Marcinelle, a 70 anni il ricordo dei 7 friulani morti nella miniera

Alle commemorazioni in Belgio anche EFASCE Pordenonesi nel Mondo. Tra i morti del 1956 136 italiani e 7 friulani.

11 agosto 2026 11:52
Marcinelle, a 70 anni il ricordo dei 7 friulani morti nella miniera -
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PORDENONE - EFASCE Pordenonesi nel Mondo ha partecipato in Belgio alle commemorazioni ufficiali per i 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, la strage mineraria dell’8 agosto 1956 in cui morirono 262 persone, tra cui 136 immigrati italiani. Nella lista delle vittime c’erano anche 7 friulani, due originari del territorio dell’attuale provincia di Pordenone: Ferruccio Pegorer di Azzano Decimo e Pietro Basso di Fiume Veneto.

A rappresentare l’associazione era il presidente Angioletto Tubaro, presente con una delegazione formata anche dagli altri enti regionali che si occupano di emigrazione dal Friuli Venezia Giulia. Insieme ai friulani emigrati in Belgio, il gruppo ha deposto un cuscino di fiori ai piedi del monumento dedicato ai caduti italiani.

Marcinelle, a 70 anni il ricordo dei 7 friulani morti nella miniera

Il ricordo della strage si lega anche a un tema ancora attuale, quello della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tubaro ha parlato della commemorazione come di un momento particolarmente intenso, ricordando la condizione di migliaia di corregionali emigrati nel dopoguerra e impiegati in miniere in condizioni durissime, spesso senza garanzie minime. Un tema che nel territorio friulano resta vivo anche nel ricordo di Marcinelle e sicurezza sul lavoro.

Le vittime friulane e la memoria dell’emigrazione

La tragedia del Bois du Cazier resta una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana del secondo dopoguerra. Secondo quanto ricordato da EFASCE, molti dei lavoratori partiti dal Friuli Venezia Giulia erano reduci di guerra e si trovarono ad affrontare un lavoro pesantissimo, segnato da incidenti frequenti e da malattie professionali come la silicosi, che in molti casi portò a morti premature anche tra chi era sopravvissuto agli incidenti in miniera.

Tubaro ha richiamato anche le condizioni di vita fuori dal lavoro: i primi alloggi, ha ricordato, erano spesso grandi stanzoni ricavati in baracche utilizzate in origine per i prigionieri di guerra. Sacrifici che, secondo il presidente di EFASCE, contribuirono in modo decisivo allo sviluppo economico del Belgio e, attraverso le rimesse degli emigrati, anche dell’Italia.

La delegazione del Friuli Venezia Giulia in Belgio

Con EFASCE erano presenti anche le altre associazioni regionali impegnate sul fronte dell’emigrazione: Ente Friuli nel Mondo con Luigino Papais, Giuliani nel Mondo con la vicepresidente Pamela Rabaccio, Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia con il vicepresidente Mariano Zufferli.

Alla missione hanno preso parte inoltre una rappresentanza degli Alpini guidata dallo storico Guido Aviani, il presidente regionale delle ACLI FVG Nicola Fadel, la docente di Diritto del lavoro dell’Università di Udine Marina Brollo, il presidente del Consiglio comunale di Codroipo Alberto Soramel e il segretario generale di AICCRE FVG Silvia Caruso. L’iniziativa ha avuto il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

Il programma tra convegno e cerimonia ufficiale

Il programma delle giornate in Belgio prevedeva venerdì 7 agosto 2026 un convegno nella sede ACLI di Monceau Sur Sambre dal titolo “L’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia e i diritti dei lavoratori all’estero a 70 anni da Marcinelle”. Il giorno successivo la delegazione ha partecipato alla grande cerimonia commemorativa sul luogo della tragedia.

Marcinelle, a 70 anni il ricordo dei 7 friulani morti nella miniera

Al centro dell’iniziativa non solo il ricordo delle vittime, ma anche la riflessione sui diritti dei lavoratori emigrati all’estero e sulla tutela della sicurezza, un tema che continua a interrogare il presente a settant’anni da Marcinelle.

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