Medici di base minacciano sciopero contro governo: “Ci fanno passare per chi non vuole far nulla”

I Medici di base minacciano lo sciopero contro il Governo. Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, sindacato dei medici di medicina generale, porta avanti una protesta contro il governo sia per il R...

30 aprile 2021 18:42
Medici di base minacciano sciopero contro governo: “Ci fanno passare per chi non vuole far nulla” -
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I Medici di base minacciano lo sciopero contro il Governo.

Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, sindacato dei medici di medicina generale, porta avanti una protesta contro il governo sia per il Recovery plan che per la campagna vaccinale: “Prima ci coinvolgono e poi ci mettono in tribuna facendoci passare come quelli che non vogliono fare nulla. Ma ora diciamo basta” ha tuonato il rappresentante della categoria.

"La questione è che non si rispettano le forniture e non ci consentono di fare programmazione. Se mi vengono date 10 dosi oggi e poi non so quando me ne consegneranno altre come posso creare un’agenda? Hanno nascosto la carenza di vaccini con l’eccesso di vaccinatori. Ad oggi sono 400mila gli operatori che potrebbero vaccinare. Se ad ognuno dessimo 10 dosi potremmo fare 4 milioni di vaccinazioni al giorno per assurdo" ha spiegato Scotti.

“Tra qualche giorno si riunirà il Consiglio nazionale e valuteremo se proclamare lo stato di agitazione di tutta la medicina generale. Abbiamo firmato un protocollo ma siamo con le mani in mano. Schiacciati tra i pazienti che vogliono vaccinarsi con noi e le Regioni che non ci danno i vaccini”. Inoltre, altro pericolo si potrebbe prospettare “se in estate come tutti ci auguriamo l’epidemia calerà: credo che molti decideranno di non vaccinarsi”. Motivo per cui servirebbe il rapporto fiduciario tra medico e paziente.

Sul Recovery, per Scotti, “c’è grande delusione”: “Invece di avvicinare la sanità ai cittadini rischiamo di allontanarla, siamo delusi”. In particolare sulle Case della comunità “la nostra posizione è che l’idea che si continui a investire in strutture rispetto ai micro team non sia quella giusta e non capiamo come questo progetto si allinei con le parole del presidente Draghi e del ministro Speranza sulla prossimità delle cure. Qui invece di avvicinare la sanità ai cittadini rischiamo di allontanarla”. Inoltre “non è chiarito il ruolo dei medici negli ospedali di comunità che sembrano essere a gestione infermieristica. Ma se c’è problema di area medica come si fa? Ci dovrà essere un medico reperibile o disponibile e su questo il Recovery non fa menzione”. Scotti arriva a dire che “lo spettro più serio è che scompaia il Ssn per come lo abbiamo conosciuto”. Secondo il sindacato, quindi, “con questo sistema si aprono le porte al privato accreditato che subentrerà nella gestione del territorio, accentrando l’assistenza, molto probabilmente sotto pagando i professionisti, come già del resto accade, e subordinando il tutto alla logica dei tetti di spesa”.

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