Mattmark, 61 anni dopo il superstite Ilario Bagnariol ricorda gli 88 morti della diga
Alla cerimonia del 29 agosto a Saas-Grund inaugurato il memoriale con i nomi delle 88 vittime del disastro del 1965.
PORDENONE - A 61 anni dalla tragedia di Mattmark, in Svizzera, il superstite Ilario Bagnariol ha partecipato anche quest’anno alla commemorazione ufficiale del disastro del 30 agosto 1965, in cui morirono 88 lavoratori, tra cui 56 italiani provenienti anche dal Friuli Venezia Giulia.
Il crollo di un fronte del ghiacciaio Allalin investì il cantiere della diga in costruzione, realizzata con materiali naturali come roccia e terra. Mattmark resta una delle più gravi tragedie dell’emigrazione italiana in Europa, insieme a Marcinelle.
Bagnariol, allora giovane operatore di bulldozer emigrato da Fiume Veneto, si salvò per pochi metri. Oggi vive ancora in Svizzera ed è presidente del Segretariato EFASCE di Ins/Lyss. Alla cerimonia di quest’anno, tenuta il 29 agosto a Saas-Grund, ha partecipato insieme alla figlia Manuela per rendere omaggio ai compagni di lavoro morti nel cantiere.
La commemorazione a Saas-Grund
Alla giornata hanno preso parte diverse autorità e rappresentanti delle associazioni dell’emigrazione. Per EFASCE era presente Bagnariol; c’erano anche i rappresentanti dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, in memoria delle vittime bellunesi, ed Elda Danelutti per i corregionali friulani.
Le celebrazioni si sono aperte con la messa presieduta dal vescovo di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey, che nell’omelia bilingue ha richiamato il valore della vita e il significato del sacrificio degli operai.
Il momento centrale è stato l’inaugurazione del nuovo memoriale con i nomi delle 88 vittime, affiancato da una mostra permanente allestita al Kulturzentrum di Saas-Fee. Tra i lavoratori friulani ricordati compaiono Mario De Celia di Gorizia, Alessio Ceccon e Luciano Specogna di Torreano.
Gli interventi istituzionali
Nel corso della cerimonia è intervenuto Lorenzo Kluzer, diplomatico dell’Ambasciata d’Italia a Berna, che ha richiamato le diverse fasi che seguono una tragedia come quella di Mattmark. Il messaggio della Console Generale d’Italia a Ginevra, Nicoletta Piccirillo, è stato letto dalla vice console Miranda Fidelbo e ha ribadito il valore della memoria e la necessità di accertare le responsabilità di quanto accaduto.
Il riferimento al ruolo della rete diplomatica italiana si inserisce nel rapporto costante tra comunità emigrate e istituzioni, come avviene anche nei rapporti con il consolato e la rappresentanza italiana a Trieste, tema emerso di recente nell’incontro sul nuovo console generale della Slovenia Tomaz Kunstelj.
La testimonianza di Bagnariol
Durante la commemorazione, Ilario Bagnariol è stato avvicinato da numerose persone che hanno voluto parlare con lui come testimone diretto della tragedia. Quel giorno del 1965 non venne travolto dalla valanga per pochi metri e fu tra i primi a prestare soccorso ai colleghi colpiti.
Di quei momenti e di altri ricordi ha parlato anche con Andre Zurbriggen, ricercatore svizzero autore di “Mattmark Das gemeinsame Erbe der vier Saaser Gemeinden”.
La sua vicenda è stata raccolta da EFASCE nel volume “Ilario Bagnariol - Mattmark: i sette metri della salvezza”, pubblicato nella collana “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli.
Il presidente di EFASCE Pordenonesi nel Mondo, Angioletto Tubaro, ha spiegato che l’associazione continua ad affiancare Bagnariol nella sua attività di testimonianza e ha ricordato che quest’anno EFASCE ha preso parte sia alle commemorazioni di Mattmark sia a quelle di Marcinelle, le due più grandi tragedie dell’emigrazione italiana in Europa.