Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione

Convegno inaugurale per il ventesimo anniversario della rassegna dedicata alla Vitovska.

26 giugno 2026 19:29
Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione -
Condividi

TRIESTE - La 20ª edizione di Mare e Vitovska ha aperto ufficialmente il cartellone 2026 con un convegno inaugurale tra il Castello di Miramare e il Castello di Duino, riportando al centro il legame tra la Vitovska, il Carso e il mare. Il momento conclusivo della giornata è stato la proclamazione di Luca Sarais di Cantine Isola, a Milano, come Cavaliere della Vitovska per il 2026.

L’apertura del dibattito è stata affidata a Stefano Cosma, che ha introdotto una riflessione sul significato del ventesimo anniversario della manifestazione. Il passaggio più concreto è arrivato dall’intervento del direttore del Castello di Miramare, Guido Comis, che ha richiamato la vocazione botanica del parco e ha indicato la possibilità di destinare alcuni pastini a filari di Vitovska, per rafforzare ulteriormente il rapporto tra il vitigno, il Carso e il paesaggio costiero.

Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione
Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione

Cosma ha poi ricordato anche la posizione del Castello di Miramare, storicamente inserita in un tratto di costiera dove un tempo erano presenti numerosi vigneti, fino alla zona di Barcola.

Il convegno tra territorio, vigneti e recupero agricolo

Nel corso dell’incontro il presidente Matej Skerlj ha rilanciato l’idea di arrivare, in prospettiva, a bottiglie simboliche ottenute dalle uve dei vigneti del Castello, sottolineando il valore del lavoro condiviso tra viticoltori, collaboratori e sponsor che sostengono la manifestazione.

La vicesindaca di Trieste Serena Tonel ha richiamato il legame tra uomo e territorio, citando anche la vicinanza con via del Pucino e indicando proprio nella Vitovska un esempio concreto di questa relazione. Sul fronte del paesaggio agricolo, il sindaco di Duino Aurisina Igor Gabrovec ha insistito sulla necessità di recuperare i terreni oggi abbandonati, prima che vengano sottratti all’uso agricolo.

Dalla sindaca di Sgonico è arrivato invece un riferimento alla pianta di Vitovska più antica ospitata dal Comune, con circa 130 anni di vita: un patrimonio che, nelle intenzioni espresse durante il convegno, potrebbe diventare base per nuovi impianti attraverso la riproduzione di quella vigna.

A seguire sono intervenuti David Pizziga del GAL, Fabio Pahor dell’Ures e Adriano Kovačič della ZKB, concordando sulla necessità di proseguire il percorso costruito in questi anni.

Vent’anni di crescita della Vitovska

Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata all’evoluzione della Vitovska negli ultimi due decenni. Bruno Cataletto di Ais Trieste ha definito il vitigno come espressione diretta del territorio e del lavoro dei produttori, osservando come nel tempo sia cresciuta la consapevolezza dei vignaioli e, insieme, la qualità complessiva del contesto.

Secondo Cataletto, la sinergia tra chi produce, chi forma e chi comunica ha accompagnato una crescita continua, portando la Vitovska oltre i confini locali e regionali, fino a una visibilità nazionale ed europea.

Anche Auguštin Devetak della Lokanda Devetak ha ripercorso le tappe di questo cammino, tornando ai primi anni Ottanta, quando il vino sfuso del Carso veniva cercato e proposto in osteria. Da quell’incontro con alcuni vignaioli è nato il rapporto con la Vitovska, prima servita come aperitivo e poi entrata stabilmente nelle bottiglie e nelle carte dei vini.

Devetak ha ricordato anche il ruolo avuto dall’incontro con Slow Food, avvenuto proprio nella sua trattoria, passaggio che contribuì alla diffusione e alla promozione del vitigno in Italia e all’estero. Nel suo intervento ha insistito inoltre sulla versatilità della Vitovska e sulla necessità di allargare ancora la rete dei produttori, facendo squadra in un territorio piccolo come il Carso.

La nomina del Cavaliere della Vitovska 2026

Nel suo nuovo intervento, Matej Skerlj ha richiamato il peso avuto da Slow Food e dalla figura di Carlo Petrini nel percorso di valorizzazione del vitigno, soffermandosi anche sul cambio del pubblico: un turista oggi più preparato, interessato a conoscere il territorio e i suoi prodotti.

Skerlj ha inoltre ricordato il sostegno ricevuto dalla manifestazione nel corso delle 20 edizioni, evidenziando come Mare e Vitovska abbia saputo crescere a partire da numeri iniziali ridotti e consolidare nel tempo anche rapporti con viticoltori di altre aree affini al Carso.

L’ultimo intervento del convegno è stato quello di Luca Sarais di Cantine Isola di Milano, che ha posto l’attenzione sul valore del lavoro in vigna e sulla responsabilità di chi, nelle enoteche e nei locali, racconta ai clienti ciò che sta dietro a etichette e bottiglie. Al termine dell’incontro Sarais è stato proclamato Cavaliere della Vitovska per il 2026, nel ventesimo anno della manifestazione.

La festa al Castello di Duino

Dalle 18 la manifestazione si è spostata al Castello di Duino, cuore dell’appuntamento. Prima dell’apertura vera e propria c’è stato un momento celebrativo con musica, canti e balli nella piazza centrale del Castello a cura di Stu Ledi.

Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione
Mare e Vitovska 2026, a Duino e Miramare il via alla 20ª edizione

La giornata inaugurale si è chiusa con il taglio di una grande torta carsolina preparata per l’occasione dalla pastry chef dell’Antico Caffè San Marco.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail