Riccardi all’assemblea Idealservice: sulla non autosufficienza serve un nuovo modello
L’assessore regionale alla Salute a Martignacco: superare modelli organizzativi ormai inadeguati e puntare sul capitale umano
Martignacco - La gestione della cronicità e della non autosufficienza richiede un cambiamento nel modello dei servizi, con un ruolo più forte della cooperazione dentro un partenariato pubblico-privato. È il messaggio portato dall’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociali Riccardo Riccardi all’assemblea dei soci della cooperativa Idealservice.
Intervenendo all’incontro, Riccardi ha detto che una sfida come quella legata all’aumento dei bisogni assistenziali non può essere affrontata con assetti organizzativi ormai superati né con esternalizzazioni basate soltanto sulla prestazione economica. Secondo l’assessore, serve invece “un salto di qualità” verso una collaborazione tra pubblico e privato nella quale la cooperazione abbia un ruolo da protagonista e partecipi direttamente al governo del sistema. In questo quadro, ha aggiunto, anche il terzo settore deve essere riconosciuto come interlocutore, dentro un’alleanza capace di rafforzare quella legittimazione dell’economia sociale di mercato che, ha osservato, per troppo tempo è stata ridimensionata o messa da parte.
I dati di Idealservice e il valore del capitale umano
Nel suo intervento, l’esponente della Giunta regionale ha richiamato anche i risultati presentati dalla cooperativa, sottolineando come l’incremento del valore della produzione e la solidità del patrimonio netto mostrino una gestione significativa e una tenuta strutturale non scontata. Per Riccardi, però, il significato più rilevante di questi numeri sta in ciò che esprimono: il capitale umano e le persone restano il vero motore dei risultati raggiunti, in coerenza con la cultura del sistema cooperativo.
L’assessore ha indicato proprio in questo uno degli elementi distintivi dell’organizzazione, che a suo giudizio ha saputo restare fedele alle proprie radici assumendosi processi decisionali onerosi, spesso trascurati in altre logiche di mercato.
Il nodo del lavoro e delle competenze
Riccardi ha poi allargato il ragionamento al quadro generale, sostenendo che oggi la questione principale, per la politica e per il mondo del lavoro, riguarda la disponibilità e la qualità del capitale umano, che si sta riducendo sia sul piano numerico sia su quello delle competenze. Un problema che, ha spiegato, investe in modo diretto il sistema dei servizi primari e chiama in causa una responsabilità più ampia del Paese.
Secondo l’assessore, per troppo tempo l’investimento sul capitale umano è stato considerato secondario, dalla scuola alla pubblica amministrazione fino alla sanità. Una scelta che ha definito un errore. In questo contesto ha rimarcato che il sistema cooperativo, anche in Friuli, ha spesso supplito alle carenze del pubblico, rispondendo a bisogni crescenti in fasi di forte tensione sociale.
Il riferimento alla storia regionale
Nella parte conclusiva del suo intervento, Riccardi ha richiamato la storia del Friuli Venezia Giulia, ricordando la lezione lasciata dal terremoto di cinquant’anni fa. Da quell’esperienza, ha detto, emerge come la solidarietà rappresenti anche un elemento di competitività. Ha quindi descritto la regione come una terra capace di rialzarsi grazie alla coesione e alla dignità di una comunità che ha sempre affiancato ai diritti i propri doveri.