Marina Julia, via libera agli interventi sulla foce del Cavana: investimenti su ambiente e salute

Più sicurezza idraulica, tutela ambientale e valorizzazione del biotopo di Marina Julia

18 gennaio 2026 16:01
Marina Julia, via libera agli interventi sulla foce del Cavana: investimenti su ambiente e salute -
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MARINA JULIAMONFALCONE (GO) - Un passo concreto verso la tutela ambientale, il rafforzamento della sicurezza idraulica e una nuova valorizzazione del patrimonio naturale dell’area costiera. Questo quanto compiuto con l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, l’Amministrazione comunale di Monfalcone avvia un intervento strategico destinato a migliorare in modo duraturo la gestione della foce del fiume Cavana e dell’ecosistema circostante.

La decisione della Giunta rappresenta un segnale forte di attenzione verso un’area di grande pregio ambientale e turistico.

Focus su mareggiate e sul ristagno delle acque

L’intervento sull’argine e sulla foce del Cavana punta a risolvere criticità storiche legate al ristagno delle acque, all’insabbiamento e alle difficoltà di deflusso verso il mare, fenomeni che negli anni hanno inciso sia sull’equilibrio naturale sia sulla vivibilità della zona.

Secondo l’Amministrazione, l’opera consentirà di ristabilire condizioni idrauliche più efficienti, riducendo i rischi durante eventi meteo intensi e mareggiate, con effetti positivi anche per le aree residenziali limitrofe e per il litorale frequentato ogni anno da migliaia di visitatori.

Uno degli obiettivi centrali del progetto è il ripristino del naturale scorrimento delle acque. Questo aspetto avrà un impatto diretto sulla salute dell’ecosistema del biotopo e sul benessere dei cittadini. Eliminare le condizioni di ristagno significa, infatti, contrastare la proliferazione delle zanzare e migliorare la qualità ambientale complessiva.

L'impatto delle valvole di non ritorno

L’area interessata rientra nella rete Natura 2000, all’interno della Zona Speciale di Conservazione “IT3330007 – Cavana di Monfalcone”, riconosciuta per il suo elevato valore naturalistico. Un contesto delicato che richiede interventi mirati, rispettosi degli habitat e delle specie presenti.

Nel corso degli ultimi decenni, il funzionamento delle valvole di non ritorno di tipo clapet ha progressivamente limitato il deflusso naturale verso il mare. Questo ha favorito l’accumulo di sedimenti e l’alterazione dell’equilibrio idrico interno al biotopo.

Il progetto approvato prevede il ripristino della piena funzionalità delle valvole, migliorando il bilanciamento tra acqua dolce e salmastra. Un’azione fondamentale anche per la conservazione della Fucus virsoides, rara alga endemica dell’Adriatico, la cui sopravvivenza dipende da specifiche condizioni ambientali create dall’apporto del Cavana.

L’iter che ha portato all’approvazione del PFTE è stato lungo e condiviso, coinvolgendo Comune, Regione e associazioni ambientaliste. La conferenza dei servizi, avviata nell’estate scorsa e conclusa positivamente a dicembre, ha confermato la qualità progettuale e l’efficacia del confronto tra i diversi enti, tra cui la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Monfalcone.

Minimo impatto sulle attività turistiche

Il cronoprogramma è stato definito per ridurre al minimo l’impatto sulle attività turistiche: l’avvio dei lavori è previsto dopo la stagione balneare, con una durata complessiva di circa tre mesi e il completamento in tempo per l’estate successiva.

Per la realizzazione degli interventi è stato ottenuto un contributo regionale di 290.000 euro, risorsa che permetterà di eseguire le opere nel rispetto delle prescrizioni ambientali, con lavori consentiti al di fuori del periodo più delicato per la fauna e la flora locali.

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