Marco Bechis in Friuli per “Ritorno a Buenos Aires”: doppia proiezione a Udine e Pordenone

Martedì 22 settembre 2026 il regista sarà al Visionario di Udine alle 19.15 e a Cinemazero di Pordenone alle 21.

18 settembre 2026 10:39
Marco Bechis in Friuli per “Ritorno a Buenos Aires”: doppia proiezione a Udine e Pordenone -
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UDINE - Doppio appuntamento in Friuli per martedì 22 settembre 2026 con il regista Marco Bechis, che accompagnerà in sala il suo film “Ritorno a Buenos Aires” prima al Visionario di Udine alle 19.15 e poi a Cinemazero di Pordenone alla proiezione delle 21.00.

Il film arriva in regione direttamente dall’83esima Mostra del Cinema di Venezia e porta sullo schermo una storia ambientata a Buenos Aires nel 2008. Al centro c’è Mariano Guerra, che dopo trentatré anni trascorsi in Italia torna in Argentina per testimoniare nel processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, lo torturarono e lo ridussero in schiavitù durante la dittatura militare.

Le proiezioni in Friuli

La giornata del 22 settembre prevede quindi due tappe per il regista: la prima al Visionario di Udine, dove Bechis presenterà il film in sala prima della proiezione serale, e la seconda a Pordenone, a Cinemazero, dove sarà presente allo spettacolo delle 21.

Per il pubblico si tratta di un’occasione per vedere il film con l’introduzione del suo autore, a pochi giorni dal passaggio veneziano.

La storia raccontata nel film

Nel racconto, Mariano Guerra viene ospitato insieme ad altri sopravvissuti negli alloggi del Ministero della Giustizia, in attesa della deposizione in tribunale. In quei giorni ritrova persone con cui ha condiviso la prigionia e si confronta con episodi rimasti sospesi per decenni.

Marco Bechis in Friuli per “Ritorno a Buenos Aires”: doppia proiezione a Udine e Pordenone

Mariano è uno dei pochi sopravvissuti a quella vicenda e il ritorno a Buenos Aires lo costringe a misurarsi con il peso di essere rimasto vivo, un carico che, come suggerisce il film, nessuna sentenza riesce davvero ad alleggerire.

Le parole di Marco Bechis

Bechis ha spiegato di essere tornato in Argentina cinquant’anni dopo, scegliendo di farlo attraverso una storia che non coincide con la sua esperienza personale ma che nasce da una ferita che conosce da vicino. Il regista ha ricordato infatti di essere stato sequestrato durante la dittatura argentina, precisando però che Mariano non è il suo alter ego.

La scelta della finzione, nelle sue parole, nasce dall’esigenza di avvicinarsi a una verità che la sola memoria non sempre riesce a raccontare. Per questo ha puntato su una regia essenziale, senza spiegazioni o giudizi, lavorando piuttosto su silenzi, volti, tempi dell’attesa e luoghi che conservano le tracce di quanto accaduto.

Il nucleo del film, ha aggiunto il regista, è la colpa del sopravvissuto, un tema che attraversa l’intera vicenda di Mariano Guerra e accompagna il suo ritorno in Argentina.

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