Maltempo estremo, supercelle con grandine e acqua alta: colpito il Friuli orientale
Grandine, allagamenti e raffiche di vento in Fvg: supercella sull’Isontino, 134 segnalazioni al 112 e nuovi rovesci attesi.
Una lunga fase di maltempo intenso ha interessato il Friuli Venezia Giulia tra la serata di giovedì 14 e la notte di venerdì 15 maggio, con gli effetti più pesanti concentrati soprattutto nelle aree orientali della regione. Il nuovo aggiornamento diffuso dalla Protezione Civile regionale alle ore 7.00 del 15 maggio ricostruisce l’evoluzione dell’evento, partito con il rinforzo dello Scirocco e poi degenerato in un sistema temporalesco particolarmente organizzato, fino alla formazione di una supercella capace di produrre grandinate ripetute sull’Isontino. LEGGI ANCHE: Non solo grandine, nubifragio ed allagamenti nell'Isontino: «60 interventi in attesa»
Il temporale nato tra Lignano e Palmanova
Secondo la ricostruzione tecnica, tutto è iniziato a partire dalle 18.15, quando il vento di Scirocco, penetrato sulla pianura dal mare, ha favorito la nascita di un sistema temporalesco lineare esteso da Lignano a Palmanova. La struttura si è poi spostata lentamente verso est, coinvolgendo la pianura e l’area isontina con rovesci diffusi.
L’avvicinamento al Carso, intorno alle 19.20, ha segnato un nuovo salto di intensità. Il sistema si è rafforzato nella sua parte meridionale, provocando le prime grandinate di medie dimensioni nella zona di Fossalon. Poco dopo, la linea temporalesca si è trasformata in una cella singola ma molto intensa, responsabile delle prime grandinate anche a Monfalcone. LEGGI ANCHE: Grandinate tra Isontino e Bassa friulana: vie imbiancate e scantinati allagati | FOTO
La supercella e la grandine sull’Isontino
La fase più delicata è arrivata successivamente, quando la cella temporalesca si è mossa verso ovest, riformando un sistema lineare da Grado fino a Ronchi dei Legionari. Dalle 20.00 il temporale ha assunto caratteristiche di stazionarietà, insistendo sulle stesse aree con nuovi rovesci e ulteriori grandinate, in particolare nella parte meridionale della struttura.
Dalle 20.40 il sistema si è evoluto in supercella, compattandosi e rafforzandosi ulteriormente. La propagazione verso nord-est ha riportato fenomeni intensi su Monfalcone e Gorizia, con grandinate di piccole e medie dimensioni. Nel complesso, l’evoluzione temporalesca ha determinato una persistente formazione di grandine nell’Isontino per circa due ore.
Nel corso della notte altri rovesci hanno interessato la regione, ma con intensità inferiore rispetto alla fase serale.
Allagamenti, acqua alta e segnalazioni al 112
Gli effetti al suolo sono stati registrati in diversi comuni del Friuli Venezia Giulia. Alla Sala Operativa Regionale sono arrivate segnalazioni di allagamenti da San Giovanni al Natisone, Ronchi dei Legionari, Monfalcone, Gorizia, Savogna d’Isonzo e Cervignano.
A Grado è stata segnalata anche acqua alta, mentre a Savogna d’Isonzo è in fase di valutazione un movimento di scivolamento. Per fronteggiare la situazione sono stati impiegati 50 volontari e 18 mezzi.
Al NUE 112 sono arrivate complessivamente 134 segnalazioni di allagamenti e 7 segnalazioni di crolli. Le richieste di intervento risultano prevalentemente riferite alle zone orientali della regione, quelle maggiormente coinvolte dalla fase più intensa dell’evento.
Mare in crescita tra Grado e Trieste
Il peggioramento ha avuto ripercussioni anche sul mare. Alle 21.00 del 14 maggio, il mareometro di Grado ha raggiunto il picco di 1,29 metri sullo zero mareografico di Punta Salute. A Trieste, invece, il picco è stato registrato alle 20.05, con un valore di 1,25 metri.
I grafici riportati nel bollettino mostrano l’aumento del livello del mare durante la fase serale, con valori in risalita proprio nelle ore in cui il sistema temporalesco stava interessando la fascia costiera e l’area orientale della regione.
Piogge diffuse su tutta la regione
Nelle ultime 24 ore sono state registrate precipitazioni su tutto il Friuli Venezia Giulia, con accumuli distribuiti in modo non uniforme. La mappa del bollettino evidenzia valori più consistenti nella parte orientale della regione, coerentemente con la dinamica dell’evento e con le segnalazioni arrivate dalla zona isontina.
La tabella delle precipitazioni, aggiornata alle 6.00, indica diversi superamenti delle soglie di attenzione e preallarme. Tra i dati più rilevanti compaiono accumuli importanti nel Goriziano e nelle aree limitrofe, con valori significativi su Gorizia Aeroporto, Gorizia Consorzio di Bonifica, Gorizia - sede ARPA FVG, Monfalcone pluviometro e Doberdo’.
Nel dettaglio, tra le piogge registrate nelle diverse finestre temporali emergono valori elevati soprattutto sulle durate di 6 e 12 ore, con picchi che confermano la persistenza dei fenomeni sul settore orientale.
Raffiche fino a 87 chilometri orari
Il vento ha rappresentato un altro elemento rilevante dell’evento. La raffica massima indicata nel bollettino è stata registrata a Trieste molo Fratelli Bandiera, dove il vento ha raggiunto 87 km/h alle 3.00 del 15 maggio.
Tra gli altri valori significativi figurano gli 82 km/h sul Monte Matajur, gli 81 km/h a Rest, i 77 km/h a Grado Meteo e i 69 km/h a Lignano Sabbiadoro. Raffiche importanti sono state rilevate anche a Doberdo’ con 64 km/h, a Fossalon con 58 km/h, a Trieste Istituto Nautico con 57 km/h e alla Boa Paloma con lo stesso valore.
La distribuzione delle raffiche conferma un coinvolgimento ampio del territorio regionale, con valori elevati sia in montagna sia lungo la costa e nel settore orientale.
Fulmini e radar durante la fase più intensa
Il bollettino contiene anche la mappa dei fulmini caduti dall’inizio dell’evento, aggiornata alle 6.00, con una concentrazione evidente tra il settore orientale del Friuli Venezia Giulia, la costa, l’area carsica e le zone di confine. La rappresentazione grafica mostra numerosi nuclei di attività elettrica, in particolare nelle aree più colpite dai temporali serali.
Le immagini radar riportate nell’ultima pagina documentano la fase più intensa dell’evento. La mappa delle 16.35 UTC del 14 maggio mostra una struttura temporalesca estesa e organizzata, mentre quella delle 18.10 UTC evidenzia una linea molto compatta tra la costa e l’area orientale, coerente con la successiva evoluzione in supercella.
Nuovi rovesci attesi, rischio più basso rispetto a ieri
Per le prossime ore, la Protezione Civile segnala la possibilità che un fronte in quota favorisca ancora condizioni di instabilità. Nel corso della giornata sono attesi rovesci sparsi, con piogge che nell’arco delle 24 ore potranno risultare da deboli a moderate a ovest e in genere abbondanti a est.
Non vengono esclusi del tutto temporali localmente più intensi tra costa, Carso e Isontino, anche se la probabilità viene indicata come inferiore rispetto alla giornata precedente, così come l’intensità attesa.