Luoghi del Cuore FAI 2026, in Veneto guida Monselice: si vota fino al 15 dicembre

Nel censimento FAI con Intesa Sanpaolo già 350mila voti. In Veneto primo posto provvisorio per il Santuario delle Sette Chiese di Monselice.

23 luglio 2026 12:31
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MONSELICE - Il Veneto entra nella fase più intensa del censimento FAI “I Luoghi del Cuore” con sette siti ai primi posti della classifica provvisoria regionale e una scadenza già fissata per chi vuole sostenerli: 15 dicembre 2026. In testa, per ora, c’è il Santuario Giubilare delle Sette Chiese di Monselice, davanti ad altri luoghi molto diversi tra loro, dalla laguna veneziana all’archeologia industriale rurale, ma accomunati dalla necessità di tutela e valorizzazione.

A due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento promosso dal FAI con Intesa Sanpaolo, sono già arrivati 350.000 voti in tutta Italia. Di questi, oltre 62.000 sono cartacei, trasmessi entro il 6 luglio e già conteggiati nel primo aggiornamento. Il meccanismo resta quello delle edizioni precedenti: si può votare online oppure firmando i moduli cartacei raccolti dai comitati promotori.

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I luoghi veneti in classifica

I siti veneti che in questa fase occupano i primi posti della graduatoria provvisoria sono il Santuario Giubilare delle Sette Chiese di Monselice, la Chiesa di San Giovanni Evangelista di Portogruaro, il Sacello Carolingio di Adria, l’Oratorio dei Boccalotti di Vicenza, il Sacello Ossario del Pasubio a Valli del Pasubio, l’Isola di Poveglia a Venezia e il Maglio dei Tonet di Gaiarine.

Il dato più rilevante per i territori non è soltanto la posizione in classifica. Raggiungere almeno 3.000 segnalazioni consente infatti, alla chiusura del censimento, di partecipare al bando per candidare progetti e chiedere un sostegno economico; chi arriverà sul podio nazionale potrà concorrere a contributi da 70.000, 60.000 e 50.000 euro, sempre con la presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.

Monselice al primo posto provvisorio

A guidare la classifica veneta è il Santuario Giubilare delle Sette Chiese di Monselice, sul pendio del Colle della Rocca. Il complesso nacque tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento per volontà della famiglia veneziana Duodo e si lega alla stagione della Controriforma, con l’idea di riprodurre in forma simbolica il pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori di Roma.

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Il percorso devozionale è composto da sei cappelle progettate da Vincenzo Scamozzi tra il 1605 e il 1615 e conduce all’Oratorio di San Giorgio, settima tappa del cammino. Le cappelle custodiscono tele di Jacopo Palma il Giovane e sono precedute dalla cosiddetta Porta Romana, elemento che richiama l’equivalenza simbolica con il pellegrinaggio romano.

Dalla chiesa inagibile di Portogruaro al tesoro ipogeo di Adria

Tra i luoghi che stanno raccogliendo più consensi c’è anche la Chiesa di San Giovanni Evangelista di Portogruaro, edificio del XIV secolo oggi inagibile. La candidatura richiama l’attenzione su un bene religioso e storico che necessita di recupero per tornare fruibile.

Figura in alto nella graduatoria anche il Sacello Carolingio di Adria, nel Rodigino, indicato come un tesoro ipogeo risalente ai secoli IX-XI. Il sito rappresenta una testimonianza rara e antica, legata alle radici storiche del territorio.

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Vicenza, Pasubio, Venezia e Gaiarine

Nel Vicentino compare l’Oratorio dei Boccalotti, edificio del Quattrocento segnalato per le sue gravi condizioni conservative. Sempre in provincia di Vicenza c’è il Sacello Ossario del Pasubio, a Valli del Pasubio, luogo di memoria legato alla guerra ma indicato anche come simbolo di pace e memoria condivisa.

Nella classifica regionale spicca poi l’Isola di Poveglia, nella laguna di Venezia, disabitata ma ricca di stratificazioni storiche e testimonianze del passato. Chiude il gruppo dei siti veneti più votati il Maglio dei Tonet di Gaiarine, nel Trevigiano, raro esempio di archeologia industriale rurale.

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Del complesso fanno parte la ruota idraulica, la fucina, l’officina dei fabbri e altri elementi della tradizione artigianale locale, oggi però in avanzato degrado. La Pro loco ha scelto di puntare sul censimento FAI per difendere un luogo che conserva la memoria del lavoro contadino e delle comunità locali.

Come funziona il censimento 2026

Il censimento FAI punta anche quest’anno a mobilitare associazioni, scuole, parrocchie, Comuni e comitati spontanei. In tutta Italia sono già attive circa un centinaio di realtà impegnate nella raccolta voti, con l’obiettivo di far conoscere luoghi poco noti oppure di raggiungere la soglia utile per accedere al bando finale.

Secondo il FAI, la mappa provvisoria dei voti restituisce un’Italia meno battuta dai grandi flussi turistici ma ricca di patrimonio ambientale e culturale: santuari, abbazie, chiese, grotte, castelli, paesaggi costieri, siti industriali e beni inconsueti che le comunità locali chiedono di proteggere.

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La 13ª edizione de “I Luoghi del Cuore” si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura; Intesa Sanpaolo è partner del progetto dal 2004 e la Rai partecipa come Main Media Partner anche per l’edizione 2026.

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