Magnano ricorda l'Orcolat: murale e musica per i 50 anni dal sisma | VIDEO - FOTO
A Magnano in Riviera inaugurato un murale e una canzone per ricordare il terremoto del 1976: memoria, arte e comunità unite.
MAGNANO IN RIVIERA (UD) - Un parco, un murale e una canzone hanno trasformato la memoria in un racconto condiviso, con radici profonde nel cemento per mantenere vivo il ricordo del passato. Nel parco comunale di via Guglielmo Marconi si è svolta una cerimonia partecipata dedicata al ricordo dell’Orcolat, occasione in cui è stato inaugurato un grande murale realizzato dall’artista Simone Mestroni.
Un’opera che racconta la memoria collettiva
L’intervento artistico ha trasformato una superficie grigia in una narrazione visiva intensa, capace di evocare il sisma, la distruzione e la successiva ricostruzione. Non una semplice rappresentazione, ma un percorso emotivo pensato per parlare anche a chi non ha vissuto direttamente quei momenti.
L’opera si sviluppa attraverso immagini simboliche che richiamano il legame tra generazioni, con una scena centrale che rappresenta un nonno intento a raccontare al nipote la tragedia e la rinascita del territorio.
«Essere friulani significa sentirsi parte di quell’avvenimento anche senza averlo vissuto», ha spiegato l’autore del murale, sottolineando il legame identitario alla base del progetto.
La musica come racconto della ricostruzione
La commemorazione è stata arricchita dal brano “I ragazzi del ’76”, composto da Barbara Sabbadini su testo di Stefano Ferro ed eseguito dal Coro Musicanova con la voce solista di Nicole Golles, sotto la direzione del maestro Aldo Micco.
La canzone prende ispirazione dalle testimonianze dell’epoca e restituisce in forma musicale l’esperienza vissuta dai bambini durante e dopo il terremoto. Dall’opera è stato inoltre realizzato un videoclip diretto da Simone Vrech, interpretato dalla giovane voce di Matilda Tomasetig.
Il ricordo delle vittime e la forza della comunità
Durante la cerimonia è stato ricordato il bilancio umano del sisma nel territorio comunale, che nel 1976 contava 2.250 abitanti e registrò 39 vittime, tra cui diversi giovani. Un ricordo personale e collettivo che si intreccia nella memoria della comunità.
È stato sottolineato come la distruzione avvenuta in pochi istanti abbia segnato profondamente il territorio, lasciando però spazio a un percorso di rinascita costruito con il contributo della popolazione e di chi arrivò da fuori per offrire aiuto.
Il valore della ricostruzione e della solidarietà
Nel corso dell’iniziativa è stato evidenziato il ruolo determinante della ricostruzione friulana, considerata esempio di resilienza e lavoro condiviso. Accanto alla popolazione locale, anche numerosi volontari provenienti da altre aree hanno contribuito nei momenti più difficili.
Presente alla cerimonia anche una delegazione legata alle attività di soccorso svolte all’epoca nella frazione di Billerio, a testimonianza di un legame umano rimasto vivo nel tempo.
Un luogo che diventa memoria attiva
L’evento, sostenuto da istituzioni regionali e organizzato dal Comune con il supporto della Pro Loco, ha trasformato uno spazio pubblico in un punto di incontro tra memoria e futuro. L’iniziativa ha voluto rafforzare il dialogo tra generazioni, mantenendo viva la storia del territorio attraverso arte, musica e partecipazione collettiva.