Ludopatia, Friuli Venezia Giulia settimo in Italia per accesso ai centri di aiuto
L’analisi di Oltre il Gioco indica un centro ogni 170.499 residenti in regione, contro una media nazionale di 244.576 abitanti.
TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è al 7° posto in Italia per accessibilità potenziale ai centri che si occupano di disturbo da gioco d’azzardo. In regione risultano censiti 7 centri, pari a un presidio ogni 170.499 residenti: un dato migliore della media nazionale, che si ferma a un centro ogni 244.576 abitanti.
Il quadro emerge da un’analisi realizzata da Oltre il Gioco, progetto editoriale indipendente dedicato all’informazione, all’orientamento e alla prevenzione del gioco problematico in Italia. Lo studio mette in rapporto il numero di strutture censite nelle singole regioni con la popolazione residente, con l’obiettivo di misurare la distribuzione territoriale dei punti di supporto.
Come leggere il dato regionale
L’indicatore non entra nel merito della qualità clinica dei servizi. Non valuta quindi competenze degli operatori, efficacia dei percorsi, tempi di attesa, numero di professionisti disponibili o persone effettivamente prese in carico. Misura invece un aspetto preliminare: quanti centri risultano presenti, in proporzione alla popolazione, per chi cerca orientamento o aiuto sul territorio.
Nel caso del Friuli Venezia Giulia, il rapporto di un centro ogni 170.499 abitanti colloca la regione nella parte alta della classifica nazionale. Davanti ci sono Marche, Liguria, Valle d’Aosta, Abruzzo, Umbria ed Emilia-Romagna.
La classifica nazionale
In testa ci sono le Marche, con 18 centri e un rapporto di un centro ogni 82.213 residenti, pari a 12,16 centri per milione di abitanti. Seguono Liguria con 13 centri e un centro ogni 116.307 residenti, Valle d’Aosta con 1 centro ogni 122.554 abitanti, Abruzzo con 9 centri e un centro ogni 140.802 residenti, Umbria con 6 centri e un centro ogni 141.771 residenti, quindi Emilia-Romagna con 28 centri e un centro ogni 159.893 abitanti.
Al 7° posto si colloca il Friuli Venezia Giulia, con 7 centri e 5,87 centri per milione di abitanti. Dietro la regione ci sono Piemonte, Toscana e Lombardia a chiudere la top 10.
La seconda parte della graduatoria comprende Basilicata, Molise, Lazio, Veneto, Puglia, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Sicilia, Campania e Calabria. Proprio la Calabria chiude la classifica con 1 solo centro censito e un rapporto di un centro ogni 1.827.571 residenti.
Le regioni dove l’accessibilità potenziale appare più difficile sono Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna e Trentino-Alto Adige. I rispettivi rapporti sono di un centro ogni 1.827.571 residenti in Calabria, uno ogni 506.246 in Campania, uno ogni 397.933 in Sicilia, uno ogni 388.622 in Sardegna e uno ogni 363.606 in Trentino-Alto Adige.
Dove chiedere supporto
Accanto ai dati regionali, l’analisi ricorda anche gli strumenti disponibili per chi cerca un primo orientamento. Il numero verde nazionale 800 55 88 22 è attivo per le problematiche legate al gioco d’azzardo ed è rivolto sia alle persone che vivono una difficoltà diretta sia a familiari e amici. Il servizio è disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16.
Sul portale Uscire dal Gioco dell’Istituto Superiore di Sanità è inoltre disponibile una mappatura territoriale dei centri di cura per il disturbo da gioco d’azzardo, con possibilità di ricerca per regione, provincia, tipologia di servizio e tipologia di intervento. In caso di dubbio, restano un riferimento anche i Servizi per le Dipendenze delle aziende sanitarie, i SerD.
Oltre il Gioco definisce il proprio lavoro come un progetto di informazione e orientamento basato su fonti ufficiali e scientifiche, mentre la piattaforma Loqui partecipa alla partnership con contenuti specialistici sul versante psicologico e clinico legato al gioco problematico.