Certificazioni industriali, in Lombardia 11 milioni per le PMI: contributi fino al 70%

Finanziabili percorsi di qualificazione tecnica e approvazione regolatoria.

10 settembre 2026 12:06
Certificazioni industriali, in Lombardia 11 milioni per le PMI: contributi fino al 70% -
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MILANO - Per le piccole e medie imprese che vogliono entrare in nuove filiere produttive o rafforzare la propria posizione come fornitrici, in Lombardia si apre una finestra di finanziamento da 11 milioni di euro. La misura regionale “Sostegno delle imprese per l’accesso alle filiere produttive strategiche tramite certificazioni industriali avanzate” prevede contributi fino al 70% delle spese ammissibili per ottenere certificazioni, qualifiche tecniche e approvazioni regolatorie richieste in diversi comparti industriali.

Le domande possono essere presentate dal 28 luglio 2026 al 30 dicembre 2027, salvo esaurimento delle risorse, con procedura valutativa a sportello. Il bando si rivolge alle PMI e punta a sostenere investimenti che, in molti casi, sono decisivi per accedere a mercati dove gli standard tecnici richiesti da clienti e grandi gruppi industriali sono sempre più stringenti.

Quanto copre il contributo

Il sostegno copre il 70% delle spese ritenute ammissibili. La misura prevede una spesa minima di progetto pari a 70.000 euro e un contributo massimo di 220.000 euro per impresa.

L’obiettivo è aiutare le aziende ad affrontare percorsi di certificazione che non rappresentano solo un adempimento formale, ma spesso una condizione necessaria per qualificarsi all’interno di supply chain complesse e per rispondere ai requisiti di mercato.

I settori interessati

Tra gli ambiti in cui la certificazione pesa maggiormente nei rapporti di filiera rientrano automotive, aerospace, energia, infrastrutture, industria chimica, nucleare e cybersecurity.

Secondo Sabrina Zapperi, Marketing Country Coordinator di TÜV Italia, il punto centrale non è soltanto ottenere una certificazione, ma capire quale percorso sia realmente necessario in base alla filiera di riferimento, ai mercati da raggiungere e alle richieste dei potenziali clienti. Per una PMI, osserva, si tratta spesso di investimenti importanti, da valutare in rapporto agli obiettivi industriali dell’azienda.

Quali percorsi possono rientrare

La misura regionale sostiene investimenti legati a certificazioni industriali avanzate, qualifiche tecniche e approvazioni regolatorie, nei limiti e secondo le condizioni previste dal bando.

Nella fase preliminare, spiega TÜV Italia, per le imprese può essere utile verificare quali standard, attività di testing, ispezione o qualificazione siano coerenti con il progetto da candidare. La valutazione finale dell’ammissibilità delle singole attività resta comunque legata ai requisiti fissati dalla misura regionale.

Tra gli ambiti per cui TÜV Italia indica competenze e servizi rientrano, a titolo esemplificativo: aerospace con AS/EN 9100 e NADCAP; automotive con IATF 16949; cybersecurity e ICT con ISO 27001, ISO 27017 e ISO 27018; dispositivi medici con ISO 13485; energia e infrastrutture con IEC 61508 e IEC 62443; industria chimica e processi con ATEX e IEC 61511; nucleare con ISO 19443.

Il nodo per le PMI: scegliere lo standard giusto

Per le aziende, il passaggio più delicato resta spesso l’analisi iniziale: capire quale mercato si vuole raggiungere, quali requisiti impone la filiera e quali test o verifiche siano davvero necessari. È su questo aspetto che si concentra anche il commento di Sabrina Zapperi, secondo cui non esiste un percorso valido per tutte le imprese e standard, norme, test, ispezioni e qualifiche vanno individuati partendo dalle caratteristiche del prodotto o del processo e dai requisiti della supply chain.

TÜV Italia, sede italiana del gruppo TÜV SÜD, opera in Italia dal 1987 nei servizi di certificazione in ambito qualità, energia, ambiente, sicurezza e prodotto. La struttura conta oltre 800 dipendenti e 400 collaboratori, con uffici operativi sul territorio nazionale e laboratori di testing. Tra questi rientra anche il laboratorio Eurotest di Brugine, in provincia di Padova, acquisito nell’ottobre 2024.

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