Lombardia chiede riapertura attività produttive da 4 maggio

"La Lombardia guarda avanti e progetta la 'nuova normalità' all'insegna della prevenzione, della cura e della programmazione. Dal 4 maggio, la Regione - si legge in una nota - chiederà al Governo di...

15 aprile 2020 16:43
Lombardia chiede riapertura attività produttive da 4 maggio -
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"La Lombardia guarda avanti e progetta la 'nuova normalità' all'insegna della prevenzione, della cura e della programmazione.

Dal 4 maggio, la Regione - si legge in una nota - chiederà al Governo di dare il via libera alle attività produttive nel rispetto delle 'Quattro D': Distanza (un metro di sicurezza tra le persone), Dispositivi (ovvero obbligo di mascherina per tutti), Digitalizzazione (obbligo di smart working per le attività che lo possono prevedere) e Diagnosi (dal 21 aprile inizieranno i test sierologici grazie agli studi in collaborazione con il San Matteo di Pavia)

Ambulanti: "Fateci lavorare o proteste forti"

"Siamo al collasso". Così Nicola Zarrella, presidente nazionale degli ambulanti parla della situazione della categoria in Lombardia in seguito alle misure restrittive dovute al coronavirus. "Per un mese ci siamo presi la colpa di essere dei possibili 'untori' - spiega Zarrella - e durante questo tempo abbiamo capito che i mercati possono essere di aiuto per alleggerire quelle code, tante, troppe che affollano i supermercati, unici luoghi dove è possibile acquistare gli alimentari e dove probabilmente la gente si infetta a dismisura visto le condizioni di sovraffollamento".

"I mercati vogliono essere di aiuto, adeguarsi anche a cambiare la loro pelle, ma vogliono cominciare a lavorare" e "siamo pronti a far rispettare le norme e i protocolli di sicurezza, mettere in campo competenze e risorse", ha aggiunto il presidente.

"Gli ambulanti - racconta - sono oramai disperati, molti pronti a tutto, anche a proteste forti. La politica deve dare una risposta chiara, non può nascondersi dietro alla paura dei contagi, altrimenti dovrebbero chiudere immediatamente tutti gli iper e i centri commerciali gli unici luoghi dove le persone creano pericolosi affollamenti e dove il virus è molto più insidioso".

"Vogliamo delle certezze - conclude Zarrella - chiediamo risposte concrete non promesse a lungo termine. E' necessario partire e cominciare a vivere e lavorare. Ne abbiamo estremamente bisogno. Siamo al collasso".

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