Manifestazione a Trieste, in piazza per diritti sociali e pace

Nel capoluogo regionale il corteo richiama costo della vita, salari insufficienti e contrarietà al riarmo.

30 ottobre 2026 14:57
Manifestazione a Trieste, in piazza per diritti sociali e pace -
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Piazza. Capozzi (M5S): Difendiamo i diritti di chi chiede giustizia sociale e pace

“Nessun diritto è garantito per sempre. I diritti si difendono, si conquistano e si rafforzano. Troppi, però, i diritti oggi disattesi: il diritto alla salute, il diritto a una retribuzione equa e sufficiente, il diritto alla salute. Ecco spiegati i motivi della nostra presenza in piazza quest’oggi”. La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), nonostante gli impegni d’aula con gli organi dell’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia, questa mattina non ha voluto mancare all’appuntamento con la manifestazione pubblica indetta lungo le strade del capoluogo regionale.

Capozzi in piazza a Trieste

Una presenza ritenuta da lei “doverosa, sia a titolo personale che in rappresentanza del M5S, perché il costo della vita è ormai diventato insostenibile per troppe persone. Perché lavorare non basta più per arrivare alla fine del mese. Perché tante famiglie sono costrette a scegliere tra pagare le bollette, fare la spesa o acquistare le medicine. Perché pensionati, lavoratrici, lavoratori e giovani devono affrontare quotidianamente difficoltà sempre maggiori”.

“Ci siamo posizionati fisicamente e idealmente - aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – al fianco di chi non si rassegna a un futuro fatto di precarietà, salari insufficienti, disuguaglianze e sacrifici imposti sempre agli stessi. Mentre il potere d’acquisto di stipendi e pensioni continua a costituire una preoccupazione concreta per milioni di persone; mentre tanti, troppi, cittadini rinunciano a curarsi e le nostre scuole hanno bisogno di investimenti. Perciò, dobbiamo porre una domanda chiara: perché si trovano risorse per le armi e non si garantiscono risorse adeguate per i bisogni delle persone?”.

“Noi scegliamo da che parte stare: dalla parte di chi lavora, di chi studia, di chi cura e di chi ha bisogno di essere curato. Dalla parte - precisa Capozzi – di chi chiede dignità, giustizia sociale, sicurezza sul lavoro e pace. Non accettiamo che la corsa al riarmo venga presentata come una strada obbligata, mentre ai cittadini si chiedono tagli, rinunce e sacrifici nei servizi pubblici”.

“Le risorse pubbliche - auspica la rappresentante del M5S – devono essere destinate a migliorare la vita delle persone, non ad alimentare i conflitti. La scuola e la sanità non sono costi da tagliare, ma investimenti fondamentali per il futuro del Paese. La pace non può essere soltanto una parola pronunciata nelle cerimonie: deve diventare una scelta politica concreta, da praticare ogni giorno attraverso il dialogo e il rispetto dei popoli. Per questo motivo, oggi ma non solo oggi, ribadiamo con forza le nostre rivendicazioni: ‘Basta spese militari!’”.

“Continueremo a mobilitarci con determinazione, perché crediamo in un futuro – conclude Capozzi – nel quale le risorse siano investite nel benessere collettivo, nella dignità del lavoro, nella tutela dei diritti e nella costruzione della pace”.

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