Mascherine per Sanitari KN95, FFP2 e FFP3 di Arcuri non a norma: sequestri in corso

Ifinanzieri del Comando Provinciale di Gorizia stanno eseguendo presso lestrutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia il sequestro di nove tipi didispositivi di protezione individuale per le vie resp...

03 marzo 2021 12:59
Mascherine per Sanitari KN95, FFP2 e FFP3 di Arcuri non a norma: sequestri in corso -
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I
finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia stanno eseguendo presso le
strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia il sequestro di nove tipi di
dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie inefficaci in
quanto non conformi agli standard previsti per la classificazione che
riportavano.

I modelli di mascherine classificati KN95, FFP2 e FFP3 che sono risultati privi dei requisiti necessari per essere considerati “Dispositivi di Protezione”, sono stati acquistati dalla struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza per essere distribuiti ad Infermieri, Medici, in servizio presso le RSA e le strutture sanitarie regionali, ivi comprese quelle dedicate al COVID-19.

Nel
dettaglio, le menzionate mascherine venivano distribuite finanche agli
equipaggi delle ambulanze, ai “caregiver” e operatori sanitari dell’assistenza
domiciliare, nonché a quanti impegnati nelle stanze di degenza di pazienti
risultati positivi al COVID, sale operatorie e aree interventistiche.

Le
indagini, che in questa fase si sono concentrate sui DPI che presentavano le
maggiori anomalie formali e documentali, come l’abuso del marchio CE, hanno
consentito di ricostruire la filiera di distribuzione e contestare l’ipotesi di
reato di “Vendita di prodotti industriali con segni mendaci” di cui all’art.
517 del Codice Penale.

Le meticolose analisi di laboratorio hanno, infatti, permesso di appurare che un modello su due dei campioni acquisiti nell’ambito degli accertamenti era classificabile come mascherina antipolvere (FFP1) o inferiore. Infatti, alcuni modelli hanno rivelato una capacità filtrante 10 volte inferiore rispetto a quanto imposto dagli standard europei FFP2 e cinese KN95, instillando negli operatori sanitari una falsa sicurezza in merito all’efficacia protettiva.

Tutte
le mascherine in questione sono state validate, per effetto delle
semplificazioni istruttorie previste dalla normativa emergenziale che ha
derogato ai ben più rigorosi standard di sicurezza previsti dalla normativa
comunitaria, mediante la sola analisi della documentazione fornita dai
produttori cinesi e successivamente rivelatasi non veritiera.

Sono
in corso gli accertamenti necessari per individuare responsabilità nella catena
di approvvigionamento e quantificare quante mascherine della stessa tipologia
siano state impiegate o siano tuttora in uso su tutto il territorio nazionale.

L’attività
si inquadra nel quotidiano lavoro svolto dalla Guardia di Finanza teso alla
tutela e protezione del cittadino, anche nei luoghi di lavoro, da prodotti
insicuri e/o recanti false indicazioni, oltre che alla verifica del corretto
impiego dei fondi pubblici.

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