Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi d’autunno

I primi dati del progetto Mare Caldo segnalano ondate marine eccezionali in sei aree italiane, con anomalie fino a quasi 5 gradi.

A cura di Web Team Web Team
02 ottobre 2026 16:52
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TRIESTE - L’estate 2026 ha segnato un nuovo record per le temperature del mare anche nell’Alto Adriatico: nell’Area Marina Protetta di Miramare l’anomalia massima rilevata ha raggiunto +4,63°C rispetto alla media climatologica degli ultimi 30 anni. È uno dei dati che emergono dalle prime analisi diffuse da Greenpeace sul progetto Mare Caldo, che collega il forte accumulo di calore nei mari italiani a un aumento del rischio di fenomeni meteorologici estremi durante l’autunno.

Secondo i dati esaminati finora, da maggio 2026 in poi nelle sei aree monitorate si sono verificate diverse ondate di calore marine, con picchi che in alcuni casi hanno sfiorato i 5 gradi oltre la media storica. Le temperature superficiali dell’estate appena conclusa risultano inoltre più alte di circa 1 grado rispetto all’estate precedente, con le fasi più intense e persistenti concentrate tra giugno e agosto.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Le sei zone considerate nell’analisi sono l’Isola d’Elba, l’Area Marina Protetta di Portofino, l’AMP di Miramare, le Isole Tremiti, Plemmirio e Ustica. Si tratta, spiega Greenpeace, di un primo campione su 14 aree marine coinvolte dal monitoraggio, scelto per rappresentare diversi settori dei mari italiani.

I dati più alti registrati nei mari italiani

Il valore più elevato è stato osservato all’Isola d’Elba, dove un’ondata di calore marina durata 68 giorni ha portato le temperature superficiali a +4,95°C sopra la media storica. Anomalie molto elevate sono state rilevate anche a Ustica, con +4,54°C, a Miramare con +4,63°C e a Portofino con +4,36°C.

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L’analisi è stata condotta con il contributo scientifico di Riccardo Martellucci dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Il lavoro ha integrato i dati di temperatura superficiale del mare con i dati di modello Med-Physics del Copernicus Marine Service, così da descrivere non solo l’andamento in superficie ma anche l’evoluzione termica lungo la colonna d’acqua.

Perché il mare più caldo può pesare sul meteo d’autunno

Per Antonello Pasini, fisico climatologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’estate appena trascorsa rappresenta una sorta di anticipazione di scenari futuri. Il Mediterraneo, assorbendo quantità crescenti di calore, trasferisce infatti energia e umidità all’atmosfera: un meccanismo che può favorire piogge più intense e fenomeni violenti.

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Tra gli effetti indicati ci sono supercelle temporalesche, venti molto forti, trombe d’aria o marine, tornado e i cosiddetti uragani mediterranei. Il rischio, secondo l’analisi, può aumentare proprio in autunno, quando un mare ancora molto caldo amplifica il contrasto con l’aria più fredda e con le perturbazioni in arrivo da latitudini più alte.

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Gli effetti osservati sui fondali di Ustica

Oltre agli aspetti meteorologici, Greenpeace segnala conseguenze già visibili anche sugli ecosistemi marini. Valentina Di Miccoli, della campagna mare di Greenpeace Italia, richiama in particolare i segnali di stress termico su gorgonie e coralli e l’aumento della presenza di specie aliene e termofile nel Mediterraneo.

Nelle ultime settimane i sub dell’associazione si sono immersi nei fondali dell’Area Marina Protetta di Ustica, documentando estesi fenomeni di necrosi, sbiancamento e mortalità a carico di diverse specie, ritenuti probabilmente legati al caldo estremo dell’estate 2026. Greenpeace riferisce che, dall’avvio del progetto Mare Caldo nel 2019, non erano mai stati osservati impatti così evidenti fino a 40 metri di profondità.

Mare caldo, estate 2026 da record anche a Miramare: Greenpeace avverte sui rischi

Durante le immersioni, aggiunge l’associazione, l’acqua è stata percepita come particolarmente calda anche dagli stessi subacquei, che hanno portato simbolicamente dei ventagli durante il monitoraggio.

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