive alberghiere, cinque per uffici spiaggia, marine e campeggi, quattro per le agenzie di affittanze, tre per gli esercizi commerciali e due per le attività del settore alimentare ed enogastronomico, come gelaterie, panetterie, salumerie, rosticcerie e supermercati.
Tra le condizioni richieste a ristoranti e alberghi figurano, ad esempio, la riduzione o eliminazione della plastica monouso e delle confezioni singole, con la preferenza per soluzioni più sostenibili come i dispenser e l’uso di acqua microfiltrata servita in caraffe di vetro. Per negozi alimentari e supermercati, invece, il progetto incentiva l’adesione a campagne per il recupero dei prodotti prossimi alla scadenza o invenduti, oltre alla proposta di prodotti sfusi o alla spina in alternativa a quelli confezionati.
Per tutte le categorie di attività resta comunque fondamentale un requisito di base: la presenza di contenitori per la raccolta differenziata e la partecipazione agli incontri formativi previsti dal progetto. L’obiettivo, infatti, non è soltanto certificare il rispetto di alcune regole, ma diffondere una vera cultura ambientale condivisa sul territorio.
Il ritorno dell’iniziativa è stato accolto con soddisfazione dal vicesindaco con delega all’ambiente Manuel Massimiliano La Placa, che ha sottolineato il valore del progetto per il territorio. L’amministrazione, ha spiegato, intende investire con decisione su questo percorso, creando un coordinamento tra le imprese locali e favorendo, grazie al contributo dell’Università di Udine e della società MTF, una formazione diretta e indiretta anche per il personale dipendente. Secondo il vicesindaco, il traguardo è promuovere una sensibilizzazione continua sul miglioramento della raccolta differenziata e, più in generale, sulla riduzione della produzione dei rifiuti.
La Placa ha inoltre evidenziato come, grazie alla collaborazione di numerose attività del territorio, stia prendendo forma una modalità diversa e più sostenibile di affrontare il tema dei rifiuti, con una crescente attenzione non solo al corretto smaltimento, ma anche alla prevenzione e alla riduzione a monte degli scarti.
Sulla stessa linea si colloca anche il pensiero di Andrea Guaran dell’Università di Udine, responsabile scientifico del progetto, che ha invitato gli operatori economici a prendere parte a un percorso concreto e virtuoso nella gestione dei rifiuti urbani. Per Guaran si tratta di un’occasione importante per contribuire in modo attivo alla qualità ambientale della località balneare e alla sua immagine turistica, sempre più orientata alla sostenibilità. Una visione che dialoga con altri percorsi di valorizzazione del territorio e della biodiversità regionale, come dimostra anche la recente riapertura della Casa delle Farfalle di Bordano con un nuovo tema dedicato alla natura.
A verificare il rispetto dei requisiti necessari per ottenere il riconoscimento Ospitalità Rifiuti Zero sarà una commissione composta da un incaricato dell’Ente, un delegato della società MTF, un ricercatore dell’Università di Udine e un rappresentante del tavolo “Lignano si differenzia”.
Una volta accolta la candidatura, le attività potranno esporre ufficialmente il riconoscimento Zero Waste, ottenendo diversi vantaggi anche sul piano della visibilità. In particolare, sarà previsto l’inserimento nell’elenco delle strutture aderenti pubblicato sulla pagina ufficiale del sito del Comune, oltre alla possibilità di utilizzare il logo del riconoscimento nei materiali promozionali, sia online sia cartacei, e su un adesivo da posizionare all’ingresso della struttura.
Per Lignano si tratta di un altro tassello nella costruzione di un’offerta sempre più moderna e competitiva, capace di unire accoglienza, turismo ed ecosostenibilità. Un percorso che diventa ancora più strategico in vista dei grandi appuntamenti che attendono la località nei prossimi mesi, tra eventi e presenze attese, come nel caso della Biker Fest International 2026 per il 40° anniversario a Lignano Sabbiadoro.